LA LOCRIDE E IL SUO FUTURO VISTO DA DUE UNIVERSITARI

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Arrivare nella Locride e scoprire le sue bellezze è quasi un rituale per tanta gente che di questa terra conosce solo quello che spesso si legge su certa stampa che di questo territorio tramanda solo gli aspetti negativi . Venire nella Locride e scoprire anche che questa terra è ricca di risorse naturali per nulla sfruttate e potrebbe diventare finanche un crocevia del turismo non è invece capacità generalizzata ma piuttosto logica opinione di quanti – ancora pochi – si soffermano realmente a studiare nella sua generalità il territorio. Ed ecco che la conferma di ciò arriva da una tesi di laurea scritta da due giovani studenti dell’ Università di Venezia, Marco Lucchiari di Rovigo e Federico Trenna di Firenze ( relatrice la prof.ssa Patrizia Montini Zimolo) che riesce, finanche, ad essere selezionata per il premio “ Miglior tesi di laurea del 2018”. I due giovani venuti anni addietro a visitare il territorio della Locride stimolati anche da un accordo siglato nel 2016 tra l’ Università di Venezia e il Comune di Marina di Gioiosa rimasero immediatamente abbagliati dalla bellezza del territorio e dalle sue enormi risorse per nulla sfruttate. Punti forti la storia millenaria della Locride scoperta attraverso i siti archeologici, una terra rigogliosa, impervia e nello stesso tempo affascinante, la sua produzione enogastronomica, finanche il Comune eccellente per l’accoglienza come Riace, e tante altre piccoli grande cose dalle quali ai due giovani venne l’idea di fare un lavoro piu’ approfondito di tesi cercando di “entrare” nel territorio, studiarne le criticità e cercare di offrire le risposte positive che i cittadini di questa terra attendono da anni. Ecco che attraverso l’analisi dei dati territoriali e dei fenomeni socio economici reali registrando anche la mancanza di infrastrutture, i fenomeni di spopolamento , lo stato di abbandono e di isolamento della Locride emergono dal lavoro dei due giovani i principali fattori di causa/conseguenza del grave stato economico e della mancanza di sviluppo del territorio. Marco Lucchiari e Federico Trenna sviluppano, percio’, l’idea di un polo logistico- parco agroalimentare che potrebbe diventare vetrina del territorio per i turisti in arrivo attraverso la ferrovia e gli autobus dai due aeroporti e una piattaforma in grado di organizzare la raccolta e la distribuzione dei beni. Un’idea per certi versi semplice, quella di sostenere e valorizzare il lavoro artigianale delle piccole e medie imprese, in ambito alimentare, ma non solo, che da’altra parte sono la specificità del territorio della locride. Alla tesi di laurea hanno dato il titolo “ In mezzo alle terre, la porta della Locride. Sistema di sviluppo dell’accessibilità per l’area interna calabrese”. Nella sostanza dal contenuto si evince la necessità della realizzazione di una serie di interventi tesi ad ottimizzare le relazioni tra la costa e l’entroterra e a migliorare l’accessibilità al comprensorio della Locride. Terra è ben specificato nella tesi di laurea “ricca di risorse naturali, storia e cultura. Conosciuta come Costa dei Gelsomini è una fascia di terra tra il mar Ionio e l’Aspromonte dall’orografia vivace scandita da fiumare , abitata anche in piccoli borghi arroccati sulle montagne e città di costa che hanno irrimediabilmente cancellato la loro storia di villaggi di pescatori. Tuttavia questa terra è segnata da un deficit infrastrutturale che in una dicotomia causa- effetto ha da sempre caratterizzato negativamente lo sviluppo del territorio”. Ecco la necessità di creare una piattaforma logistica da inserire – dicono i due ricercatori – invece come sistema infrastrutturale strategico, essenziale per rendere possibile lo sviluppo di questo fragile territorio, difficile da raggiungere. Una “porta” della Locride che diventa riferimento centrale delle aziende presenti e future per garantire uno strutturato collegamento in grado di consegnare e prelevare prodotti nella logica di un Urban Distribution Center ( CDU) d’area. In questo modo la “porta” diventerebbe anche un crocevia del turismo caratterizzato da una accoglienza diffusa realizzabile però solo grazie al collegamento con porti, aeroporti , ferrovia e le altre realtà locali esistenti. Un modo, insomma, per fare diventare questo polo logistico uno “starter” per tutte le altre funzioni che abbinato al parco agroalimentare darebbe l’opportunità di rivalorizzare appieno il turismo attraverso tutte le risorse che il territorio è in grado di offrire. La tesi è accompagnata anche da una serie di disegni per l’attivazione pratica dell’idea progettuale. Non è la scoperta dell’uovo di Colombo ma piu’ semplicemente la presa d’atto di quanto sul territorio si pensa da tantissimo tempo ma che mai gli amministratori a livello regionale o nazionale hanno preso in considerazione. Resta,adesso, da vedere se il lodevole lavoro messo sulla carta dai due giovani universitari sarà preso in considerazione nei posti che contano.

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