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Locri (Rc): per Francesco E. Capogreco l’’aumento della TaRi si poteva evitare

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R. e P.

Nel luglio dello scorso anno in seguito all’incenerimento di alcuni cassonetti e dell’immondizia da essi strabordante, mi interrogavo sul motivo per il quale non fosse, all’epoca, ancora partita la raccolta differenziata “sostanzialmente pronta” fin dal maggio precedente, come appreso dalle parole del vicesindaco durante il consiglio comunale in cui si dichiarò il dissesto. A distanza di quasi un anno in concomitanza di due episodi, il primo, l’invio della Tassa sui Rifiuti (Ta.Ri.) con un aumento consistente per le tasche dei locresi, ed il secondo, il primo consiglio comunale dopo il rinnovo, svoltosi in data 28 giugno in cui si attribuisce tale aumento a “cause esterne”,  torno ad interessarmi dell’argomento. Tali cause esterne identificate nelle delibere di giunta regionale N.344/2017 e 584/2017 riguardanti la rimodulazione delle tariffe di conferimento in discarica, sarebbero secondo l’amministrazione il motivo tecnico per cui la maggioranza avendo “le mani legate” ha costretto i locresi a pagare di più. Siamo di fronte ad una palese inesattezza, le cause sono invece da imputare ad una precisa scelta politica. L’aumento delle suddette tariffe di conferimento in discarica, infatti, non cadendo a ciel sereno (le due delibere sono una di luglio ed una di novembre 2017), non avrebbero causato gli aumenti attuali (in alcuni casi del 30%) per i cittadini, se Locri non fosse “in bolletta” a causa del dissesto finanziario e soprattutto se la raccolta differenziata fosse una realtà almeno dalla data in cui essa era sostanzialmente pronta, maggio 2017. Se il dissesto per certi versi è un passaggio più complesso da affrontare in una semplice nota, non lo è un sistema di raccolta porta a porta che avrebbe contenuto i costi agendo su tre livelli: in primo luogo diminuendo in termini quantitavi i conferimenti, in secondo luogo le quote via via crescenti di raccolta differenziata avrebbero comportato degli sconti sulla tariffa di conferimento ed in terzo luogo dalla monetizzazione dei materiali riciclabili avremmo potuto ottenere delle entrate utili alla sanificazione del bilancio cittadino. Di fronte a queste evidenze non si può attribuire l’aumento della tassa a cause di forza maggiore, ma a delle scelte, nello specifico scelte di non fare, e quindi ad una precisa volontà politica di non rispondere per tempo ed adeguatamente ai prevedibili aumenti, che hanno avuto mesi di preavviso e di potenziale conseguente programmazione, mancata nel nostro caso. Che si tratti di una precisa volontà del resto è confermato anche dalle dichiarazioni rilasciate in campagna elettorale da Tutti per Locri sull’argomento, in particolare riferite all’esclusione del nostro comune dal bando regionale per la raccolta differenziata che avrebbe apportato risorse finanziarie in grado di evitare l’aumento delle tariffe per i locresi, in cui si affermava che in seguito alla sopra citata esclusione dal bando per mancanza di adeguata documentazione, la raccolta differenziata porta a porta sarebbe partita lo stesso da settembre 2018 grazie a delle non meglio precisate ”risorse proprie”. È bene che i cittadini sappiano che queste risorse proprie, che prima forse non sono state volutamente chiarite, sono oggi da identificare nella maggiorata Tassa sui Rifiuti. La narrazione dei fatti pertanto evidenzia per lo meno in questo ultimo anno come ci siano stati diversi modi per evitare di gravare sulle tasche dei cittadini, modi che sono stati a questo punto non considerati, ed evidenzia come l’attuale situazione non è figlia di cause esterne incontrollabili ed implacabili, ma di precise scelte non fatte e di decisioni non prese che avrebbero potuto vedere oggi, se fatte per tempo, un completo azzeramento degli aumenti quindi una situazione immutata per le tasche dei contribuenti locresi.

Francesco Emanuele Capogreco

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