Gio. Gen 21st, 2021

Per la settima volta consecutiva la seduta del consiglio regionale finisce in anticipo. Gallo e Orsomarso: «Questo governo è al capolinea. E Oliverio snobba l’aula»

E sono sette. Per la settima volta consecutiva la maggioranza non ha il numero legale nell’aula del consiglio regionale. Così la seduta di martedì si è chiusa anticipatamente, portando a termine 4 dei 7 punti all’ordine del giorno. E dai banchi dell’opposizione non si sono lasciati sfuggire l’occasione di sottolineare la debacle. Per Fausto Orsomarso, capogruppo di Fratelli d’Italia, e Gianluca Gallo, suo omologo per la Casa della libertà, è una grave dimostrazione di debolezza. Che coinvolge l’atteggiamento del governatore Oliverio. Che «per ennesima volta snobba l’aula del Consiglio regionale, dove montava anche oggi ennesima protesta delle forze sociali ed economiche della Calabria, assente nella massima assise dove si discutono gli interessi dei calabresi». Orsomarso e Gallo parlano di «superficialità della maggioranza che non solo dopo quattro anni di governo registra il suo totale fallimento ma non riesce nemmeno a garantire, segnale ormai molto chiaro di una crisi politica che dura da tempo, nemmeno il numero legale per approvare importanti provvedimenti di Bilancio che riguardano la vita economica della Regione». Una situazione di stallo che complica il prosieguo della legislatura: «Crediamo – continuano Orsomarso e Gallo – sia ormai tempo di parlare di alternativa a questo governo giunto al capolinea provando come centrodestra a rompere vecchi schemi e lavorando per offrire una guida e un progetto chiaro e semplice di governo che possa durare 10 anni in modo da garantire stabilità e sviluppo alla nostra Regione».
L’assemblea, dopo aver discusso di interrogazioni e interpellanze, ha approvato la prima proposta di provvedimento amministrativo all’odg, illustrata dal presidente della seconda commissione “Bilancio”, Giuseppe Aieta (Pd): la presa d’atto della decisione della Commissione europea di modifica del Programma di sviluppo rurale 2014-2020 della Regione. Prima dell’esame di questo provvedimento, il consiglio regionale si è occupato del quarto punto all’ordine del giorno, lo svolgimento di alcune delle mozioni che erano state calendarizzate nella seduta. In totale, sono state 15 le mozioni esposte in aula, ma ben otto sono state ritirate per la rinuncia dei firmatari in quanto ormai non più attuali: in particolare, il capogruppo di Ncd, Giovanni Arruzzolo, ha ritirato una sua mozione sul precariato in sanità «perché – ha spiegato – è datata 2015, e tutto questo lasso di tempo trascorso inutilmente è avvilente per il nostro ruolo».
I lavori sono poi proseguiti con la trattazione di altre mozioni, fino a quando il consigliere regionale del Misto, Alessandro Nicolò, non ha richiesto la verifica del numero legale. Constatata la presenza del numero legale – condita da una battuta di Guccione «Grazie a me, registrate…» – l’aula ha quindi ripreso l’esame delle mozioni, accogliendo però, subito dopo, la proposta del capogruppo del Pd, Sebi Romeo, di anticipare la discussione degli ultimi tre punti all’odg: la presa d’atto della decisione della Commissione europea di modifica del Programma di sviluppo rurale 2014-2020 della Regione e i bilanci di previsione 2018-2020 dell’azienda “Calabria Verde” e dell’azienda Aterp. Il Consiglio ha quindi approvato, con il voto contrario del capogruppo del Misto, Fausto Orsomarso, la pratica sul Programma di sviluppo rurale ma subito dopo un’altra richiesta di verifica ha accertato, questa volta, l’assenza del numero legale, con il presidente dell’Assemblea, Nicola Irto, che ha quindi tolto la seduta.
Assieme alle mozioni ed agli ordini del giorno che ancora dovevano essere discussi, restavano all’ordine dei lavori appunto la proposta di provvedimento amministrativo inerente il “Bilancio di previsione 2018/2020 dell’Azienda Calabria Verde” e la proposta di provvedimento amministrativo “Bilancio di previsione 2018/2020 dell’Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale Pubblica della Regione Calabria”. Nella fase di determinazione su mozioni e gli ordini del giorno, il tema del federalismo differenziato è stato motivo di un acceso confronto tra il consigliere del Gruppo Misto Vincenzo Pasqua e il consigliere Orlandino Greco (Oliverio Presidente) quando quest’ultimo ha chiesto l’inserimento all’ordine dei lavori di un ordine del giorno riguardante lo stesso argomento. Pasqua nel definire «inutile e inopportuna la richiesta», su una mozione a sua firma già illustrata nei giorni scorsi in una conferenza stampa, ha protestato con il presidente del Consiglio, chiedendo l’inserimento in discussione della propria mozione, peraltro già inserita all’ordine dei lavori, come ha subito sottolineato il presidente Irto. Greco ha risposto di non comprendere il disappunto espresso da Pasqua e ha precisato che la sua proposta era stata presentata sin dallo scorso mese di settembre.

(fonte corriere della calabria)

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