Gio. Gen 21st, 2021

Domani gli sprar gestiti dalla Rete dei Comuni solidali a Gioiosa e Cinquefrondi saranno in lutto per la morte di Sacko Soumayla

Quanto accaduto nella serata di ieri, con un altro tiro a segno nei confronti dei migranti, è intollerabile ed è il frutto avvelenato di un clima di razzismo dilagante affermato dalle forze politiche che hanno soffiato sull’odio per conquistare consenso. Un ragazzo di ventinove anni è stato ammazzato a sangue freddo. Era colpevole di cercare qualcosa per costruirsi un tetto per affrontare la notte. Domani gli sprar gestiti dalla Rete dei Comuni solidali a Gioiosa e Cinquefrondi saranno in lutto per la morte atroce e insensata di Sacko Soumayla e per opporsi alla logica che vede i migranti solo come un pericolo e non come esseri umani. Vogliamo ricordare Sacko con le parole di don Pino Demasi: “Soumaila Sacko aveva 29 anni. Era un bracciante e viveva nella tendopoli di San Ferdinando. Molti di noi lo conoscevano. Si accompagnava spesso a don Roberto. Recentemente e’ stato ricoverato in ospedale a causa di un ‘ulcera e qualcuno di noi  ha fatto la notte in ospedale con lui. Dopo una lunga giornata di lavoro, pagata per pochi euro, era andato a cercare delle lamiere, per la sua baracca, in una vecchia fabbrica abbandonata sulla Statale 18, vicino Rosarno. Alle 20.30 qualcuno, a distanza di 60 metri, gli ha sparato colpendolo alla testa. Soumaila è morto. Si’ perché’ nei nostri territori qualcuno ha deciso cosi. In questa terra si muore non solo di ‘ndrangheta, di tumore o malasanità, ma anche di razzismo. Noi abbiamo scelto anche da che parte stare. Viva la Calabria che resiste”-è quanto scrive per il coordinamento nazionale di Resocol, Giovanni Maiolo.

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