MIGRANTE UCCISO: IL SINDACO “ROSARNO NON E’ UNA CITTA’ XENOFOBA, CHIEDERÒ INCONTRO CON SALVINI

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“Esprimo ferma e netta condanna per il gravissimo fatto di sangue avvenuto nelle campagne di San Calogero, costato la vita ad un giovane migrante del Mali ed il ferimento di due suoi connazionali. E’ un omicidio efferato che non può restare impunito, e chi si è macchiato di tale crimine deve essere al più presto assicurato alla giustizia. Ma un gesto isolato, tra l’altro non avvenuto a Rosarno, non può consentire che si parli ancora una volta di una città xenofoba e razzista, quando in realtà sin dai primi anni novanta è stata tra le prime comunità d’Italia ad accogliere ed aiutare”. Lo afferma, in una dichiarazione, il sindaco di Rosarno Giuseppe Idà. “C’è tuttavia da rilevare – prosegue Idà – che per effetto della gravissima crisi del comparto agricolo, del crollo delle opportunità di lavoro e della presenza abnorme di migranti in un territorio economicamente al collasso, la situazione, purtroppo, è iniziata a degenerare ed all’interno della nostra città, a fronte della presenza di circa un migliaio di nuovi immigrati interamente integrati e rispettosi delle leggi, sono sorti dei veri e propri ghetti, sacche di degrado sociale, che stanno rendendo quei quartieri invivibili per i residenti”. “La speranza è che il neo ministro degli Interni Matteo Salvini, al quale già domani chiederò un incontro – sostiene ancora il sindaco di Rosarno – intervenga con azioni decise e risolutorie su irregolari e criminali, ma anche con provvedimenti idonei a combattere la piaga purulenta della disoccupazione, in modo da creare le condizioni per una reale e costruttiva integrazione e scongiurare il rischio di tensioni sociali. Rosarno è una città accogliente ed aperta per chi è onesto, lavoratore ed è pronto ad integrarsi con i nostri usi e costumi”.

Cgil Calabria, servono interventi immediati

“Da troppo tempo, come Flai e Cgil denunciamo le condizioni di vita e di lavoro alle quali sono costretti a sottostare ancora oggi, malgrado gli importanti risultati legislativi ottenuti e l’allestimento della nuova tendopoli, uomini e donne che di anno in anno durante la stagione di raccolta ritornano nella piana. Quello che è accaduto, oltre a dimostrare drammaticamente quali possano essere le conseguenze della mancata accoglienza e dell’inesistente integrazione, impone ancora una volta l’intervento immediato e non rinviabile dello Stato per il superamento definitivo dell’ormai nota situazione alloggiativa in cui sopravvivono da troppo tempo uomini, donne e bambini”. E’ quanto affermano, in una nota congiunta, il segretario generale della Cgil calabrese Angelo Sposato, e la segretaria generale della Cgil di Gioia Tauro Celeste Logiacco in relazione all’omicidio Soumaila Sackoe. “Come più volte ribadito – sostengono Sposato e Logiacco – vanno messe definitivamente in atto tutte le azioni necessarie per favorire la fuoriuscita dall’ancora attuale condizione di degrado e precarietà che caratterizza l’intero territorio della Piana di Gioia Tauro per ridare dignità al lavoro agricolo garantendo il rispetto dei contratti e individuando fin da subito idonee strutture alternative alle baracche, ai capannoni e ai casolari, serviti in questi anni, e mai come adesso, a coprire il fabbisogno di posti letto e quanto necessario. Una accoglienza dignitosa è il primo passo per arginare gravi abusi quali lo sfruttamento lavorativo: negare un’accoglienza degna di un paese civile a questi lavoratori vuol dire necessariamente consegnarli ai caporali e agli sfruttatori”. Per Sposato e Logiacco “quanto avvenuto la scorsa notte è sconcertante e nel ribadire la nostra condanna verso tali gesti manifestiamo serie preoccupazioni per l’aumento di violenze inaudite alimentate da un clima esasperato sempre più dedito all’odio. Nel totale dissenso per quanto accaduto, confidiamo nell’operato delle Forze dell’ordine e della magistratura perché facciano piena luce consegnando il responsabile alla giustizia”.

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