MIGRANTE UCCISO IN CALABRIA, PD E LEU: “TROPPO SILENZIO DAL GOVERNO, SALVINI E DI MAIO INTERVENGANO”

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Sul caso di Soumayla, nessun commento del ministro dell’Interno che è stato eletto proprio in quel collegio

Il nuovo governo tace sulla morte di Soumayla Sacko, 29 anni, sindacalista maliano ucciso da una fucilata mentre con due connazionali raccoglieva lamiere in una fabbrica dismessa nel Vibonese. Non una parola dal neo-presidente del Consiglio, dal ministro del Lavoro Luigi Di Maio o dal ministro dell’Interno Matteo Salvini, entrato in Parlamento come senatore eletto proprio nel collegio di Rosarno. L’accusa si leva dai social e da alcuni esponenti politici dell’opposizione.

“Leggo tante dichiarazioni del nuovo ministro del lavoro. Su tanti argomenti. Alcune condivisibili, altre meno”, scrive su Facebook il presidente del Pd Matteo Orfini: “Mi farebbe piacere leggerne una sul sindacalista ucciso a fucilate. Però per ora non c’è. E sono passati quasi due giorni”.

L’ex segretario Matteo Renzi ha invece ricondiviso un tweet molto netto della senatrice del Pd Caterina Biti: “#SackoSoumayla difendeva i lavoratori sfruttati nei campi. Sacko  Soumayla aveva un altro colore della pelle. Sacko Soumayla è stato ucciso per questo e c’è un orribile silenzio che va rotto”.

Sulla stessa linea anche un atro senatore Pd, Francesco Verducci: “Soumali era un sindacalista impegnato a difendere braccianti suoi compagni, trattati come schiavi, pagati dai ‘caporali’ due euro l’ora per raccogliere agrumi a nero nella piana di Gioia Tauro”, commenta su Facebook. “Davanti a questa enormità, davanti all’uccisione di un sindacalista, dov’è il Ministro dell’Interno Salvini? Perchè non parla? Perchè non è in visita sul posto dell’agguato, egli che peraltro è stato eletto in Calabria? Il silenzio del Governo è assordante e vergognoso”.

Sono molto le critiche anche da esponenti di Liberi e uguali. Stefano Fassina ha annunciato che il partito presenterà un’interrogazione ai ministri dell’Interno e del Lavoro per chiedere “quali interventi intendono mettere in campo per invertire la rotta”. “L’uccisione di Soumaila deve far fare uno scatto di civiltà a tutti i livelli istituzionali – aggiunge Fassina – a tutte le forze politiche e rappresentanze sociali per un piano di interventi strutturali per migliorare le condizioni di vita e di lavoro dei migranti e, in generale, di tutti i lavoratori e lavoratrici oggi prigionieri di una catena di sfruttamento lungo la filiera agroalimentare dalla produzione, alla trasformazione, alla distribuzione”.

“Ieri i nuovi governanti hanno dichiarato su tutto. Silenzio invece sulla morte di Sacko Soumali, sindacalista, nella piana di Gioia Tauro, dei braccianti agricoli immigrati”, ha commentato il governatore della regione Toscana Enrico Rossidi Leu. “Forse per lui ‘la pacchia è finita”, continua Rossi riferendosi a una frase di Matteo Salvini, che ha fatto molto discutere. Sono parole di condanna anche quelle di un altro parlamentare di Leu, l’onorevole Erasmo Palazzotto: “Nei giorni scorsi in Calabria è morto un sindacalista, ammazzato a colpi di fucile. Sono passate 48 ore e il ministro dell’Interno non ha trovato nemmeno una parola da spendere soltanto perchè era del Mali. E come lui neanche il ministro del Lavoro ha speso parole per questa tragedia. Eppure sono persone loquaci”.

Sull’argomento è intervenuto anche il segretario reggente del Partito democratico Maurizio Martina: “Speriamo che si faccia presto chiarezza e si individui il responsabile di questo omicidio. È una vicenda tragica e inquietante, spero che la situazione non peggiori ulteriormente”.

(fonte la repubblica)

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