Lun. Gen 25th, 2021

Agguato davanti a un ristorante. La vittima, il 60enne Leonardo Portonaro, era a bordo della sua auto quando i sicari lo hanno colpito. Indagini in mano all’antimafia di Catanzaro

Un uomo di 63 anni, Leonardo Portoraro, alias Narduzzo, ritenuto uno dei boss della ‘ndrangheta della Sibaritide, è stato ucciso a colpi di mitra e pistola a Villapiana. Il caso ha una matrice mafiosa secondo gli inquirenti, infatti la Dda di Catanzaro ha già acquisito le indagini che sono state assegnate ai sostituti procuratori Domenico Guarascio, Paolo Sirleo e Domenico Assumma, coordinati dal procuratore aggiunto Vincenzo Luberto.
Portoraro, che attualmente era un uomo libero, si trovava in strada davanti ad un ristorante nel centro della frazione Lido. Sul selciato ci sarebbero numerosi bossoli, almeno una trentina. Secondo una prima ricostruzione, l’auto con a bordo il sicario o i sicari si è avvicinata a Portoraro facendo fuoco senza lasciare scampo alla vittima la cui morte è stata istantanea. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Corigliano Calabro che hanno avviate le indagini.

Il luogo dell’omicidio (foto da Abmreport)

Portoraro secondo dichiarazioni rese negli anni 90 dall’ex boss di Cosenza, Franco Pino, ordinò l’uccisione,  a Cassano, di Alfredo Elia e Leonardo Schifini, nel 1993 come risposta a un duplice che aveva colpito la sua cosca. Il boss era tornato in carcere nel luglio 2006 dopo di un’ordine di carcerazione emesso dalla Procura generale di Catanzaro per un residuo di pena relativo all’accusa di associazione a delinquere di stampa mafioso. Reato per il quale Portoraro era stato condannato al termine del processo “Galassia”, procedimento giudiziario figlio della maxioperazione firmata a metà degli anni Novanta dalla Dda di Catanzaro contro le cosche di Sibaritide e Cirotano.

IL FRATELLO UCCISO NELLA GUERRA DI MAFIA L’uomo, originario di Cassano allo Ionio, risiedeva da molti anni a Francavilla Marittima. Negli anni Ottanta Portoraro, ritenuto elemento di spicco della ‘ndrangheta della Sibaritide, era considerato un appartenente al clan Cirillo. Un fratello di Portoraro, Giovanni, venne ucciso quando aveva 34 anni, in un agguato compiuto nel 1992 a Cassano allo Ionio. Delitto che fu inquadrato nella guerra di mafia tra le cosche attive all’epoca nella zona.

GIUSTIZIATO IN PIENO GIORNO Sul luogo dell’agguato a Leonardo Portoraro c’erano altre persone. Il procuratore di Castrovillari Facciolla: «Ho subito chiesto intervento Dda. Allarme sulla recrudescenza criminale nella zona»

Quando è stato raggiunto dalla raffica di colpi di pistola e mitra sparati da almeno due persone che non gli hanno lasciato scampo, Leonardo Porteraro, il presunto boss ucciso stamani a Villapiana  si trovava nei pressi del ristorante “Tentazioni”. Nelle vicinanze del locale, ubicato in una zona centrale della cittadina del litorale ionico cosentino, c’erano altre persone che avrebbero assistito all’agguato senza però essere coinvolte dalla sparatoria.
L’auto con a bordo i sicari, che evidentemente sono andati a colpo sicuro, secondo quanto si è potuto appurare, sarebbe di grossa cilindrata, forse un’Audi A3 che dopo avere portato a termine l’azione si è allontanata velocemente. «Sull’omicidio – ha detto il procuratore della Repubblica di Castrovillari Eugenio Facciolla – posso dire poco. È intervenuta la Dda di Catanzaro e ho chiesto espressamente questo intervento. Ho parlato con il procuratore Nicola Gratteri. L’unica cosa che posso dire è che l’omicidio di stamattina si è consumato con l’utilizzo di armi da fuoco lunghe e corte».
«Portoraro era stato interessato negli anni scorsi e io me ne occupai già nel 1994 – ha aggiunto Facciolla – da vari procedimenti tra cui anche quello denominato “Galassia” espiando le pene inflittegli. Qualche tempo fa lanciai l’allarme sulla recrudescenza criminale in questa zona».

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