Gio. Gen 21st, 2021

Annullamento con rinvio della Suprema Corte per la posizione di Domenico Nucera nel processo “Eracle”. La prima sezione penale, nell’accogliere il ricorso degli avvocati Carlo Morace e Antonio Cordova, ha rimandato al Tribunale della Libertà la nuova valutazione quanto alla ipotesi che Nucera sia a capo della associazione mafiosa denominata cosca Condello con specifico riferimento anche alla gestione dei buttafuori nei lidi balneari. Oggetto di annullamento anche l’accusa di intestazione fittizia della pizzeria e del lido balneare denominato Mirablù. Nel processo Eracle Nucera ha scelto il giudizio abbreviato che si celebra dinanzi al giudice Aragona e nei prossimi giorni il pubblico ministero Gullo concluderà il suo intervento, dopo toccherà alle difese.
L’operazione fu condotta il 27 aprile 2017 militari del Comando Provinciale Carabinieri di Reggio Calabria e personale della Squadra Mobile della Questura di Reggio Calabria hanno dato esecuzione a 15 provvedimenti di fermo di indiziato di delitto, emessi dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, nei confronti di altrettanti indagati appartenenti, a vario titolo, alla ‘ndrangheta nella sua articolazione territoriale attigua alle cosche “CONDELLO” di Archi (RC) e “STILLITTANO” di Vito (RC), ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso (art. 416 bis c.p.), porto e detenzione di armi da guerra e comuni da sparo (artt. 10, 12 e 14 Legge 497/74), estorsione (art. 629 c.p.), rapina (art.628 c.p.), associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti (art.74 DPR 309/1990), intestazione fittizia di beni (art. 12 quinquies Legge 306/1992), maltrattamento di animali (art.544 – ter c.p.), con l’aggravante del metodo mafioso (art. 7 Legge 203/91). L’indagine, convenzionalmente denominata “Eracle”, coordinata – oltre che dal Procuratore Capo Federico Cafiero de Raho – dai sostituti procuratori Stefano Musolino, Walter Ignazzitto, Sara Amerio e Giovanni Gullo e sviluppatasi dal maggio 2015 al dicembre 2016, trae origine dalla necessità, avvertita dalla Procura della Repubblica, di contrastare la serie di reiterate aggressioni, risse ed intimidazioni che hanno funestato le recenti estati reggine, turbando la serena e la libera frequentazione serale dei locali d’intrattenimento (specie quelli stagionali avviati sul lungomare cittadino).

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