Dom. Gen 24th, 2021

La Soprintendenza archeologica ha dato parere negativo. Sotto la struttura ci sono reperti dell’antica Kroton. Nel 2016 era stata costruita una struttura amovibile per permettere alla squadra di disputare le partite di Serie A. Comune e società pensano a un nuovo impianto

La soprintendenza archeologica della Calabria ha dato parere negativo alla richiesta di proroga per mantenere le strutture amovibili usate per l’ampliamento dello stadio Ezio Scida di Crotone per il campionato di Serie A. Lo stadio si trova in una zona a vincolo archeologico; sotto la struttura ci sono i reperti dell’antica città magno greca di Kroton mai portati alla luce se non in seguito a scavi per la realizzazione del vicino ospedale e della curva nord dello stadio. Per questo nel 2016, dopo la promozione del Crotone in A, la Soprintendenza aveva dato un’autorizzazione per 2 anni per permettere il montaggio di Tribuna coperta e curva Sud e far raggiungere la capienza minima per la A di 16mila posti.
Con la scadenza dell’autorizzazione – fissata al 19 luglio – è previsto lo smantellamento delle strutture e il ripristino dei luoghi. Il soprintendente Mario Pagano, in risposta a una richiesta del procuratore della Repubblica Giuseppe Capoccia, ha già fatto sapere che non ci sarà alcuna proroga.
«In riscontro alla nota del Procuratore di Crotone – scrive il Soprintendente nella sua risposta – sentita anche la Direzione generale Abap, si conferma che non è intenzione di questo Ministero concedere alcuna proroga all’autorizzazione rilasciata da questa Soprintendenza. Va inoltre considerato che la recente retrocessione in serie B del Crotone fa sì che la concessione di una proroga non rivesta carattere di necessità e urgenza».
Per la società del Crotone e per i suoi tifosi è un bel problema visto che la Soprintendenza di fatto non chiede la demolizione dello stadio, ma solo di smontare le strutture aggiunte e questo di fatto renderebbe inservibile lo stadio considerato che mancherebbe l’intero settore della Tribuna coperta ed anche tutta una serie di servizi come gli spogliatoi e le sale stampa. Al momento, inoltre, a due anni di distanza dall’autorizzazione non risultano esserci progetti presentati né da Comune, né da Fc Crotone per la realizzazione di un nuovo stadio.

INCONTRO PER IL NUOVO STADIO Intanto si è tenuto questa mattina un incontro tra il sindaco di Crotone, Ugo Pugliese, e il presidente del Football club Crotone, Gianni Vrenna. Nel corso della riunione, che ha avuto al centro della discussione la realizzazione del nuovo stadio, è stata confermata la volontà di ambo le parti di procedere con la realizzazione della nuova struttura in una delle due aree individuate già nei precedenti incontri.  In questa settimana Comune e Football Club Crotone sottoscriveranno un protocollo di intesa ed un cronoprogramma per la realizzazione del nuovo stadio nel quale sarà previsto l’utilizzo di alcune strutture preesistenti di proprietà della società del presidente Gianni Vrenna, anche al fine di accelerare la tempistica della realizzazione. Uno stadio, nella volontà delle due realtà, che dovrà essere «un gioiello non solo capace di essere un modello di ospitalità ma anche di valorizzare l’intera area che lo ospiterà».

L’APERTURA DEL PROCURATORE «Esistono spazi per comprendere in quale modo la città non debba essere privata di un impianto adeguato al campionato che sta per partire». Lo ha detto il procuratore della Repubblica di Crotone Giuseppe Capoccia, a margine della festa dei Carabinieri, intervenendo sulla vicenda della mancata proroga per lo stadio Ezio Scida. Al procuratore lo scorso 31 maggio è giunta la risposta negativa sulla proroga da parte del Soprintendente archeologico della Calabria Mario Pagano, al quale il magistrato aveva inviato una richiesta di informazioni. «Ho scritto in modo delicato e interrogativo – ha spiegato Capoccia – per sapere quale sorte deve avere la struttura nuova dello stadio. Visto che a luglio scade l’autorizzazione della Soprintendenza ho scritto a tutti i soggetti interessati allo stadio per conoscere le loro determinazioni: ora sta a loro decidere. Non ci sono strade chiuse. Ognuno fa il suo, assume le sue decisioni, prende le sue responsabilità; certamente esistono spazi per comprendere in qual modo la città non debba essere privata di un impianto adeguato al campionato che sta per partire».

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