Gio. Gen 21st, 2021

Tutti i dati del 15esimo Rapporto della Regione: “boom” di presenze nel 2017, dal 2006 i bed & breakfast sono aumentati di oltre il 300%, dall’estero aumentano gli arrivi all’aeroporto di Lamezia. Resta da ampliare la stagionalità. Oliverio: «La Calabria può mettere le ali»

Il “boom” del turismo in Calabria nel 2017, con un trend positivo che potrebbe consolidarsi anche quest’anno. È quanto emerge dal 15esimo Rapporto predisposto dalla Regione, che segnala numeri mai riscontrati finora in Calabria al punto da far dire al governatore Mario Oliverio che «ci sono tutte le premesse per far mettere le ali al settore». Ali non solo metaforiche ma anche reali, se lo stesso Oliverio annuncia una rilevazione della Sacal secondo la quale nel primo trimestre del 2018 all’aeroporto di Lamezia Terme si sarebbe avuto un aumento addirittura del 49% di presenze straniere rispetto al corrispondente periodo dell’anno passato. Resta comunque ancora parecchio da fare e da migliorare, soprattutto sul piano della stagionalità, considerando – come si evince dalle pieghe del Rapporto – che la maggiore concentrazione di presenze continua a riscontrarsi nei mesi “balneari” di luglio e agosto.

LA DOMANDA TURISTICA I dati contenuti nel Rapporto, elaborato anche sulla scorta di indagini dell’Istat, parlano di una domanda turistica in Calabria sempre più in crescita. «Il 2017 – si legge infatti nel report – – ha fatto segnare, per il movimento turistico regionale, il record di arrivi e di presenze, circa 1,8 milioni di arrivi e 9 milioni di presenze. Il primato storico delle presenze si è riscontrato anche riguardo alla componente estera del movimento turistico: 317mila arrivi per circa 2 milioni di pernottamenti. Si tratta di un incremento notevole, tenuto conto del fatto che, generalmente, in campo turistico i cambiamenti sono molto lenti e si sedimentano diventano evidenti solo nel corso di più anni. Si è assistito, nell’ultimo decennio, a un andamento sfavorevole fino al 2014, con un picco negativo del -15 per cento circa rispetto al 2017, dal 2015 la tendenza si inverte innescando una sostanziale ripresa. Nel 2017 la quota delle presenze di stranieri rispetto al totale è del 22,4%, il 4,7% in più di peso rispetto al 2007».

I DATI TERRITORIALI E ancora: «La provincia che occupa la posizione maggioritaria della domanda è quella di Cosenza, con il 38,3% degli arrivi e il 37% delle presenze. Rispetto alle aree territoriali, la quota più consistente del movimento turistico è occupata dal Tirreno, 48,9% degli arrivi e 51,6% delle presenze, seguono le località marine joniche (arrivi 33,4%, presenze 39,8) e infine le località montane con una quota marginale (arrivi 5,6%, presenze 2,7). In sostanza – è scritto ancora nel Rapporto – il 91,45 dei pernottamenti si registra in una località bagnata dal mare. Nel 2017 nel Tirreno si raggiungono livelli delle performance, per gli stranieri, mai raggiunte prima, con 220mila arrivi e 1,444 milioni di presenze. Tali valori determinano il primato dell’anno 2017 anche relativamente al movimento complessivo (arrivi 879mila, presenze 4,659 milioni). Le province nelle quali è assolutamente preponderante il turismo “balneare” come Vibo Valentia e Crotone presentano una permanenza media più alta, rispettivamente 6,3 giorni e 6,5 giorni. Nel 2017, nel complesso delle strutture ricettive regionali rispetto all’anno precedente – si evidenzia poi nell’indagine – gli arrivi hanno registrato un aumento complessivo del 12,3%, gli arrivi stranieri dell’11,4% e i nazionali del 12,5%. Invece, le presenze complessive nell’ultimo anno aumentano del 6% con un’intensità inferiore a quella degli arrivi, situazione che si spiega con la diminuzione della durata media del soggiorno». Il report poi spiega come in Calabria «la stagionalità continua a essere tra le più elevate d’Italia, con il massimo picco nei mesi di luglio e agosto, meno accentuata per gli stranieri che da giugno a ottobre si distribuiscono in un arco temporale più ampio: si ravvisano però nel 2017 segnali positivi rispetto all’anno precedente, nel mese di agosto la concentrazione passa dal 36 al 33%».

IL “REALE” MOVIMENTO TURISTICO Inoltre, secondo il Rapporto 2017, «il movimento turistico della Calabria può essere analizzato anche secondo la fonte Banca d’Italia», e i dati delle indagini dell’istituto «appaiono assai maggiori di quelli rilevati dall’Istat presso gli esercizi ricettivi, perché tengono conto anche del movimento nelle abitazioni per vacanze in proprietà o in affitto. Ne consegue che le presenze complessive sono 25,873 milioni, con un moltiplicatore di 3,04. Il movimento turistico complessivo della regione, dunque, è pari ad almeno tre volte quello che appare dalle statistiche ufficiali».

L’OFFERTA TURISTICA Buone nuove anche sul versante dell’offerta turistica della Calabria, con l’impressionante dato dell’aumento dei bed & breakfast in Calabria da dieci anni a questa parte. «Il sistema turistico calabrese nel 2017 – è riportato nel Rapporto – è composto da 3.361 esercizi ricettivi e 193.518 posti letto: si registra un incremento rispetto al 2016 sia per il numero degli esercizi (+7,8%) che dei posti letto (+2,6). Il fatto che gli esercizi aumentino in maniera proporzionalmente più accentuata rispetto ai posti letto è diretta conseguenza della dimensione media delle nuove strutture ricettive, che generalmente sono piccole. Rispetto al 2006 il numero dei bed & breakfast è aumentato del 373%, contribuendo nello stesso periodo alla crescita del numero delle strutture ricettive complessive (+112%), che però non determina un aumento proporzionale dei posti letto che aumentano solo dell’1,2%».

LA SODDISFAZIONE DI OLIVERIO Ovviamente soddisfatto il governatore Mario Oliverio, che ha presentato il Rapporto insieme al presidente della terza Commissione del Consiglio regionale, Michele Mirabello, che su delega di Oliverio segue la materia del turismo, e alla dirigente regionale del Dipartimento Turismo Sonia Tallarico. Presente anche il professore Emilio Becheri, esperto di turismo a livello internazionale e curatore dell’analisi, che ha lanciato la proposta di un patto tra istituzioni e operatori del settore come presupposto per l’ulteriore rilancio del settore. «Dopo ritardi di anni e un gap di partenza, oggi – osserva Oliverio – c’è un recupero importante e un trend accelerato e positivo, determinato da diversi fattori, che vanno dalla congiuntura internazionale ma anche alle iniziative che abbiamo messo in campo per intercettare la domanda. Stiamo spingendo sulla valorizzazione del complesso delle potenzialità e delle risorse della nostra regione, e inoltre abbiamo investito per migliorare l’accessibilità infrastrutturale della Calabria, per potenziare e per aumentare i collegamenti, a partire da quelli aerei, e continueremo a investire in questa direzione. Dobbiamo consolidare questo trend, facendo esprimere pienamente le potenzialità che abbiamo». Il presidente della Regione raccoglie la proposta di Becheri e aggiunge: «Ci sono tutte le premesse perché anche la Calabria possa mettere le ali per diventare punto di riferimento anche a livello internazionale, perché un marchio o un “brand” Calabria si costruisce non in una stagione ma con un lungo processo. Condivido l’idea di realizzare un patto tra operatori e istituzioni, dalla Regione ai Comuni, con l’obiettivo di tenere sempre alta la qualità della nostra offerta. Questo patto può far consolidare un percorso che – osserva Oliverio – il presidente della Regione – faccia del turismo davvero il volano della crescita e dello sviluppo della Calabria».

LO SGUARDO OLTRECONFINE Oliverio guarda con particolare attenzione ai mercati internazionali, la cui risposta – fa intendere – incomincia a farsi concreta. «C’è una crescita delle presenze internazionali, che – dice il governatore – si conferma anche quest’anno, visto che nel primo trimestre 2018 la Sacal ha rilevato un aumento di presenze internazionali all’aeroporto di Lamezia Terme pari al 49% rispetto all’analogo periodo del 2017. La novità è che c’è un allargamento della stagionalità e un incremento delle presenze che sono il frutto anche di una nostra strategia, una strategia che punta alla promozione, all’interlocuzione con i mercati internazionali come quelli oltreoceano, americano e tedeschi: quest’anno- conclude Oliverio – 600 tour operator tedeschi sono stati da noi invitati per fare in Calabria la loro convention annuale».

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