Mer. Gen 27th, 2021

Iniziativa dell’Usb per chiedere giustizia per il sindacalista ucciso a San Calogero. L’organizzazione denuncia boicottaggi: «Manifestanti schedati dalla polizia». Lucano contro Salvini: «Governo forte con i deboli»

Bandiere rosse, striscioni, bandiere dell’Usb. Si sono concentrati a piazza de Nava, nel cuore di Reggio Calabria, i tanti che hanno risposto all’appello del sindacato di base, che questa mattina ha chiesto a tutti di scendere in piazza per chiedere verità e giustizia per Soumaila Sacko, il sindacalista maliano ucciso il 2 giugno scorso alla “Fornace Tranquilla”, ex fabbrica di San Calogero, nel Vibonese, e diritti per tutti gli sfruttati. Il corteo è partito in ritardo e si è snodato su corso Garibaldi fino a piazza Italia, nel centro cittadino di Reggio Calabria, la città che ha contribuito ad eleggere il leader della Lega, Matteo Salvini. In piazza circa un migliaia tra braccianti, sindacalisti, militanti e simpatizzanti di partiti come Potere al Popolo, le femministe, attivisti di diverse associazioni e di molti comitati cittadini. Assieme a loro hanno manifestato anche i braccianti di San Ferdinando. La loro partenza dalla tendopoli è stata ritardata da quello che l’Usb non esita a definire quasi un boicottaggio.
«Stranamente, nonostante i pullman siano stati regolarmente affittati e pagati, questa mattina nessuno si è presentato». Altri pullman sono arrivati alla tendopoli per accompagnare i braccianti a Reggio Calabria, mentre si attende anche una delegazione cosentina. Anche per loro c’è stato un intoppo lungo il percorso. «Come già successo prima della manifestazione del 16 – dice Paolo Leonardi, dell’esecutivo nazionale Usb – tutti i manifestanti sono stati fermati, fotografati e schedati, gli striscioni aperti e controllati, per verificare che non ci fossero slogan contro il governo e contro Salvini».

LUCANO: «GOVERNO FORTE CON I DEBOLI» Alla manifestazione hanno preso parte tra gli altri anche il sindaco metropolitano Giuseppe Falcomatà e il primo cittadino di Riace Domenico Lucano.
«Oggi è un giorno triste ma che cosa ci rimane se non fare sentire la voce delle piazze, la voce delle persone che ancora ci credono, nella giustizia, nei diritti. Quello che sta avvenendo adesso in Italia – ha detto Lucano – è la conseguenza dei problemi e della morte di questo ragazzo e anche di Becky qualche mese prima. È facile salire sul carro dei vincitori, ma noi vogliamo stare con la base, sempre. Voglio tramettere un messaggio, che la sinistra deve avere una sola voce, non delle poltrone o spazio politico, ma di rappresentare i diritti degli ultimi, questa è la vera mission».
A chi gli chiedeva un commento sul ministro dell’Interno Salvini Lucano ha risposto: «È un governo vigliacco, fino ad oggi che cosa abbiamo visto? Che sono forti con i deboli, basta. La voce del governo si è fatta sentire solo per creare odio nella popolazione verso i Rom e verso i rifugiati. Non ci sono altri temi, il resto è secondario. Questo vedo, e questo è un atteggiamento di una politica vigliacca perché forte con i deboli».

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