Mer. Gen 20th, 2021

Un’intervista a ruota libera del sindaco di Catanzaro al Fatto Quotidiano rischia di scuotere gli equilibri politici in vista delle Regionali: già serpeggiano malumori e tensioni, anche tra fedelissimi e big di Forza Italia

A ruota libera, senza giri di parole e senza freni. «Mi chiamano il sindaco del vaffanculo perché non ho peli sulla lingua…». E ancora, «il centrodestra non mi ama, diffida di me…». Sergio Abramo parla a cuore aperto con Antonello Caporale e Pietrangelo Buttafuoco, firme del Fatto Quotidiano, e crea scompiglio nella politica catanzarese e anche calabrese.

UN’INTERVISTA RUMOROSA Il colloquio con il sindaco di Catanzaro è il clou di un reportage di quattro pagine – un dipinto in chiaroscuro con gustosi passaggi sulla storia della città divenuta «capitale del cemento» e del “non finito” – che i due giornalisti dedicano al capoluogo calabrese. Abramo si racconta in modo molto schietto, ai limiti dello sfogo. Ricorda – siamo negli anni ’90, agli esordi di una carriera che l’avrebbe portato per quattro volte sulla poltrona di sindaco –dell’innamoramento della politica grazie a D’Alema («mi fece sapere di vedermi bene alla guida del centrosinistra. Non se ne fece nulla, passai dall’altra parte»), delle condizioni disastrose in cui ha trovato la città («tutto quello sporco non se ne va più…»), dei meriti che si ascrive nel rilancio del capoluogo, e poi anche dei suoi progetti futuri. Inevitabile la domanda sulle velleità di candidatura alla presidenza della Regione per il centrodestra: ai dubbi di Caporale e Buttafuoco («tanto il centrodestra non la candiderà»), Abramo risponde dicendo: «Lo so che non mi vogliono, li farei filare. Ma diamo tempo al tempo».

REAZIONI STIZZITE E NERVOSE A prima vista, le parole di Abramo sembra stiano scorrendo leggere nel sonnacchioso tran tran, anche politico, di Catanzaro, ma annusando l’area nei corridoi dei palazzi che contano in città si percepiscono sentimenti vari, non particolarmente positivi: si va dall’imbarazzo all’amarezza, dalla rabbia – anche di storici esponenti politici che non gradiscono la patente di fallimento storico sottesa alle dichiarazioni di Abramo – alla delusione. «Sergio è impazzito», sussurra un consigliere comunale annoverabile tra i fedelissimi del sindaco, mentre fonti accreditate riferiscono di big del centrodestra piuttosto risentiti per il contenuto dell’intervista al Fatto, dalla quale lo schieramento esce maluccio. Era, del resto, già capitato poche settimane fa all’indomani di un’altra sortita mediatica di Abramo, che aveva rivendicato a Catanzaro la prossima candidatura alla guida della Regione facendo intendere di riferirsi anzitutto a sé stesso: sortita che non era piaciuta nemmeno al massimo sostenitore del sindaco, il leader di Forza Italia Mimmo Tallini, che – riferiscono i bene informati – non avrebbe particolarmente esultato neppure davanti alle ultime esternazioni di Abramo.

A RISCHIO GLI EQUILIBRI DEL CENTRODESTRA Il fatto è che in questa fase muoversi nel campo del centrodestra catanzarese richiede lo stesso equilibrio che sarebbe richiesto a un elefante in una cristalleria. La febbre delle Regionali è già altissima, se è vero che nel giro di poche ore il solo capoluogo ha prodotto, fronte centrodestra, una lunga serie di “papabili” candidati governatore: lo stesso Abramo, la parlamentare meloniana Wanda Ferro, l’ex senatore Piero Aiello che, sotto l’egida dei fratelli Gentile, in realtà starebbe lavorando a un’ipotesi terzopolista buona da mettere in campo se dovessero saltare le tradizionali logiche coalizionali. Un contesto, quindi, fibrillante e anche piuttosto teso, nel quale non mancano i “dispettucci”: secondo attenti analisti, in quest’ultima categoria andrebbe ricompresa una nota di alcuni giorni fa del centrodestra nella quale si annunciava una disponibilità dello stesso Abramo alla candidatura alla presidenza della Provincia di Catanzaro, nota da cui qualche forza politica – come la Lega – ha peraltro subito preso le distanze. Nota tra l’altro apparsa ai più come un modo non per agevolare bensì per danneggiare Abramo, costretto quindi a cavarsi d’impaccio e anche a cercare una via d’uscita nel traffico sempre più intenso del centrodestra, dove tra l’altro adesso entra a pieno titolo anche Claudio Parente, nuovo capogruppo di Forza Italia alla Regione grazie anche a un asse sempre più saldo con Tallini. Su tutto questo scacchiere adesso calano le parole di Abramo al Fatto. Parole che sembrano la classica miccia pronta a esplodere.

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