Mer. Gen 20th, 2021

I beni confiscati alle mafie, l’aggressione ai patrimoni illeciti, a partire dalla Legge Rognoni-La Torre rappresenta una dei punti cardini della legislazione antimafia. Un percorso decisamente impegnativo che ha avvertito la necessità, in itinere, di azioni cd di restyling al fine di contrapporre un modello di prevenzione e repressione patrimoniale ancora più organizzato ed efficiente. E’ questo il filo conduttore del convegno di venerdì 06luglio 2018, al Convento dei Minimi di Roccella Jonica. Alle 15,30 infatti prenderà il via una importantissima sezione di lavori e confronto in cui si cercherà di capire come impiegare ed utilizzare al più presto ed al
meglio i beni che dalle mani della criminalità sono passati alla gestione dello Stato. Il convegno, valido per avvocati e commercialisti per l’accesso ai crediti formativi, è stato organizzato dall’associazione “Insieme Si Può” presieduta dal poliziotto Francesco Minici, dalla “Camera Penale fondata nel 1989” di Locri con l’avvocato Mario Mazza. Collaborazione con l’Ordine degli Avvocati, dei Dottori Commercialisti e Camera Civile tutti di Locri. Patrocinio del comune di Roccella Ionica. Sostegno dalle Segreterie Provinciali reggine dei sindacati di Polizia Coisp – Mosap – Sap – Silp. Relatori saranno il senatore Mario Michele Giarrusso del M5S – S.E. il Prefetto Ennio Mario Sodano Direttore Nazionale dell’Agenzia per i Beni Confiscati – il magistrato Santo Melidona Sostituto Procuratore Generale Corte Appello reggina – l’avvocato Laura Jannotta presidente Nazionale Unione Camere Civili – avv. Antonino Lacopo della giunta nazionale Unione Camere Civili – l’avv. Francesco Tassone amministrativista ed il dott. Antonino Dattola dottore commercialista gruppo lavoro antimafia CNDCEC. I saluti saranno affidati al sindaco di Roccella Jonica Giuseppe Certomà, quale padrone di casa, a Francesco Minici, presidente dell’Associazione che organizza, all’avvocato Gabriella Mollica, presidente dell’Ordine degli Avvocati del Foro di Locri, all’avvocato Mario Mazza, presidente della Camera Penale 1989 di Locri ed al presidente dell’ordine dei
commercialisti di Locri Ettore Lacopo. A moderare i lavori il dottore commercialista Vincenzo Saccà. Un ringraziamento dovuto per l’insostituibile collaborazione al senatore Giuseppe Fabio Auddino – al Dirigente del Commissariato PS di Siderno dott. Antonino Cannarella; al prof. avv. Antonio Mazzone; agli amici Luigi Errigo – Nino Tarzia – Dino Audino e Aldo Albanese. per riflettere su come se l’azione repressiva punti ad indebolire le mafie attraverso la sottrazione delle ricchezze, mettendone in crisi il potere economico, l’azione costruttiva delle istituzioni e delle forze sociali punti ad indebolirne il consenso e dunque il potere politico. Il
raggiungimento di tale obiettivo è tanto più alla portata quanto maggiore sarà il numero di beni che sono confiscati ed introdotti nel circolo virtuoso dell’uso sociale, ma anche quanto migliore sarà l’uso sociale degli stessi. In altre parole, se da un lato è fondamentale non perdere di vista il dato numerico che rappresenta un buon indicatore per valutare l’efficienza della giustizia e della macchina amministrativa, rispettivamente, nel confiscare e destinare le ricchezze confiscate, dall’altro, è indispensabile valutare la qualità dell’uso finale del bene stesso, poiché da ciò dipenderà l’effettiva efficacia dell’azione di contrasto alla criminalità organizzata.

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