Calabria Verde infiamma (di nuovo) il Consiglio

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Maggioranza senza numero legale. Il bilancio approvato grazie alla presenza dell’opposizione. Guccione all’attacco del governatore: «Sei mesi fa ha promesso un’informativa sulle vicende penali dell’Azienda, stiamo ancora aspettando». E Oliverio replica: «Smemorato. Con la nomina di Mariggiò abbiamo riportato la legalità nel settore». Ok al consuntivo dell’Astronave. Irto: «Spesa contenuta»

Meglio tardi che mai. Dopo le inchieste, gli arresti, gli scandali nazionali, finalmente il consiglio regionale affronta uno dei suoi tanti nervi scoperti: la forestazione e l’ente che la gestisce, Calabria Verde.
Il dibattito si scatena per via incidentale. L’occasione è offerta dal bilancio di previsione 2018-2020 dell’Azienda regionale, finita in diverse inchieste giudiziarie che – oltre ai vertici burocratici della Regione – hanno coinvolto anche il governatore Oliverio, indagato per abuso d’ufficio per via della presunta irregolarità del trasferimento di un dipendente comunale.
A dar fuoco alle polveri ci pensa Carlo Guccione (Pd), che attacca (more solito) il presidente della Regione: «Oliverio aveva promesso un’informativa sulle vicende penali di Calabria Verde, siamo in attesa da sei mesi ma non è successo niente». Il consigliere pd, inoltre, sottolinea la «gravità» della situazione in cui versa il servizio di vigilanza e sorveglianza idraulica, per il quale è necessario «accelerare i tempi e recuperare il ritardo accumulato».
Critico anche Gallo: «Manca la volontà di una giunta che continua a vivacchiare e a non dare segnali positivi per questo settore».
Di altro avviso Mimmo Bevacqua (Pd), per il quale una delle scelte migliori della giunta Oliverio è stata quella di nominare il generale Mariggiò alla guida di Calabria Verde, un’azienda in cui sono state reintrodotte «regole e certezze che oggi ci permettono di approvare un bilancio e di rilanciare un settore nevralgico per lo sviluppo della Calabria».

OLIVERIO NON CI STA Oliverio replica con vigore: rivendica l’opera di bonifica avviata in Calabria Verde da Mariggiò e chiede «rispetto per vicende rispetto alle quali, con grande superficialità e strumentalità, si ha l’ardire di alzare l’asticella». Il commissario, secondo il governatore, sta svolgendo «un ruolo di bonifica e di riordino di un ente che nel corso degli anni è stato una prateria nella quale hanno pascolato in modo consociativo, indistintamente dalle collocazioni politiche, più pastori. E mi fermo qui per amore di patria, sapendo di poterlo dire e di non parlare di cose astratte».
«Mariggiò ha ripristinato la legalità», insiste ancora Oliverio, che ricorda come il commissario stia «affrontando anche il problema dei sorveglianti idraulici».
Quanto ai bilanci, il presidente della Regione rammenta che l’azienda per la forestazione «non approvava un consuntivo dal 2002». «Noi, invece, abbiamo avviato un’operazione di legalità, approvando 14 rendiconti di Calabria Verde, fino ad arrivare a quello di previsione di oggi. E questo vorrei ricordarlo agli smemorati: abbiamo ricondotto il settore nell’alveo di legalità e del governo delle risorse».
Guccione, però, annuncia il suo voto di astensione e rilancia immediatamente: «Mariggiò non ha bisogno di avvocati difensori. Il problema è che in tutto questo tempo la politica non l’ha aiutato. Le indagini hanno coinvolto esponenti della giunta (Oliverio stesso, ndr): qualcuno lo omette ma è la realtà dei fatti. A fare il moralizzatore si rischia di andare a sbattere». Poi, rivolto alla giunta, chiede di sostenere Mariggiò affinché il servizio di sorveglianza idraulica sia attivato «per come prevede la legge».
«Oliverio – taglia corto Fausto Orsomarso (FdI) – è incapace politicamente ma è una persona perbene. Noi sappiamo fare questa differenza. Quanto a Mariggiò, il risultato del suo lavoro, dopo quattro anni, si doveva vedere».
«Disdicevole – replica Orlandino Greco – il modo in cui Orsomarso ha definito il presidente della Regione. Queste offese squalificano una parte della minoranza e permettono alla maggioranza di riscoprire il suo senso di appartenenza e l’unità rispetto a un programma elettorale che stiamo portando avanti».
«Oliverio – chiosa Gallo – ripropone ancora una volta la cultura della sfida nei confronti della minoranza e della sua stessa maggioranza. Ci ha provato a governare il settore, ma non ci è riuscito».

NIENTE NUMERO LEGALE  Il bilancio di Calabria Verde viene infine approvato – con l’astensione del centrodestra e di Guccione e il voto contrario di Vincenzo Pasqua – malgrado in aula mancassero diversi esponenti della maggioranza. Il numero legale è stato garantito dalla minoranza. «È l’ottava volta che succede», rimarca Gallo. «Il senso di responsabilità della minoranza ha consentito l’approvazione di un atto ordinario».

BILANCIO CONSIGLIO Via libera anche al consuntivo 2017 del Consiglio, un atto contabile che, a parere del presidente Nicola Irto, «rappresenta il suggello del proficuo lavoro che, anche lo scorso anno, abbiamo condotto in direzione del contenimento e della riqualificazione della spesa pubblica. Sobrietà e rispetto del valore del denaro dei cittadini: è questa la risposta che la politica ha dato e deve continuare a dare per essere credibile e per riconquistare la fiducia dei calabresi».
Nel finale di seduta è stata affrontata la questione legata ai servizi sociali e ai mancati pagamenti alle strutture private. L’ordine del giorno di Gallo – che aveva anche minacciato di chiedere la rimozione dei vertici del dipartimento – è stato ritirato dopo il voto dell’aula che ha stabilito l’incardinamento della discussione in commissione Sanità.

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