Mer. Gen 27th, 2021

La denuncia dell’Osapp: «Ha usato una penna a sfera, è lo stesso uomo che ha colpito il comandante di Reggio Emilia»

 Un agente della polizia penitenziaria è stato aggredito con una penna a sfera da un detenuto straniero nel carcere di Catanzaro. Lo rende noto il segretario generale aggiunto del sindacato Osapp, Domenico Nicotra.
«Dopo Reggio Emilia – sottolinea – adesso è il turno di Catanzaro». «Questa volta – prosegue il sindacalista dell’Osapp – è il turno dell’agente di sezione che è stato aggredito con una penna bic da un detenuto straniero proveniente dall’istituto di Reggio Emilia, dove aveva aggredito il comandante del reparto».
«Non sappiamo – conclude Nicotra – se l’aggressore provenisse dall’ex Opg ma qualora questa tesi sia confermata è fuori d’ogni dubbio che le ultime riforme con la Legge Madia prima fra tutte, che ha tagliato indiscriminatamente gli organici, hanno messo in ginocchio l’intero sistema penitenziario italiano».

“L’ennesima aggressione avvenuta ai danni di un agente di polizia penitenziaria a Catanzaro dimostra ancora una volta la necessità di bloccare la riforma voluta dall’ex ministro Orlando e proporre un impianto normativo che metta al centro il tema della sicurezza del lavoro degli operatori della polizia penitenziaria”. E’ quanto afferma il vice capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, on. Wanda Ferro, apprendendo la notizia diffusa oggi dal sindacato Osapp, secondo cui nel carcere di Catanzaro un agente di sezione è stato aggredito con una penna da un detenuto straniero proveniente dall’istituto di Reggio Emilia, dove aveva aggredito il comandante del reparto. “Al di là del singolo episodio, sul quale andranno accertate dinamica e responsabilità, è evidente che i tagli indiscriminati agli organici, come denunciano i sindacati di categoria, hanno messo in ginocchio l’intero sistema penitenziario italiano”, aggiunge l’on. Wanda Ferro. “Abbiamo denunciato più volte la natura ideologica di una riforma che punta all’ampliamento dei benefici per gli autori di reati anche gravi, e che invece sembra mettere sotto accusa gli agenti di Polizia Penitenziaria, con norme cariche di pregiudizi che sembrano quasi considerarli come soggetti naturalmente portati a commettere abusi. Ritengo – conclude Wanda Ferro – che anziché concentrare l’attenzione sul comfort dei criminali, si debbano piuttosto salvaguardare i diritti delle vittime dei reati, e soprattutto la sicurezza e la dignità del lavoro degli agenti di Polizia Penitenziaria”. 

 

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