Mer. Gen 20th, 2021

Maggioranza di centrodestra alle prese con una pratica non condivisa, e il clima già torrido per le elezioni Provinciali e Regionali complica ulteriormente l’azione politica e amministrativa

Ritmo lento e passi felpati al Comune di Catanzaro. A palazzo De Nobili non sono giorni particolarmente frenetici, e non certo per colpa della calura estiva. Bocce sostanzialmente ferme per tanti motivi, a partire dalle manovre elettorali che hanno già iniziato a farsi sentire sull’intera politica cittadina, soprattutto nel campo del centrodestra ma non solo.

 

LE MILLE PARTITE DEL CAPOLUOGO Le partite che si sono aperte infatti sono tante, vanno dalle Provinciali che potrebbero tenersi a fine ottobre alle Regionali del 2019, e vedono già in campo tutti i big, del centrodestra come del centrosinistra. In realtà, la figura che appare centrale in questo contesto è quella del sindaco Sergio Abramo, indicato dalla coalizione come candidato alla presidenza della Provincia (ma l’idea non lo appassionerebbe più di tanto…) e però lanciato anche in una traiettoria da candidato governatore. Un approdo ambito da tanti, forse già da troppi, nel centrodestra catanzarese e calabrese, e forse proprio questi posizionamenti starebbero creando un clima di attesa e di attendismo che si sta scaricando anche sull’azione politica e amministrativa al Comune, al momento praticamente ferma.

LA LOTTIZZAZIONE CONTESTATA Lo dice del resto la realtà. Un solo consiglio comunale nell’ultimo mese e mezzo, escludendo quello “straordinario” con il governatore Mario Oliverio, e prossima seduta consiliare che potrebbe tenersi la prossima settimana ma ancora non si sa quando (e se). Quella di venerdì poteva essere, sotto questo aspetto, una giornata chiarificatrice, e invece il quadro si sarebbe ulteriormente incartato. Una conferenza dei capigruppo con lo stesso sindaco Abramo infatti è improvvisamente “saltata” e rinviata ai prossimi giorni senza motivazioni precise né ufficiali, almeno così hanno lamentato alcuni consiglieri di opposizione. Molto mistero, a palazzo De Nobili: l’unica cosa che filtra dalla coltre di silenzio generale è che nella maggioranza di centrodestra ci sarebbe parecchia tensione a causa di una pratica di lottizzazione nel quartiere Lido. La pratica – si sussurra nei corridoi del Comune – starebbe molto a cuore a un consigliere del gruppo “Catanzaro con Abramo” ma una parte del centrodestra la sponsorizzerebbe mentre invece un’altra parte – numericamente più consistente, anche perché rappresentata soprattutto da Forza Italia – la osteggerebbe, non tanto nel merito quanto nel metodo con cui sarebbe stata portata avanti. È superfluo rimarcare la delicatezza della questione, perché è notoria la spasmodica attenzione della politica catanzarese (tutta) verso il tema delle lottizzazioni, croce e delizia di ogni consiliatura.

LO SPETTRO DEL “FUOCO AMICO” Ma questa volta il problema è che in gioco c’è molto più di una singola pratica: in campagna elettorale e nel suo programma Abramo ha esplicitamente detto di non voler più avallare ulteriori “selvagge” cementificazioni, soprattutto nel quartiere Lido, oggettivamente saturo. Ma il sindaco deve fare i conti anche con gli equilibri della sua maggioranza, cercando di mediare e di non perdere per strada nessuno, soprattutto adesso che sta per lanciarsi in una sfida elettorale di breve e medio periodo. E in questa sfida Abramo paradossalmente deve guardarsi soprattutto dal “fuoco amico” che proviene dal suo centrodestra, puntando a non cadere nelle trappole che già gli stanno propinando e in quelle che gli propineranno man mano che si avvicinano le tante ore X del prossimo futuro. È, insomma, la classica situazione nella quale appena ci si muove si rischia di cadere in fallo, e alla fine per non cadere ci si muove per nulla.

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