Chiusura Ortopedia di Soverato: “Cancellati trent’anni di attività”

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LA notizia della chiusura del reparto di Ortopedia dell’Ospedale di Soverato, per carenza di personale è stata ufficializzata con la
comunicazione della Direzione Sanitaria.
Il provvedimento ha suscitato stupore e rabbia, non solo negli ambienti sanitari, ma anche nelle organizzazioni sindacali, tra i
sindaci e la popolazione del territorio. Come rimarca il rappresentante sindacale della Cgil Sanità dell’Ospedale di Soverato Giuseppe
Santoro «Un provvedimento molto grave che ci preoccupa – ha precisato il sindacalista – sia per i posti di lavoro sia per l’utenza che gravita nel nostro presidio ospedaliero, sia per prestare le prime cure d’urgenza.
Non si possono cancellare con un colpo di spugna 30 anni di attività, di chi ha operato con grande professionalità.
Basti pensare che l’artroscopia, un’ attività che in zona solo noi facciamo da anni, con l’utenza che si rivolge con totale sicurezza,
considerando che a Lamezia e Locri non viene fatta.
Su un giornale di tanti anni fa “Focus Salute”, si evidenziava che dopo Villa Serena, in Calabria solo a Soverato era possibile effettuare
questo intervento. Oggi tutto questo si rischia di perdere, come gli interventi di protesi del ginocchio, protesi dell’anca, ricostruzione
del crociato e tutta la traumatologia femore e gamba. Tutti interventi, che sono effettuati con strumentazione modernissima».
Santoro conferma che di questa chiusura potranno risentirne anche gli alti reparti: «Se crolla ortopedia ci sarà una reazione a catena
molto negativa per gli ammalati. Noi abbiamo 12 posti letto di ortopedia e 8 di riabilitazione intensiva ed in più l’attività chirurgica, e
ambulatoriale; funzionava anche l’ambulatorio di osteoporosi. In questo contesto è necessario l’intervento immediato di tutti i sindaci del territorio, per difendere questo presidio, visto che sono la massima espressione della tutela della salute dei cittadini».
Dal canto suo la Cgil «subito chiederà un incontro con il Direttore generale, per dialogare, superare questa criticità, ed evitare la
chiusura. È necessario intervenire su altri ospedali.
Se nella struttura di Lamezia ci sono 9 ortopedici e qua ce ne sono 2, occorre tamponare questo difficile momento di carenza di medici
trasferendo delle unità da Lamezia a Soverato. E se necessari indire dei nuovi concorsi».
Buoni i numeri del reparto riferiti da Santoro: «Abbiamo effettuato oltre 800 interventi nel 2017, quest’anno ci attestiamo in sei
mesi di attività a 400 interventi, anche in presenza di criticità che ci sono state.
Nel nostro reparto arriva utenza che ci invia Locri.
Oggi con la sola presenza di due medici non possiamo garantire la piena funzionalità del reparto. I pazienti ricoverati sono stati trasferiti
in altre strutture ospedaliere e questo sicuramente crea notevoli disagi al pazienti e ai familiari».
Anche il primario Ippolito Menniti aveva comunicato le criticità del reparto, evidenziando che i ricoveri in urgenza dovevano essere
valutati di volta in volta, in quanto l’equipe operatoria non si poteva garantire. E di conseguenza anche con riduzione del servizio ambulatoriale.
A tutto questo si doveva aggiungere anche la rotazione delle ferie e il massiccio arrivo dei vacanzieri. Accanto a Santoro,
pure l’infermiere professionale Francesco Montepaone (consigliere comunale a Guardavalle) ha auspicato un intervento immediato di
tutti i sindaci, per una forte mobilitazione per fare il punto sulla gravissima situazione e bloccare la chiusura del reparto.
Intanto, bisogna registrare l’intervento immediato del sindaco di Soverato Alecci che si è fatto portavoce della grave situazione con i vertici dell’Azienda sanitaria provinciale, che hanno dato segnali di disponibilità. Alecci è stato molto critico rispetto alla presunta “latitanza”dei consiglieri regionali sul caso.

(fonte quotidiano del sud)

On. Wanda Ferro (FDI) su situazione reparto Ortopedia Ospedale di Soverato

Di seguito una dichiarazione dell’on. Wanda Ferro, vice capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia:

“Già venti giorni fa Fratelli d’Italia aveva sottolineato le gravi problematiche inerenti le carenze di organico nel reparto di Ortopedia di Soverato, evidenziando il rischio della probabile chiusura dell’Unità Operativa. L’Asp di Catanzaro ha tentato di porre rimedio all’emergenza pubblicando un avviso di mobilità interregionale e un avviso per titoli per la formazione di una graduatoria in modo da garantire la presenza di un dirigente medico. Pur dando atto al management dell’Asp di aver tentato di intervenire tempestivamente per assicurare la funzionalità del reparto, considerato anche che nei mesi estivi si registra un forte aumento dell’utenza legata soprattutto al consistente afflusso turistico, non si può evidenziare come nel tempo presidi ospedalieri importanti come quello di Soverato siano stati via via smantellati, sacrificati sull’altare del risanamento dei conti che, anziché essere perseguito con la sana gestione amministrativa delle aziende e con gli investimenti in professionalità e strumenti finalizzati alla riduzione della mobilità passiva, si è ridotta al taglio del personale e al blocco del turnover. Molti reparti si trovano quindi privi di personale, e in molti casi l’età media di chi è in servizio è molto alta: non si possono garantire i Livelli essenziali di assistenza in queste condizioni. Impedendo l’affiancamento di giovani medici a quelli più esperti che si apprestano ad andare in quiescenza, si sta sostanzialmente mettendo la parola fine sulle prestigiose scuole di medicina ospedaliere, che hanno rappresentato la più importante eccellenza della sanità calabrese. La Regione e l’ufficio del Commissario come al solito hanno perso tempo prezioso, e davanti all’impossibilità per l’Azienda di reperire professionisti disponibili a ricoprire l’incarico,  avrebbero  dovuto individuare gli strumenti per garantire la mobilità di personale verso quei reparti, come l’Ortopedia di Soverato, che rischiano di dover fermare la propria attività. Chiedo ora al ministro Grillo di farsi carico del problema, non con le inutili passerelle cui ci ha abituato l’ex ministro Lorenzin, ma individuando strumenti urgenti ed efficaci per dotare il reparto e l’intero ospedale del personale medico necessario a garantirne la piena operatività e la continuità nell’assistenza ai pazienti”.

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