Dreyfuss a Magna Grecia film festival, Usa vivono involuzione

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Attore ha tenuto una masterclass, “grande amore per teatro”

Firma le locandine dei suoi grandi successi, come lo “Squalo” e “Incontri ravvicinati del terzo tipo”, autografa vinili ormai rarissimi della colonna sonora di un altro dei suoi hit, “American Graffiti”, si confronta con i tanti appassionati e i tanti talenti calabresi. Visitando il Museo del Rock, piccola perla nel centro storico di Catanzaro, e tenendo una intensa masterclass, Richard Dreyfuss irrompe alla 15esima edizione del Magna Graecia Film Festival. E nonostante una gamba claudicante e i primi insulti del tempo che passa, Dreyfuss è come una ventata di aria fresca con il suo carisma di artista ma anche di uomo di spettacolo attento ai temi politici e sociali.

 

LA LEZIONE DEL CINEMA ITALIANO «I like Calabria, i like Italy», esordisce Dreyfuss, accompagnato da Piergiorgio Caruso, Antonio Ludovico e Sergio Dragone, dicendo di essere «eccitatissimo di essere qui», in questo Museo del Rock che infatti custodisce cimeli straordinari che rimandano anche agli anni d’oro del cinema, e del cinema di Dreyfuss. «È meraviglioso vedere quali livelli la musica americana abbia raggiunto oltre i suoi confini», commenta l’attore statunitense, che poi si apre ai cronisti. Confidando: «Era meglio vincere l’Oscar adesso, vincerlo da giovane mi ha tolto un po’ di gusto». Ed elogiando il cinema italiano che – afferma – «soprattutto nel dopoguerra ha dimostrato a tutto il mondo di come le cose semplici siano in realtà grandi e le cose grandi siano piccole». E «l’Italia ha dimostrato per prima la grandezza del cinema», rileva ancora Dreyfuss, che dà vita a una bellissima e partecipata masterclass al Teatro comunale, confrontandosi a cuore aperto con il vivace mondo culturale, soprattutto teatrale, di Catanzaro. Dreyfuss tocca corde altissime e sensibilissime quando a esempio cita, con una struggente riverenza, Giulietta Masina, Anna Magnani («e non importa se non capivo»), e «grandi attori che mi hanno influenzato come Sordi e De Sica». Lezioni di recitazione: «Quando fai ridere arrivi nel profondo e fai togliere a chi ti ascolta il dolore». E ancora «non capisco gli attori che fanno solo cinema, certo così si fanno soldi ma quel rapporto che hai con il pubblico a teatro è impareggiabile». Emerge poi la consumata verve di Dreyfuss: «Ho ricevuto talmente tante domande sullo Squalo che offro 10 dollari a chi mi fa domande originali, a chi invece mi fa una domanda già sentita chiedo 20 dollari…».

UN ATTORE IMPEGNATO Ma c’è spazio anche per il Richard Dreyfuss impegnato anche al di là e al di fuori dei palcoscenici. E l’attore non delude le attese, forte anche della sua esperienza personale, che ha avuto anche il vento in faccia. «Non trattate mai i vostri figli come nemici, fateli studiare e diventare più intelligenti di voi, altrimenti li tratterete come nemici», avverte Dreyfuss. Che poi allunga l’orizzonte della riflessione ai grandi temi. «Gli Stati uniti – sostiene – hanno avuto un momento buio, come una barca in mezzo al mare senza àncora, e nessuno al momento sta riuscendo a tenerla ancorata. Quando è nato il “Bill of Rights” si è capito che non c’è bisogno di un monarca ma a governare è il popolo, e per governare fondamentale è l’educazione, perché questo fa aprire gli occhi e la mente. Gli anni ’60 sono stati un periodo di grande voglia di rivoluzione, di voglia cambiamento, di voglia di credere nel futuro, ma adesso, purtroppo, questo si sta perdendo perché le persone non si rendono conto di quanto sia fondamentale l’educazione, quanto sia fondamentale la continua ricerca per crescere. Gli Stati uniti e l’Europa – prefigura Dreyfuss – rischiano di collassare e sprofondare se non ci se rende conto di quanto siano fondamentali l’educazione e la cultura».

«SOGNO LA PARTE DI CHI DICE CIAO CIAO A TRUMP» A questo punto il Dreyfuss politico si fa strada prepotentemente. «Non sto scrivendo un romanzo ma – dice l’attore parlando con i giornalisti – un libro sulla civiltà e sui valori costituzionali, che sono fondamentali perché permettono di mantenere in vita la cultura e la nostra civiltà. Civiltà che sta precipitando in una spirale e sta per toccare il fondo. La stessa America è l’esempio, perché, mentre prima era ammirata da tutti, invece adesso non c’è più la coscienza dei valori della civiltà o della Costituzione. Si rischia di tornare al buio estremo di Hitler, o dell’Isis. Tutto quello che sta succedendo adesso è conseguenza di questa diminuzione e di questa decadenza della cultura, anche Donald Trump – osserva Dreyfuss – è la conseguenza, non la causa ma la conseguenza, di una sempre minore presa di coscienza del proprio ruolo di cittadino nel mondo». E nel corso della masterclass, alla domanda di un giovane attore catanzarese su quale parte desidererebbe recitare in un film su Trump, Dreyfuss ricorre alla sua leggendaria ironia: «Mi piacerebbe fare la parte di quello che a Trump dice “ciao ciao”».

IL MAGNA GRAECIA FILM FEST SI RILANCIA L’arrivo sulla scena di Dreyfuss è destinato a rilanciare fortemente il Magna Graecia Film Festival dopo i tormenti della serata inaugurale, resa difficile da un imprevisto guasto tecnico, gestito comunque al meglio dal vulcanico direttore artistico del Mgff Gianvito Casadonte e dall’intera macchina organizzativa. L’ottima partenza con la conferenza stampa di presentazione dell’evento, moderata con la consueta maestria dal giornalista Danilo Colacino, adesso può trovare la giusta appendice con il prosieguo del cartellone, che da qui al 5 agosto porterà a Catanzaro star nazionali e internazionali come Oliver Stone, Pierfrancesco Favino, Sabina Guzzanti.

 

Terza giornata – domani, lunedì 30 luglio – di incontri e proiezioni della XV edizione del Magna Graecia Film Festival, dedicata alla memoria dell’indimenticato Maestro Vittorio De Sica, ideata e diretta da Gianvito Casadonte, con Silvia Bizio presidente del Comitato artistico e dedicata alle opere prime e seconde, che si tiene presso il porto di Catanzaro, fino al 5 agosto 2018.

L’arena che ospita la kermesse ha aperto i battenti nella zona dell’area portuale del quartiere marinaro di Catanzaro con un problema tecnico che ha bloccato il generatore di corrente. Una lunga attesa che non ha scoraggiato i cittadini di Catanzaro e i numerosi turisti accorsi ad applaudire e incontrare star del cinema come Rupert Everett ed Edoardo Leo, accompagnati sul palco dalla presentatrice del festival Carolina Di Domenico. Il patron del festival, Gianvito Casadonte ha sottolineato la pazienza e l’amore per il cinema dei suoi conterranei che non hanno lasciato l’arena nonostante la proiezione saltata.

Il programma di domani, con la presentazione della conduttrice radio e tv Carolina Di Domenico, prevede alle ore 21:30 la premiazione dell’attore Premio OscarRichard Dreyfuss, indimenticato protagonista di film quali Lo squalo, Goodbye amore mio! e Incontri ravvicinati del terzo tipo, che riceve il Premio Colonna D’Oro realizzato dal Maestro orafo Michele Affidato (che da anni ha legato il suo nome al Festival) e una scultura in vetro del Maestro Silvio Vigliaturo. A seguire, la proiezione del film “Due piccoli italiani, esordio nel lungometraggio dell’attore e sceneggiatore Paolo Sassanelli, che sarà presente alla proiezione per rispondere alle domande del pubblico. Il regista sarà accompagnato dall’attore protagonista, il calabrese Francesco Colella e dall’attrice tedesca Marit Nissen. Il film racconta il rocambolesco viaggio attraverso l’Europa di due amici un po’ naïf, in fuga da un paesino della Puglia, che si ritrovano catapultati a Rotterdam e quindi in Islanda. Per la prima volta nella loro vita scopriranno cosa significa sentirsi vivi e felici e attraverso qualche disavventura e con l’aiuto della generosa e stravagante Anke, supereranno le proprie paure e inibizioni. Travolti dalla vita, scopriranno la gioia di esistere e di provare e ricevere affetto e amore in uno strano triangolo di relazioni tipiche di una ‘famiglia moderna’, bizzarra e rassicurante al tempo stesso. La proiezione sarà preceduta dal cortometraggio “Paura dell’ignoto”, del regista italo-americano Gabriel Jenkinson. Un crimine a sfondo sociale a Milano accende le tensioni razziali e la madre di Giulio, emigrata da piu’ di 30 anni in Italia, lo esorta a non andare al lavoro. Giulio, orgoglioso cittadino italiano di origine africana, non ha paura, ma un cliente particolarmente difficile gli darà ragione di esserlo. A seguire, la proiezione di un video sulla “Tonnina”, realizzato dai ragazzi dell’Istituto Tecnico Commerciale Grimaldi-Pacioli e presentato dalla dirigente scolastica Maria Levato, che ripercorre la storia della vecchia Torre. Un progetto che ha ispirato la realizzazione del Museo del Mare, a cura dello stesso istituto.

Come sempre fitta e intrigante, nel pomeriggio il programma delle presentazioni di libri, presso l’hotel Perla del Porto, a partire dalle ore 17:30, con due titoli, “Il morzello di Nancy Harena”, di Lou Palanca, in cui grandi scrittori, intellettuali e poeti italiani offrono la propria penna e i propri ricordi per recuperare il filo sottile che lega la letteratura alla cucina, celebrando, nello spazio di ventiquattro cartelle, i piatti del cuore: novelle, aneddoti o una manciata di versi per restituire la poeticità di un cibo o di una preparazione. Alle 18:30, “Riscoprirsi madre”, romanzo d’esordio di don Alessandro Carioti in cui si affrontano disagi e difficoltà diffusi nelle famiglie di oggi e in particolare le difficoltà dei genitori di saper ascoltare i propri figli.

Domani, lunedì 30 luglio, alle ore 12:00, presso l’Hotel Perla del Porto (sala conferenze) si tiene la conferenza stampa del festival, alla presenza della madrina del festival, l’attrice Anna Ferzetti, ma anche degli attori del film “Malarazza”, David Coco e Stella Egitto e del cast del film “Due piccoli italiani”, con il regista e attore Paolo Sassanelli e i due attori, il calabrese Francesco Colella e la tedesca Marit Nissen. Vi aspettiamo, intanto di seguito il comunicato stampa del programma di domani.

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