Lun. Gen 25th, 2021

Il ministero (nonostante la spending review) paga 6.500 euro al mese per Palazzo Morelli. Diventato poco più di un magazzino da quando i dipendenti sono stati trasferiti

Il Mibact paga un fitto di 6.500 euro al mese per l’uso di un palazzo e il contratto è scaduto da circa tre anni. Succede a Crotone, dove da anni il Ministero dei Beni culturali ha sottoscritto un contratto di fitto con i proprietari di Palazzo Morelli, una prestigiosa costruzione del centro storico. Inizialmente la struttura ospitava gli uffici del presidio archeologico operativo a Crotone e faceva da magazzino a migliaia di reperti archeologici, che non trovavano ospitalità all’interno del museo archeologico nazionale o in quello di Capocolonna. Poi è arrivata la riforma dell’ex ministro Franceschini, che ha rivoluzionato l’organizzazione dei Beni archeologici. La riforma ha cancellato il presidio archeologico di Crotone e i 15 funzionari, che operavano nell’area e lavoravano nella sede di Palazzo Morelli, sono passati alle dipendenze del Polo museale. Il ministro Franceschini ha anche introdotto la lotta ai fitti passivi, con un abbassamento dei costi per le locazioni. Così doveva essere anche per Palazzo Morelli di Crotone, il cui contratto era già abbondantemente scaduto. Sulla base di questa logica i 15 dipendenti del Polo museale, già operativi nel Palazzo Morelli, sono stati trasferiti e allocati nella struttura scolastica del “Principe di Piemonte”, a pochi metri dal museo archeologico nazionale, in pieno centro storico. Nonostante il trasferimento del personale, però, Palazzo Morelli è rimasto nella disponibilità del Mibact perché non si è trovata una soluzione per il trasferimento di migliaia e migliaia reperti archeologici, per lo più “cocci”, recuperati nelle attività di scavo effettuate in decine di anni.
Sono stati catalogati e collocati in cassette distribuite in tutti gli angoli della storica residenza. Si era anche pensato di trasferire il materiale nella struttura del Ciapi, di proprietà della Regione Calabria, ma il progetto è fallito perché è venuto fuori che l’edificio era interessato dalla presenza di radioattività al di fuori della norma. Gli enti che dovrebbero trovare la soluzione al problema sono il Polo museale, con sede a Cosenza, diretto da Angela Cordon che ha la responsabilità su tutti i musei della Calabria; il Sabap, diretto da Mario Pagano, con sede a Cosenza, che ha competenza Crotone, Catanzaro e Cosenza e si occupa di archeologia e beni paesaggistici monumentali. Evidentemente questi due enti non riescono a mettersi d’accordo per una questione di fondi, che il Mibact potrebbe non garantire. La palla, quindi, automaticamente dovrebbe passare nelle mani di Salvatore Patamia, che dirige il coordinamento regionale delle soprintendenze che operano in Calabria, che ha sede a Roccelletta di Borgia. A distanza di tre anni la soluzione non è stata ancora individuata e il Mibact dovrà continuare a sborsare 6.500 al mese di soldi pubblici per pagare una struttura che, da circa un anno, usa esclusivamente come magazzino e tutto avviene nel silenzio totale.

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