Mer. Gen 27th, 2021

Dossier sul tavolo del ministro ai Trasporti Toninelli. Il M5S: «L’opera deve essere realizzata ma si può fare con costi minori». Allarme sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta. Ed è polemica con il Pd

La partita è politica ma abbraccia ambiti più vasti: legalità, infrastrutture, trasporti. Il progetto del terzo megalotto della statale 106 ha ricevuto da qualche giorno il timbro della Corte dei Conti, ma non si è fatto neppure in tempo a festeggiare che è già tornato in discussione. Il dossier è già sul tavolo del ministro dei Trasporti Danilo Toninelli: «Stavamo già tenendo sotto controllo la situazione e appena si è insediato il governo, abbiamo presentato con “urgenza” la revisione del progetto al ministro – spiega il senatore M5S Nicola Morra –. Il ministero, dopo aver registrato il parere positivo della Corte dei Conti sulla delibera del Cipe, sta valutando tutte le eccezioni procedurali, ambientali ed economiche». L’intero programma – quello che disegnerà il tratto che unisce Sibari a Roseto Capo Spulico – è nuovamente in discussione. E d’altra parte il prossimo passaggio è quello che porterà all’approvazione del progetto definitivo. In soldoni: si può ancora intervenire per modificare tutto. E un intervento è quello che il Movimento 5Stelle ha già sollecitato al “suo” ministro. Su due piani: finanziario e della legalità.
Il primo aspetto tocca direttamente l’idea della nuova statale. Per i parlamentari pentastellati non ha senso progettare dappertutto una strada ex novo. Dove possibile, la vecchia 106 potrà raddoppiare, passando dalle attuali due a quattro corsie. Dove, invece, il nuovo tracciato si imporrà, questo dovrà essere realizzato. La posizione è chiara: «Siamo i primi a dire che la Sibaritide ha bisogno di questo intervento e di una strada che sia sicura. Bisogna, però, valutare se la progettazione possa consentire dei risparmi. E, soprattutto, fare il possibile perché sia improntata al rispetto della legalità». Una parte dei risparmi potrebbe essere dirottata sul tratto Sibari-Corigliano Rossano, uno dei più pericolosi dell’arteria. Un dato («La Sibari-Roseto costerà un miliardo e trecento milioni di euro circa per soli trentotto chilometri di strada») e una considerazione («Pochissimi giorni fa proprio a Villapiana è stato ucciso Leonardo Portoraro, ritenuto uno dei boss locali e definito “il ministro dei Lavori Pubblici” dell’Alto Jonio Cosentino e che, per come emerge dai giornali, il movente sarebbe da ricercare proprio negli interessi economici suscitati dall’ingente somma pronta ad arrivare per i trentotto chilometri della Sibari-Roseto») guidano l’azione politica dei Cinquestelle in questa fase.

 

LO SCONTRO CON IL PD Dal Pd sono arrivate forti critiche rispetto alla partecipazione dei parlamentari M5S a una manifestazione sul terzo megalotto che ha provocato proteste anche da parte dei sindacati confederali e del comitato “Basta vittime sulla 106”. «Perché i parlamentari 5stelle non tutelano il territorio e si accaniscono su un’opera strategica come il terzo macrolotto della Statale 106? Se non quelli dei loro elettori, quali interessi inconfessabili devono difendere sulla pelle dei calabresi? – si è chiesta la parlamentare del Pd Enza Bruno Bossio – I deputati e i senatori del Movimento forse non hanno idea di cosa questa infrastruttura rappresenti per il territorio, non hanno cognizione del progetto e quando affermano che intendono demolirlo e fare iniziare tutto daccapo, perdendo altro tempo e risorse in un’opera non più rinviabile».

«CONTROLLARE OGNI CENTESIMO» Risposta di Morra: «Vorremmo capire se nella Sibaritide ci sia una correlazione tra l’estenuante difesa del Pd dei lavori sul macrolotto, la sempre maggiore presenza di tratte affidate (dal governo regionale) ad autobus privati e lo smantellamento della Ferrovia Jonica. Vorremmo capire, soprattutto, se questi intrecci fra interessi politici e privati abbiano fatto della Calabria un luogo di saccheggio e svendita del territorio per mero clientelismo. Un modus operandi – puntualizza Morra – al quale stiamo cercando di mettere fine sin da quando siamo al Governo del Paese. È in questo contesto che nasce il bisogno di revisione del progetto della Sibari-Roseto. Per questo non consentiremo a nessuno di strumentalizzare la vicenda». Il proposito è quello di «riconsiderare tutte le grandi opere in fase di realizzazione in Italia, da Nord a Sud, per valutarne con serenità ed oggettività il rapporto fra costi e benefici, ed eventualmente cercare di capire se esistano modalità alternative di realizzazione. Gli ultimi eventi hanno mostrato come gli interessi che ruotano attorno all’ammodernamento della 106, da noi sempre fortemente sostenuto e voluto, sono enormi con le ‘ndrine locali sempre pronte a mettere le mani sui soldi dei cittadini. Perciò l’avanzamento dei cantieri dovrà essere verificato dagli uffici e dalle forze dell’ordine. Noi faremo la nostra parte. Si dovrà controllare ogni singolo centesimo che verrà speso affinché anche quest’opera non diventi oggetto di speculazioni mafiose. Nessuno si è scordato della ditta “Barbieri” – ricorda il parlamentare cosentino – cavallo di troia dei clan, che riuscì ad aggiudicarsi i lavori di Piazza Bilotti a Cosenza (21 milioni), aviosuperficie di Scalea (20 milioni) e l’impianto di risalita nella città di Lorica (18 milioni)». (ppp)

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