Mer. Mag 12th, 2021

Spero abbiano coraggio e libertà per fare rivoluzione normativa

“Ancora non ho visto nulla: si staranno sicuramente guardando attorno, cercando di capire cosa c’è di pronto e cosa c’è da modificare di quanto fosse già in cantiere. Poi sicuramente trasformeranno in norme quanto detto nel programma”. Lo ha detto, parlando della lotta alla mafia da parte del nuovo governo, il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri a margine della presentazione del suo ultimo libro ‘Fiumi d’oro. Come la ‘ndrangheta investe i soldi della cocaina nell’economia legale’ (Mondadori) nella prima serata di Capalbio Libri. “Non so quale possa essere il loro primo passo, ma mi auguro che abbiano il coraggio, la volontà, la libertà e i numeri per fare una rivoluzione sul piano normativo – ha proseguito Gratteri, secondo quanto riportato in una nota, prima di salire sul palco -, cambiando il codice penale e l’ordinamento penitenziario, sempre nel rispetto della Costituzione. Occorre fare tali e tante di quelle modifiche sino a quando diventi non conveniente delinquere”. “Finora questa rivoluzione non l’ho vista”, ha aggiunto il procuratore a proposito di una possibile ‘rivoluzione’ in Italia. “Sono stati fatti dei miglioramenti durante l’ultimo governo, ma rispetto a quello che penso io sono state fatte poche cose”, ha concluso.

Mafia: Gratteri, per combatterla razionalizzare risorse Procuratore apre manifestazione Capalbio Libri

Per contrastare la mafia occorrerebbe, “innanzitutto, razionalizzare le risorse, come hanno fatto i ministri Severino e Orlando. Ci sono degli uffici che andrebbero tagliati, delle sedi in cui andrebbero diminuiti il numero dei magistrati e altri in cui andrebbero aumentati”. Così il procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri, prima di salire sul palco di Capalbio Libri, la storica manifestazione del borgo maremmano che stasera ha preso il via proprio con la presentazione del suo ultimo libro, ‘Fiumi d’oro. Come la ‘ndrangheta investe i soldi della cocaina nell’economia legale’ (Mondadori). Gratteri, secondo quanto riportato in una nota, ha poi spiegato che occorrerebbe essere molto più rigidi “sui fuoriruolo, ossia su quei magistrati che vanno in altri ministeri per fare altre cose, seppur importanti. Penso che si possano assumere, al loro posto, anche professori universitari, associati o ricercatori”. Ma la ‘ricetta’ indicata dal procuratore di Catanzaro per combattere le mafie, prevede anche di “cominciare a pensare ad abolire la procura generale, in modo da risparmiare 320 magistrati che potremmo far lavorare a regime. Si potrebbe anche pensare di eliminare il Tribunale di Sorveglianza, con tutte le risorse impiegate”. Una volta fatto tutto questo, ha aggiunto Gratteri, secondo quanto riportato nella nota, “occorre mettere mano al Codice di Procedura Penale e all’Ordinamento Penitenziario, cominciando ad informatizzare il processo penale, applicando la tecnologia oggi disponibile al processo. Uno dei motivi principali per cui i reati si prescrivono, infatti, è la lentezza del dibattimento. Giusto per fare un esempio, se facessimo la videoregistrazione del teste, assieme a tanti altri piccoli accorgimenti ovvi, si potrebbero abbattere i tempi del processo anche del 60%”.

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