«Matteo, vivrai per sempre nei miei ricordi»

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La commovente lettera della fidanzata di Vinci, ucciso da un’autobomba a Limbadi. Circa duecento persone hanno partecipato ai funerali del giovane biologo. Tra gli altri il testimone di giustizia Rocco Mangiardi e il fratello di Maria Chindamo, la donna di Laureana di Borrello scomparsa nel 2016. Assenti le autorità istituzionali

Dall’Argentina si è fatta sentire Laura Sorbara, la fidanzata di Matteo. Commovente la lettera inviata dal Sudamerica per l’occasione. Parole di amore indirizzate alla sua anima gemella che non c’è più: «Grazie per tutto l’amore che mi hai dato, per aver visto in me una bellezza che ignoravo, per avermi amata più di te stesso, per avermi illuminato nel momento più buio». La lettera di Laura Sorbara, fidanzata di Matteo Vinci, è il momento più toccante di una cerimonia funebre sobria, celebrata con il rito civile. Il giovane biologo, la cui vita è stata spezzata da un tremendo attentato lo scorso 9 aprile, vive ancora nelle parole di chi, ricambiata, lo amava: «Sei stato un buon figlio, un buon fratello, un buon amico e un buon compagno. Chi ti ha conosciuto di te può avere soltanto dei bei ricordi e la possibilità di ricordare qualche gesto di solidarietà. Vivrai sempre nei miei ricordi più belli perché come dicevi: le persone non muoiono mai se non vengono dimenticate. A presto amore mio». 
C’erano circa duecento persone ai funerali di Vinci (la foto è tratta da zoom24.it), celebrati nel piazzale della scuola media di Limbadi, intitolata a Corrado Alvaro. In prima fila i familiari della vittima, la mamma Sara Scarpulla, il papà Francesco, miracolosamente scampato all’attentato. E c’era anche l’avvocato Giuseppe De Pace che assiste la famiglia. Ai funerali hanno partecipato i rappresentanti dell’associazione antimafia Libera, e anche il testimone di giustizia Rocco Mangiardi e il fratello di Maria Chindamo (la donna di Laureana di Borrello scomparsa a Limbadi nel 2016), Vincenzo. Assenti le autorità istituzionali.
La madre ha scritto una lettera che non ha avuto la forza di leggere e che ha affidato ad un’amica. «Non porteremo all’asilo i tuoi figli – ha scritto tra l’altro la donna – come fanno tanti altri genitori, ma andremo in giro per tribunali a chiedere giustizia per nostro figlio massacrato». Per l’omicidio di Matteo Vinci, lo scorso giugno, sono stati arrestati alcuni componenti la famiglia Mancuso. «In questa bara – ha scritto inoltre la madre di Vinci – giace ciò che resta di mio figlio, un figlio amante della musica, degli animali, della natura, della musica. Innamorato di noi genitori e della sua Laura, che aveva lasciato il suo lavoro di psicologa a Buenos Aires per seguirlo e venire in Italia a formarsi con lui una famiglia. Da quel terribile giorno io continuo a chiedermi perché tutto questo, perché questa morte assurda. Come farò a non vederlo più, a non sentire la sua voce, a non vederlo al mattino e alla sera, a non sentire il suo sassofono con cui mi suonava il silenzio? Come potremo io e suo padre sopportare questa assenza, questa mancanza?».

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