Lun. Gen 25th, 2021

– Tutti i circa 600 giovani partecipanti all’Estate Ragazzi, trentennale manifestazione estiva organizzata dalla parrocchia del Duomo e dall’associazione “Il Samaritano”, insieme ai loro genitori, a don Pino Demasi, al sindaco Michele Tripodi, al comandante del gruppo carabinieri di Gioia Tauro maggiore Andrea Milani, al tenente Mario Grasso della compagnia carabinieri di Taurianova, al commissario
capo del commissariato di Polistena Eugenio Aloia e al luogotenente Leonardo Ribuffo della stazione dei carabinieri di Polistena, a due giorni dal rompete le righe, nel tardo pomeriggio di ieri, come ormai succede da 26 anni, hanno formato un lungo e coloratoserpentone che ha percorso silenziosamente, partendo da via Esperia, alcune strade principali della città, in ricordo della strage di via D’Amelio dove persero
la vita Paolo Borsellino e la sua scorta e tutte le vittime innocenti delle mafie.
Dopo una sosta di raccoglimento in via Trieste, proprio davanti alla stele che ricorda quei morti, il corteo ha concluso il suo cammino in Piazza della Repubblica, ad attenderlo il procuratore capo di Reggio Calabria Giovanni Bombardieri: «La lotta alla ndrangheta – ha detto rivolgendosi soprattutto ai giovani – è una cosa giusta, perché la ndrangheta ci toglie la libertà di muoversi e di affermare i propri diritti.
La lotta, però, non passa soltanto attraverso i magistrati o le forze dell’ordine, ma passa anche da voi. Ognuno deve lottare per la propria affermazione. La vostra storia è appena iniziata e quindi dovete avere un futuro migliore. L’affermazione della legalità è affermare il giusto, non girarsi dall’altra parte. La ndrangheta è una malattia che comprime la libertà e il vostro futuro». Prima del procuratore Bombardieri
sono intervenuti sia don Pino Demasi che ha raccontato i momenti importanti dell’Estate Ragazzi («Siamo parte di una comunità che dobbiamo costruire sulla legalità, noi trasmettiamo a questi ragazzi i valori veri e tutti insieme siamo una comunità che si è riunita per fare memoria. Il ricordo deve portare all’impegno, la memoria deve diventare impegno»), che il sindaco Michele Tripodi, che invece ha elogiato l’impegno dei ragazzi: «La mafia ha fatto danni, le istituzioni si impegnano e danno il loro contributo alla lotta, tocca anche alla gente dare
le risposte».

(fonte quotidiano del sud)

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