Lun. Mag 17th, 2021

Oliverio: «Saremo costretti a nominare dei commissari ad acta per riscuotere le tariffe mai versate. Senza questo intervento si rischiano la paralisi e il ritorno all’emergenza»

 I Comuni inadempienti, nel versamento delle tariffe sullo smaltimento dei rifiuti, rischiano di determinare una condizione di crisi per il funzionamento più complessivo del sistema di smaltimento dei rifiuti. Dopo ripetute sollecitazioni a regolarizzare la situazione, per i Comuni trasgressori saranno nominati dei commissari ad acta per la riscossione dei debiti maturati.
«Questa amministrazione – dichiara il presidente Oliverio – si vede costretta a nominare dei commissari perché soltanto l’incasso della tariffa consente di poter far fronte alle spese necessarie per il pagamento dei concessionari e dei gestori dei diversi servizi afferenti al sistema dei rifiuti in assenza del quale si creerebbero disfunzioni e criticità nel conferimento e nello smaltimento dei rifiuti. Mai – rimarca il presidente – avremmo voluto adottare questo provvedimento».
E a dimostrazione di ciò ricorda che la Regione ha emanato una serie di provvedimenti di indirizzo politico-amministrativo con il duplice scopo di salvaguardare le casse regionali da un possibile “buco di bilancio” senza ledere le già compromesse casse comunali e scongiurare quindi un possibile dissesto finanziario degli enti locali morosi.
In particolare con Dgr 370 del 24 settembre 2015 sono stati forniti gli atti di indirizzo tesi a garantire il rispetto delle principali regole di finanza pubblica per l’anno 2015 e sono state dettate le linee guida al Dipartimento bilancio, finanze e patrimonio e a tutti i Dipartimenti regionali al fine di statuire le attività da porre in essere per recuperare, attraverso la compensazione di cassa, la maggiore quantità possibile di entrate; con la Dgr 380/2015 è stata introdotta la possibilità per i Comuni di rateizzare il proprio debito attraverso dei piani di rateizzazione triennale successivamente estesi a 5 anni con Dgr 131/2016 che ha ridotto altresì al 10% la percentuale del versamento dell’acconto su quanto dovuto; con Dgr 315/2017 sono stati impartiti gli opportuni indirizzi per la riscossione del debito maturato nel quadriennio 2013/2016 e in particolare, al punto 2, quelli relativi alla riscossione della tariffa relativa all’annualità del 2015, disponendo di procedere, preliminarmente, su richiesta dei Comuni morosi, alla eventuale compensazione di cassa dei crediti certi, liquidi ed esigibili; quindi, in mancanza della possibilità di effettuare le predette compensazioni.
La Regione si è anche prodigata per assicurare il corretto conferimento dei rifiuti urbani negli impianti di trattamento regionale. E ciò, nelle more del completamento del riordino del sistema di gestione dei rifiuti definito dalla legge regionale n. 14/2014, fino quando i Comuni non subentreranno nelle loro naturali funzioni, vale a dire fino a quando le Comunità d’ambito, costituite da tutti i sindaci dei comuni ricadenti nell’Ato provinciale di appartenenza, saranno definitivamente operative.
Tra l’altro, per assicurare la copertura finanziaria e la continuità nell’esercizio degli impianti, nell’immediatezza del subentro la Regione ha stanziato ulteriori 28 milioni di euro, mentre la somma anticipata dalle casse regionali per sopperire al mancato pagamento dei Comuni nel periodo 2013-2018 ammonta a oltre 300 milioni di euro, nonostante i numerosi solleciti effettuati e la continua disponibilità degli uffici regionali a rivedere, nel rispetto delle deliberazioni emanate dalla giunta, i piani di rientro comunali. Pur comprendendo le difficoltà di cassa in cui versano i Comuni, non è corretto né sostenibile il mancato trasferimento alla Regione delle tariffe che comunque i cittadini in gran parte hanno versato ai comuni stessi per far fronte al costo del servizio di smaltimento rifiuti.
“Ad oggi tuttavia – sottolinea con forza il Presidente Oliverio – gli sforzi profusi da questa amministrazione regionale rischiano di essere vanificati se dovesse perdurare questa situazione. Ritengo che non sia giusto e moralmente corretto che gli enti locali virtuosi debbano subire le conseguenze di chi non ottempera a quanto prescritto dalla legge. Di fronte all’attuale situazione, la Regione si vede costretta ad attivare poteri sostitutivi con la nomina di commissari ad acta per consentire, a breve termine, di poter disporre di adeguate risorse finanziarie necessarie al pagamento dei debiti correnti con l’obbiettivo di scongiurare la paralisi del servizio di smaltimento rifiuti e di ripiombare in una condizione di emergenza dalla quale abbiamo tolto la Calabria non senza difficoltà ed assunzione di responsabilità».
La regione ha accolto comunque la richiesta dei Comuni di prorogare al 31 dicembre p.v. il termine ultimo per il subentro degli Ambiti Territoriali nella gestione del sistema dei rifiuti. Pertanto, non saranno più possibili ulteriori proroghe anche se si considera la condizione di difficoltà determinata dal mancato trasferimento delle risorse, per come ampiamente sopra evidenziate.

 
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