Sab. Gen 23rd, 2021

Il delegato di Oliverio ribadisce le critiche al piano di assunzioni varato dal commissario: «Dove sono le coperture finanziarie?». Appello al governo per sanare «lo sfregio» Calabria

Pacenza con elmetto e baionetta all’assalto di Scura. Il delegato del governatore Mario Oliverio per la sanità si scaglia ancora una volta contro il commissario, rilanciando le critiche al piano di assunzioni varato da Scura. Piano bocciato senza appello perché – dice Pacenza parlando con i giornalisti a margine di una riunione alla Cittadella sulle carenze di personale in ortopedia e traumatologia – «non è tollerabile che nell’attuale fase di emergenza medica e sanitaria ci si preoccupi di assumere in primo luogo accalappiacani»…

 

«CALABRIA RIDICOLIZZATA DA SCURA» Il delegato del presidente della Regione per le politiche sanitarie non ripone dunque l’ascia di guerra. E definisce le assunzioni previste dal commissario Scura come «una vicenda davvero paradossale». Osserva Pacenza: «Non passa giorno senza che, da qualsiasi angolo della Calabria, che siano grandi o piccoli ospedali, non arrivino segnalazioni di lunghissime attese nei pronto soccorso o per avere una qualsiasi prestazione perché non ci sono le risorse umane e organizzative per dare risposte alla domanda di salute. Inoltre – rimarca – si stanno chiudendo o accorpando diversi reparti perché non ci sono medici, per non parlare di prenotazioni di prestazioni specialistiche anche urgenti che sono calendarizzate addirittura nel 2019. Ora, se lo scenario è questo, e lo scenario è purtroppo questo, ed è drammatico, si può tollerare di assumere accalappiacani? Il commissario Scura ha reso la Calabria ridicola, perché in mezz’Italia si parla di accalappiacani assunti ma per fare cosa? Se c’è, come diciamo noi, un’emergenza medica e sanitaria di questa portata, si può scegliere poi come priorità di assumere figure professionali come informatici, autisti, amministrativi? Non c’è insomma – afferma il delegato del governatore Oliverio – una bussola di riferimento. Non condividiamo questa impostazione, perché l’emergenza riguarda gli ortopedici, i radiologici e gli anestesisti e invece il commissario fa procedure su 70 collaboratori amministrativi, 30 informatici, con tutto il rispetto, ovviamente, per queste figure».

«DOVE SONO I SOLDI?» Pacenza poi mette sul tavolo altre considerazioni, sempre con riferimento al piano assunzionale autorizzato dal commissario Scura. «Respingiamo l’accusa per cui la Regione è contro l’occupazione. E’ vero il contrario: la Regione si batte per un’occupazione mirata e strategica che dà prioritariamente risposte altrimenti non andiamo da nessuna parte, come del resto dicono anche grandi organizzazioni sindacali e di operatori del settore. Nel recente decreto di Scura poi – prosegue il delegato del governatore Oliverio per le politiche sanitarie – ci sono altri elementi che dovrebbero far riflettere ancora di più: a esempio, non si dice da dove arriva la copertura finanziaria del costo delle assunzioni. Il commissario dice ai direttori generali di trovare risorse con economie di bilancio e con riduzione di altre spese, ma questa impostazione non ha nessuna strategia e nessuna certezza: non si può dire ai dg “assumete 1366 unità ma poi le coperture finanziarie trovatevele”. Non è la prima volta – ricorda Pacenza – che il commissario fa da sé, l’ha fatto anche per il budget per la specialistica ambulatoriale».

«DISAVANZO MEDAGLIA DI SCURA» Secondo Pacenza questo aspetto non è altro che la conferma di una criticità più generale. «Le condizioni dell’equilibrio finanziario del governo della nostra sanità – rileva il delegato di Oliverio – sono su un crinale molto delicato. Il Tavolo di monitoraggio ha certificato sul 2017 un disavanzo di 101 milioni, ma di questi risultati, di queste grandi medaglie il commissario non parla… Ricordo che il deficit che era stato concordato per il 2017 nel Piano operativo era di 50 milioni, e nel Piano operativo si prevedeva al 31 dicembre 2018 l’equilibrio di bilancio e l’uscita dal Piano di rientro. Purtroppo, e lo dico con sofferenza, queste condizioni non ci sono».

NUOVO APPELLO L’incontro con i giornalisti è poi l’occasione, per Pacenza, di rilanciare la posizione del governatore Oliverio in tema di commissariamento, con riferimento anche all’esito dell’odierna visita in Calabria del sottosegretario alla Sanità Fugatti.  «Il sottosegretario, come del resto il ministro della Sanità che insieme al presidente Oliverio abbiamo incontrato qualche settimana fa, ha assunto – rimarca – un’attenzione particolare sulle vicende calabresi, considerando che il commissariamento con una figura esterna riguarda solo la Calabria. E’ un interrogativo sul quale aspettiamo una risposta: c’è una situazione che per la Calabria è uno sfregio che sta durando da tre anni e non c’è un più un perché in quanto – spiega il delegato del governatore – una norma ha rimosso l’incompatibilità tra la carica del presidente e la funzione commissariale». Pacenza precisa ancora: «Non è un vanto per nessuno che la Calabria sia l’unica regione in queste condizioni. Spero che il governo si interroghi, in primo luogo sui risultati prodotti in questi anni: noi infatti non abbiamo un orizzonte di uscita Piano di rientro, ormai arrivato a quasi nove anni. E in questo quadro rientra anche la questione della funzione di governo. Il ministro – sostiene il delegato di Oliverio – non ci ha rappresentato elementi di pregiudizio o di contrarietà a priori, ci ha detto che avrebbe valutato la situazione: e noi riteniamo che dentro questa valutazione ci siano tutte le ragioni per allineare anche la Calabria alle altre regioni in piano di rientro o commissariate. In tutte queste regioni sono i presidenti a svolgere la funzione di commissario: l’unica regione in cui questo non accade – conclude Pacenza – è la Calabria».

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