Dom. Nov 28th, 2021

Come da ormai numerosi anni a questa parte, a Siderno si respira la solita aria agostana, portatrice non solo di calura insopportabile, ma fortunatamente anche di schiere di molti emigrati e pochi turisti.

 

Se da un lato si presenta per i gestori di tutte le attività commerciali un’occasione molto rara, dall’altro l’amministrazione comunale fa, come sempre, di tutto (non facendo niente) per allontanare questi visitatori occasionali dal paese. Nelle ultime serate si sono alternati senza sosta, nella piazza principale del comune, i saggi di danza delle scuole presenti sul territorio. Ora, essendo consapevoli dell’incessante e nobilissimo lavoro di tutti i maestri di ballo, non si vuole asserire che questo tipo di manifestazione sia scocciante (anche se una loro sequela continua ci si avvicina molto), ma non farebbe male se fosse accompagnata anche da altri eventi di caratura culturale, come avviene in altri comuni della stessa Locride. Questi tipi di appuntamenti non sono completamente assente dal paese, ma non si da loro la sufficiente visibilità, di cui avrebbero bisogno soprattutto per riavvicinare i giovani alla cultura ed all’arte, in un periodo nel quale sono più che altro interessati alle discoteche ed ai social networks. Opere teatrali, spettacoli di musica classica, convegni di ambito scientifico; è questo di cui si sta parlando, manifestazioni che non vengono tenute sulla grande piazza Portosalvo per paura del cosiddetto effetto vuoto. L’ostinazione da parte degli organizzatori nell’apparire vincenti in ogni loro mossa non sta facendo altro che attirare agli eventi sempre le stesse persone, situazione che si inserisce in un contesto internazionale che vede prossima la scomparsa dei libri in favore di manuali online, serie tv e documentari  e dei quotidiani in favore dell’informazione attraverso social inattendibili.

L’amore per la bellezza, il sapere e l’analisi della realtà non viene incentivato per paura di non risultare grandi organizzatori e si preferisce, perciò, non muoversi del tutto e non prendere iniziative, soccombendo alla logica della superiorità  della quantità sulla qualità. Come si può pretendere che le giovani generazioni cambino in meglio la società se non si incentivano ad avvicinarsi alla cultura? Così facendo l’amministrazione sidernese contribuisce all’ amplificazione del deficit scolastico dei giovani meridionali attestato ultimamente dall’INVALSI, poiché non investe sulle famose virtù e conoscenza (riprendendo le note terzine dantesche), ma si lascia sprofondare in un’indifferente ignavia. Molti insegnanti, se interrogati sul tema, chiamano in causa per giustificarsi l’inaffidabilità dei test, ma, parlandoci chiaro, non può essere un caso se gli studenti del sud si dimostrano sistematicamente inferiori culturalmente a quelli settentrionali. I ragazzi vogliosi di studiare e amanti della scuola risultano il più delle volte schiacciati dal resto della loro classe, emarginati e convinti ad uniformarsi all’ignoranza dominante. Anche i docenti si stanno arrendendo alla realtà dei fatti e non riescono più a coinvolgere alunni che si presentano lontani psicologicamente dal mondo della scuola ed attratti sempre più dai sedicenti giochetti online e dai likes su Facebook e Instagram.

Tornando però alla realtà cittadina, sarebbe apprezzabile nel contesto appena descritto un’azione controcorrente, volta alla sensibilizzazione degli adolescenti in particolare, che sicuramente non si può raggiungere allontanando sempre di più dalle zone predilette dal passeggio le già poche iniziative culturali del paese. Un’idea, come già accennato sopra, potrebbe essere quella di proporre una stagione teatrale o magari di spostare, viste le meravigliose condizioni meteorologiche estive, convegni e presentazioni di libri sul corso principale dalle loro solite sedi, con lo scopo di avvicinarli fisicamente alla pur limitata movida del lungomare. Avendo come unica alternativa il vuoto totale dell’ultimo mese,  la scelta sembrerebbe comunque obbligata.

m.t.c.

 

 

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