AMMAZZATO A 19 ANNI PER ERRORE: IL CASO FILIPPO CERAVOLO SUL SETTIMANALE ‘CRONACA VERA’

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Anche la nota rivista settimanale italiana specializzata in resoconto di costume e di cronaca nera destinati ad un pubblico popolare “Cronaca Vera”, grazie ad un articolo firmato dal giornalista Antonello Lupis, ritorna sul caso dell’agghiaccianto omicidio Filippo Ceravolo.
Aveva diciannove anni appena. Viveva a Soriano, un paesino di duemila abitanti in provincia di Vibo Valentia. Era la sera di giovedì 25 ottobre Filippo deve tornare a casa presto. Lo attende una sveglia all’alba, per andare con il padre al mercato di Reggio Calabria. Chiede un passaggio all’amico, sale sull’auto di Domenico Tassone. A pochi chilometri di distanza, in una zona che si chiama Calvario, qualcuno sta aspettando proprio quell’auto. Quando la vede, spara con un fucile caricato a pallettoni. Filippo viaggia sul sedile del passeggero, ma viene investito da due scariche. Lo ritrovano riverso sull’asfalto, sul ciglio della scarpata dove è caduta la Punto. Domenico, che era al volante, se la cava con una ferita al braccio. Filippo muore, nella notte, tra la disperazione dei suoi genitori, che ancora oggi a distanza di quasi 6 anni non smettono di chiedere giustizia. Diverse le proteste inscenate dai parenti del 19enne contro l’archiviazione del caso e contro la legge della violenza che gli ha strappato dalle mani il loro giovane, amato, figlio. Ma mamma Anna e papà Martino sono sempre più esasperati da una giustizia che non arriva. L’avvocato della famiglia, Giovanna Fronte, sta tentando di approfondire gli elementi emersi dalla prima indagine e chiedere con forza alla Procura di Vibo Valentia l’immediata riapertura dell’inchiesta. La strada, tuttavia, è ancora lunga ed impervia. Intanto, la sete di giustizia attende.

ALESSANDRA BEVILACQUA|redazione@telemia.it

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