Lun. Mag 10th, 2021

E’ terminata all’alba la latitanza di Luigi Abbruzzese, 29 anni figlio di Francesco Abbruzzese, 48 anni, alias Dentuzzu, ritenuto il fondatore dell’omonimo clan degli zingari, e attualmente detenuto in regime di 41bis per una condanna definitiva all’ergastolo, per alcuni omicidi. Il nonno del latitante arrestato oggi è invece il capostipite degli zingari: quel Celestino Abruzzese, detto “Asso di bastone”, primo boss del “Timpone Rosso”, il quartier generale in cui operavano gli abruzzese.

A seguito del provvedimento “Gentleman“, Luigi Abbruzzese era stato condannato in primo e secondo grado perchè ritenuto a capo di un’associazione dedita al narcotraffico. Abbruzzese infatti, aveva preso in mano le redini del sodalizio fondato dal padre, ed era considerato il reggente del clan.

Condannato a vent’anni di carcere in primo grado con rito abbreviato è dunque ritenuto a capo di un’associazione mafiosa dedita al traffico internazionale di stupefacenti. Importava con la sua organizzazione cocaina dalla Colombia, eroina dall’Afghanistan e marijuana dall’Albania. Accanto ad Abbruzzese secondo le indagini, a capo dei gruppi criminali c’era anche Filippo Solimano per il “locale” di Corigliano.

E’ destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa il 10 marzo del 2016 dal Gip del tribunale di Catanzaro nei confronti di un sodalizio criminale dedito anche al traffico di droga internazionale. E proprio da qui è partita la latitanza di Abbruzzese che avrebbe trascorso 4 anni in Germania. Il 24 giugno del 2016 il provvedimento di cattura è stato esteso anche in campo internazionale e il 29enne è stato inserito nell’elenco dei latitanti di ‘ndrangheta più pericolosi. Il suo ritorno però non è sfuggito agli uomini della Polizia di Stato che stamattina hanno attuato il blitz per la sua cattura. Al momento della cattura aveva 2 pistole, munizioni e un documento falso.

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