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Brancaleone, tutti attraversano ancora sui binari dove sono morti i bambini

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La tragedia non ha insegnato niente. La gente a Brancaleone continua ad attraversare i binari per raggiungere la spiaggia. Anche ieri c’è stato un via vai di persone che andava o ritornava dal mare e per comodità oltrepassava i binari anziché servirsi del sottopassaggio. Il più vicino è a circa 200 metri dal luogo dell’incidente in cui hanno perso la vita Lorenzo e Giulia, 12 e 6 anni, travolti dal treno. Si notano mamme con bambini, o neonati nel seggiolino, anziani, stranieri. Tutti scelgono la strada più corta per arrivare a mare, incuranti del pericolo mortale. Non solo, denunciano abitanti e turisti: «Quel sottopasso è inutilizzabile», rifiuti e sterpaglie ne ostruiscono il passaggio.

 

«È una questione di cultura, ma anche di praticità», ammette Salvatore Mottola Di Amato, commissario prefettizio che insieme con altri due colleghi amministra il comune di Brancaleone, sciolto per infiltrazioni mafiose. Il problema è simile in tutta la costa, ionica e tirrenica. La linea ferroviaria è priva di barriere e, costantemente, anche d’inverno, è attraversata da moltissime persone. Anche Simona Dall’Acqua, 49 anni, casalinga, residente ad Albairate, comune di 4.708 abitanti nel Milanese, dove si era trasferita a giugno da Baggio, mercoledì pomeriggio insieme ai due figli ha attraversato i binari per andare al mare. Faceva ogni giorno così per abbreviare il tragitto. La tragedia di Brancaleone ha un eroe: il piccolo Lorenzo. Il ragazzino ha cercato di evitare che sua sorella Giulia, affetta da autismo, fosse investita e uccisa dal treno. Il suo tentativo di intervento, però, è stato inutile. Lui stesso è morto schiacciato dal convoglio. I due bambini e la mamma avevano già attraversato i binari. Giulia, però, improvvisamente, si è liberata dalla mano della madre, è tornata indietro e si è bloccata al centro delle rotaie. Lorenzo, probabilmente, ha intravisto da lontano la sagoma del treno arrivare a tutta velocità e si è lanciato nel tentativo di afferrare la sorellina e spingerla sotto la scarpata. La madre ha fatto lo stesso, ma è stata anche lei travolta ed in coma.

Corriere della Sera articolo di Carlo Macrì e Luca Rinaldi

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