4 Dicembre 2020

«Qui il raggiungimento del target per il 31 dicembre non è difficile come sarà per altre Regioni». E sullo scontro con la Lega per Tav e Tap: «Troveremo un accordo»

 «La Calabria è a buon punto» sulla rendicontazione dei fondi europei. «Qui il raggiungimento del target per il 31 dicembre 2018 non è difficile come invece è per altre Regioni, per le quali che il serio rischio di disimpegno. Per la Calabria questo rischio non c’è». Quella del ministro per il Sud Barbara Lezzi è una “promozione” per il lavoro della Regione Calabria sulla spesa comunitaria che arriva dopo un lungo incontro con il governatore Mario Oliverio nella Cittadella regionale. «Possiamo stare tranquilli – spiega il ministro –, certo non si deve abbassare la guardia, ci rivediamo il mese prossimo. È chiaro che la Calabria, come le altre Regioni del Sud, ha bisogno della quota ordinaria degli investimenti che arriva dall’amministrazione centrale, perché le risorse europee servono alla coesione, cioè a riequilibrare i territori, poi ci vuole una massiccia dose di investimenti della quota cosiddetta ordinaria: siamo purtroppo ancora sotto il 29%, dobbiamo arrivare al 34%». È un parere che stride con le prese di posizione di un’altra esponente del Movimento, l’eurodeputata Laura Ferrara che sulla gestione dei fondi Ue spesso esprime riserve sull’operato del governo regionale.
Lezzi – inevitabile, viste le polemiche degli ultimi giorni tra ministri leghisti e grillini sulle infrastrutture, Tav e Tap in primis – passa a considerare la questione degli investimenti: «Tutti gli investimenti che vanno dalle strade, alle ferrovie, alla ricerca, all’università, all’innovazione portano lavoro, il lavoro porta consumo interno, quindi un maggiore sviluppo anche per le piccole imprese nei settori dell’artigianato e dell’agroalimentare, quei settori nei quali il Sud si distingue. La Lega dev’essere d’accordo – spiega il ministro –, perché l’altro giorno abbiamo presentato il rapporto Svimez, c’è un’interdipendenza non indifferente tra Nord e Sud, e allora perché la Lega non dovrebbe essere d’accordo a far ripartire il Sud in maniera finalmente significativa? Sarebbe un successo storico anche per il partito di Salvini».
Entrando nello specifico, Lezzi dice che «su Tav e Tap troveremo un accordo, sulla base dell’analisi costi-benefici. Un accordo sarà rispettare i numeri che verranno fuori da questa analisi, sia per Tav che per Tap, perché i numeri sono numeri».
«L’Agenzia per la Coesione – continua il ministro – avrà un ruolo maggiore di assistenza, in virtù della nuova programmazione post 2020 che vorrei che si facesse tutti insieme, con tutte le Regioni del Mezzogiorno, in modo da evitare la frammentarietà dei progetti».
Per chiudere una battuta sulla Zes: «Ho ragionato con il presidente della Regione. Domani visiterò Gioia Tauro, che è il perno della Zes, lavoreremo soprattutto sulle semplificazioni, che sono l’aspetto più importante, e sono oggetto di un tavolo che vede impegnati diversi ministri perché la sburocratizzazione a nostro avviso è un’iniezione di risorse».

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