Dom. Mag 16th, 2021

Una tragedia che lascia attoniti, increduli e basiti; un evento tanto inaspettato quanto spietato che ha trascinato con se le vite tranquille degli escursionisti in visita sulle gole del Pollino. un bilancio tragico che poteva però essere peggiore se si pensa che, al momento dell’esondazione del raganello, erano due i gruppi di escursionisti per un totale di ben 36 persone che visitavano la zona.
Ventitre le persone tratte in salvo, tra di loro anche una bambina Chiara, 8 anni ricoverata in gravi condizioni

Un corteo silenzioso ha accompagnato il feretro di Antonio De Rasis, il volontariato del soccorso alpino inghiottito lunedì pomeriggio dalla furia delle acque che hanno invaso le gole del Raganello, a Civita, causando la morte di dieci persone. Ad accompagnare la bara del 32enne di Cerchiara di Calabria, nel Cosentino, i ragazzi del soccorso alpino.
I funerali, celebrati dal vescovo di Cassano allo Jonio, Francesco Savino, si stanno svolgendo in piazza Fontana alla presenza di migliaia di persone tra parenti, amici e quanti hanno voluto dare l’ultimo saluto al giovane.
«Dove sei Dio? La domanda che mi sento ripetere da giorni dai familiari e dagli amici di Antonio. Dove è Dio? Mi hanno chiesto i bambini ricoverati all’ospedale di Castrovillari quando gli è stata comunicata la morte dei genitori. Ho rivolto a Dio la stessa domanda. Non ho una risposta alle vostre domande. Ho una sola certezza: Dio non ci è lontano» – ha dichiarato il vescovo nel corso dell’omelia.
Poi un richiamo alle istituzioni: «Ogni istituzione faccia la parte che gli compete. Le parole che hanno un senso non siano sciupate o sprecate. Non c’è libertà senza verità e giustizia. Quello che è successo alle gole del Raganello dovrebbe farci riflettere sulla necessità di riconsiderare il nostro rapporto con madre natura che quando viene sfigurata diventa matrigna. Vi esorto come vescovo – ha proseguito – a non aggiungere dolore al dolore. Mi rivolgo a te Antonio. Ti ho conosciuto qui nella tua Cerchiara. Grazie per quello che sei stato, per quello che hai fatto, per il ricordo di te che rimane nel cuore della tua famiglia e della nostra comunità. Caro papà, cara mamma, cari fratelli e cari amici di Antonio, alziamo lo sguardo alla Madonna delle Armi, lei ci guida a guardare verso Dio, fonte di speranza e fiducia». Presenti il presidente della Regione Mario Oliverio, i sindaci di Cerchiara, Civita, San Lorenzo, Castrovillari, il presidente della Provincia di Cosenza Franco Iacucci, il presidente del parco nazionale del Pollino Domenico Pappaterra.

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