La banda larga “rallenta”, 26 milioni spostati sulla pubblica amministrazione digitale

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Cambiano, anche per effetto delle scelte nazionali, strategia e obiettivi del Por. La Calabria investe (ancora) sull’informatizzazione di giustizia, sanità, turismo e beni culturali

Cambia la filosofia dell’Agenda digitale, con una decisa virata: meno risorse per la Banda ultralarga e un’accelerazione decisa verso l’innovazione della pubblica amministrazione. È una piccola rivoluzione, quella prevista dalla rimodulazione del Por. Uno dei progetti-simbolo, tra i più citati nella comunicazione ufficiale della Regione Calabria, arretra e lascia spazio ad altri investimenti nel settore informatico. Non solo per una scelta locale, ma anche per allineare la destinazione delle risorse a quanto previsto nelle strategie nazionali. Fatto sta che la transumanza è milionaria: 26,1 milioni di euro sottratti alla «riduzione dei divari digitali nei territori e diffusione di connettività in banda larga e ultralarga» e trasferiti su altri obiettivi del Por. La fetta più grossa – 21,6 milioni – andrà alle «soluzioni tecnologiche e la digitalizzazione per l’innovazione dei processi interni dei vari ambiti della pubblica amministrazione»: fondi destinati alla digitalizzazione di giustizia (con l’informatizzazione del processo civile), sanità, turismo, attività e beni culturali. Parole d’ordine che la Calabria ha già conosciuto nel suo recente passato. l’iniezione di risorse europee permetterà di rispolverarle e aggiornarle (a questa voce di spesa erano, in effetti, già assegnati 61,5 milioni che diventano 83,1 dopo la rimodulazione). Il resto dei finanziamenti “sottratti” alla banda ultralarga va all’e-Government (3,3 milioni) e alle “soluzioni tecnologiche” per l’alfabetizzazione e l’inclusione sociale, per l’acquisizione di competenze avanzate da parte delle imprese e lo sviluppo delle nuove competenze” (quasi 1,2 milioni).

 

Il rallentamento viene spiegato con un cambio di strategia a livello nazionale la cui conseguenza sarebbe il «ridotto fabbisogno finanziario previsto per l’attuazione degli obiettivi regionali della Strategia per la diffusione della Banda Ultra larga». Sono cambiati gli obiettivi: «La strategia nazionale – si legge nel documento –, successiva all’adozione del Por (ottobre 2015), ha introdotto elementi nuovi che non potevano essere previsti in fase di definizione del programma, escludendo, per esempio, la possibilità di intervenire nelle zone già oggetto di intervento nel corso della passata programmazione per estendere la copertura a 30Mbps fino a 100 Mbps, in quanto tali aree, a seguito degli interventi realizzati non risultano più tra quelle a rischio di fallimento di mercato». In soldoni, dove è stata già introdotta la banda larga non si potranno effettuare opere per aumentare ulteriormente la velocità di connessione. Una novità che cambia la prospettiva (non si arriverà a 100Mbps in vaste aree della Calabria) e i numeri degli interventi.

ALTA VELOCITÀ CATANZARO-LAMEZIA Cambiamento anche – ma è un dato più che altro amministrativo – per il Sistema di collegamento Multimodale “Aeroporto – Stazione di Lamezia Terme Centrale – Germaneto – Catanzaro Lido”. Dopo un ricalcolo delle risorse necessarie, l’intervento non sarà più inserito tra i Grandi Progetti del Por, secondo uno schema segnalato nell’ultimo Comitato di sorveglianza del 10 luglio scorso, «non avendone le caratteristiche per come definite dal Regolamento». Perché si possa parlare di Grande Progetto infatti, è necessario che la quota di cofinanziamento sia più elevata di quanto in effetti previsto per l’alta velocità Catanzaro-Lamezia. Il sistema multimodale, insomma, cambia “vestito” burocratico (nel senso che non sarà più un Grande Progetto) ma si farà lo stesso, secondo lo schema che potete vedere sopra, comunicato dalla Regione all’Unione europea.

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