L’APPELLO DI SALVINI: «STATO MEGLIO DEI CLAN». POI LE FRECCIATE A LUCANO

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Il ministro a San Luca: «Accoglienza commovente. La ‘ndrangheta qui si respira, ma c’è anche a Milano, nel mio quartiere». E lancia la proposta: Calabria zona a esenzione fiscale per attrarre i pensionati 

 Un’accoglienza «commovente, anche alla luce della storia passata del movimento che rappresento con orgoglio». Reduce dalla galoppata in una San Luca blindata per l’occasione, Salvini dopo selfie, abbracci e strette di mano, approda alla villa confiscata in cui è stato eccezionalmente convocata la tradizionale riunione del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. Con i vertici di forze dell’ordine, magistratura e servizi di sicurezza però il ministro dell’Interno si trattiene ben poco. Meno di un’ora. Alle 15.30 c’è una riunione del Consiglio dei ministri a Genova e un aereo lo aspetta. Quindi tocca fare in fretta. E in fretta Salvini sciorina di fronte ai giornalisti i “risultati” raggiunti dal suo ministero.

 

CONTRO LA ‘NDRANGHETA, PIÙ STATO Alla strage di Duisburg del ferragosto 2007 nemmeno fa cenno, sulla ‘ndrangheta si limita a elogiare magistratura e forze dell’ordine per «il numero di arresti, che nel corso dell’ultimo anno si sono triplicati». Sul futuro invece, Salvini si tiene sul vago. «Bisogna convincere con i fatti che lo Stato è meglio, che la trasparenza è meglio perché se lo Stato manca, ed è mancato per tanto tempo, ciascuno si affida a vie alternative. Se prima dell’arrivo del commissario il contatore dell’acqua era a San Luca un’immagine filosofica che riguardava una persona su cento e oggi riguarda 96 persone su cento è evidente – spiega il ministro – che lo Stato ha fatto il suo mestiere. Dovremo dimostrare che lavorare è meglio che farsi sfruttare dalla ‘ndrangheta».

STRATEGIE VAGHE I clan ci sono, dice alla fine Salvini, però – puntualizza subito – «capisco anche la reazione di qualche cittadino. È chiaro che la ‘ndrangheta c’è qui, si sente, si tocca, si respira come c’è a Milano, probabilmente nel mio quartiere. Voglio essere un granello nel meccanismo che faccia saltare questa paura. Oggi io vado via e domani c’è qualcuno che si ritrova da solo a combattere questo sistema criminale». Come, non è dato sapere. Quanto meno in dettaglio.

OSPIZIO TAX FREE Allo stato, l’unica idea sembra quella di trasformare la Calabria in un buen retiro esentasse. «Ci sono migliaia di pensionati italiani che vanno in Spagna e in Portogallo per non pagare la tassa sulle pensioni – dice Salvini – io penso che alcune zone del sud di questo Paese siano molto più belle, accoglienti e ospitali rispetto al Portogallo, quindi una zona di esenzione fiscale per i pensionati italiani e stranieri possa riattrarre investimenti. È una delle idee che insieme alla difesa dell’agricoltura e della pesca può portare risultati, quanto meno a medio termine».

SAN LUCA TORNERÀ AL VOTO Allo stesso modo rimane al momento nel campo delle buone intenzioni la promessa di restituire un sindaco a San Luca. L’idea c’è, la strategia su come concretizzarla no. O quanto meno non è stata esplicitata. «Mi sono ripromesso dopo tre, quattro giri andati a vuoto, le prossime elezioni di fare tutto il possibile e l’impossibile perché San Luca possa avere un sindaco, ovviamente vigilando perché possa essere una persona per bene – assicura Salvini – Ma se non ci proviamo neanche…».
Per il resto, il ministro, nonostante le polemiche internazionali si gloria del calo degli sbarchi e dell’aumento dei respingimenti. Nella regione in cui domenica scorsa un uomo, Francesco Timpano, è stato ucciso in pieno giorno su una spiaggia, Salvini plaude alla lotta ad ambulanti e merce contraffatta venduta sul bagnasciuga.

RIACE PUÒ VIVERE SENZA MIGRANTI E non manca di lanciare una frecciata a Riace (lo abbiamo raccontato qui), il paesino divenuto simbolo mondiale di accoglienza, che per Salvini «può vivere serenamente anche al di là del fenomeno migratorio». Il sindaco Mimmo Lucano è stato costretto a dare il via ad uno sciopero della fame per reclamare lo sblocco di due anni di fondi arretrati. Che a quanto pare non arriverà. «Ci vuole trasparenza nell’utilizzo di fondi pubblici e non sempre questa trasparenza c’è stata, anche in Calabria e anche a Riace – afferma Salvini -. E quindi ciascuno risponderà di quello che ha speso e di come lo ha speso se è denaro pubblico. Non faccio il giudice quindi spetterà ad altri la risposta».

ANCORA SILENZIO SUI 49 MILIONI SPARITI Come segretario della Lega, proprio lui potrebbe rispondere sui 49 milioni di rimborsi elettorali sottratti dalla Lega e in parte incassati e spesi quando Salvini ne è diventato il capo politico. Ma per l’ennesima volta glissa. «C’è una Procura che lavora, anche se da ieri è impegnata a stabilire responsabilità ben più gravi e pesanti, però io attendo serenamente la fine di un percorso che spero sia più breve possibile perché sono anche stufo di dover cercare soldi che non ci sono».

Alessia Candito (Corriere della Calabria)

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