3 Dicembre 2020

Un anestesista in servizio nel reparto Rianimazione dell’ospedale civile “San Giovanni di Dio” di Crotone è stato malmenato dopo aver comunicato il decesso di un paziente, un trentatreenne di Rosarno (Reggio Calabria), ai familiari, che lo hanno colpito scagliandosi anche contro gli infermieri accorsi. Sul posto sono intervenuti agenti della Polizia di Stato che hanno denunciato, in stato di libertà, due donne con l’accusa di lesioni in concorso, danneggiamento ed interruzione di pubblico servizio. L’anestesista, a causa dell’aggressione, è stato ricoverato nel reparto di Chirurgia dell’ospedale per un trauma cranico e addominale. Sulla vicenda è intervenuto, con una nota, l’Ordine dei medici della provincia di Crotone che ha condannato “il grave ed ingiustificabile gesto di aggressione multipla a carico degli operatori sanitari, medici e non, seppur consapevole del particolare stato d’animo e del dolore che investono i famigliari nel momento della decesso di un congiunto”. “Questo ennesimo episodio di violenza nei confronti di chi si è adoperato al massimo per prestare la migliore assistenza al giovane paziente che versava in particolari e già comunicate condizioni di acclarata criticità, pre-esistenti all’atto del ricovero – è detto ancora nel comunicato – si ascrive, purtroppo nell’ampio fenomeno di aggressioni nel settore sanitario che in Italia, ad oggi, conta circa tremila episodi all’anno, stando ai soli casi denunciati”. Il Tribunale per i diritti del malato di Crotone, in un comunicato, “esprime solidarietà al medico in servizio al reparto di Rianimazione dell’ospedale civile di Crotone, aggredito ieri sera da parenti di un paziente, deprecando l’atto incivile compiuto a danno del personale ospedaliero”. Il Tdl crotonese, nel comunicato, auspica “un maggiore controllo notturno presso tutti i reparti onde evitare ulteriori episodi di tale genere e consentire agli operatori sanitari di operare in totale serenità” e augura al medico “una immediata ripresa affinché possa riprendere la sua attività tanto preziosa per tutta la comunità civile di Crotone e provincia”.L’invio dell’Esercito negli ospedali e nelle guardie mediche per “tutelare l’incolumità del personale medico e paramedico”. É quanto chiede il Codacons dopo “l’ennesima aggressione ai danni di un medico” avvenuta nell’ospedale civile “San Giovanni di Dio” di Crotone . “La sanità pubblica, specie in Calabria – afferma Francesco Di Lieto, vicepresidente del Codacons – versa in condizioni sempre più critiche. Da un lato, per esami diagnostici, i cittadini devono aspettare anche un anno, con evidenti danni per chi necessita di controlli medici, e, dall’altro, i pronto soccorso e le guardie mediche si trasformano sempre più spesso in una specie di limbo, con aggressioni e violenze di ogni tipo a danno di chi opera nel campo della sanità. Chiediamo un intervento repentino e risolutivo che dia nuova dignità alla sanità, anche attraverso l’invio dell’Esercito nelle strutture pubbliche”. “In questo senso il Codacons – aggiunge Di Lieto – rende noto di aver indirizzato una formale richiesta al Ministro dell’Interno nell’intento di tutelare sia chi è costretto a recarsi in ospedale e sia, contemporaneamente, gli operatori sanitari, che, pur in un’evidente quanto imbarazzante carenza di mezzi, provano a fornire assistenza e rimangono esposti alla furia dell’utenza”.

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