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Omicidio a Diamante, è caccia ai complici del 19enne

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Dopo che il presunto assassino di Francesco Augeri si è costituito a Napoli si indaga su chi era con lui la sera del delitto. Fiaccolata silenziosa nella cittadina tirrenica

Francesco Schiattarelli

DIAMANTE La morte di Francesco Augeri (foto in alto, nel riquadro), 23enne cosentino assassinato a Diamante lo scorso 22 agosto, proprio vicino ad una delle piazze più frequentate della città, arriva come un colpo di fulmine in un cielo estivo nuvoloso che per tutto il mese di agosto ha minacciato tempesta. Ma non è l’acqua a preoccupare l’intera comunità della città tirrenica, un omicidio non lascia mai indifferenti, se poi i protagonisti sono dei ventenni a interrogarsi su quelli che nel gergo giuridico sono i «futili motivi» non sono solo gli investigatori. Consumato il delitto sono stati i sacerdoti a scrivere per primi una lettera ai loro fedeli. E da quella missiva hanno attinto a piene mani anche gli scout di Diamante che alle 23 di domenica hanno percorso in silenzio le strade della cittadina tirrenica. In mano un fiaccola, a ricordare come credere in una società diversa debba essere un dovere. E proprio mentre le fiamme illuminavano con una luce fioca la città, a Napoli Francesco Schiattarelli viveva le sue prime ore in carcere. Poco meno che 20enne e piccoli problemi con la giustizia, i carabinieri stavano sulle sue tracce e proprio il fiato sul collo dei militari ha spinto il ragazzo a consegnarsi alle forze dell’ordine. L’indagine coordinata dalla procura di Paola, guidata da Pierpaolo Bruni, adesso si dirama. C’è l’iter giudiziario che riguarda direttamente Schiattarelli, e poi il lavoro inquirente per capire chi si trovasse con il presunto assassino in quelle ore e con quale ruolo. I colpi infieriti a “Ciccio” Augeri che ne hanno provocato la morte arrivano al termine di una lite avvenuta alle prime ore del 22 agosto. Augeri, come ricordato anche in una lettera letta nel corso del funerale , intervenne con ogni probabilità per sedare la rissa e dare man forte a un amico.

 

L’IDENTIKIT DELL’ASSASSINO Frasi, anzi status, scritti sui social network si rincorrono. Chi è Francesco Schiattarelli? Un ragazzo di non ancora 20 anni, cresciuto a Napoli, con precedenti per furto. Nella sua time line di Facebook si rincorrono foto in atteggiamenti da duro, ma anche post dai toni figli dell’epoca che mette in scena sui social network la “guapparìa” campana. «Al rogo criminale», «Io ti vorrei scippare il cuore», «Si nu muort ca cammina». Il presunto assassino di Francesco Augeri però della città in cui vive non scrive solo le espressioni da “Gomorra”. Nella sua breve biografia ricorda il 17enne Genny Cesarano, rimasto ucciso in uno scontro a fuoco tra gruppi camorristici. Per quella morte in tre stanno scontando la pena dell’ergastolo. Questo è il “profilo pubblico” di Schiattarelli, un ragazzo controverso, che si consegna alle forze dell’ordine, le uniche che ad ora possono lavorare affinché all’accaduto si diano dei contorni certi.

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