Gio. Mag 6th, 2021

I funerali in a Roma, Torre del Greco e Cisternino. Tra gli appelli per la ricerca della responsabilità e il ricordo delle persone scomparse. Il cardinale Sepe: «Sono violenza anche le omissioni dei colletti bianchi»

Lettere, ricordi, appelli, richieste di giustizia per i tragedie che rimarranno nella memoria collettiva. Tre regioni si sono strette attorno alle vittime della strage del Raganello. Così come è stato a Cerchiara di Calabria per i funerali di Antonio De Rasis, è successo a Roma, Torre del Greco, Cisternino. Nessuno potrà dimenticare quel 21 agosto, mentre le autorità si muovono per cercare la verità ed eventuali responsabilità.

 

IL CARDINALE SEPE E LA VIOLENZA DELLE OMISSIONI Prevalgono i ricordi nella giornata del dolore. «Questa tragedia ci ha messo, ci mette e ci metterà alla prova, sempre». È il contenuto di una lettera, letta sull’altare della basilica di Santa Croce a Torre del Greco. È l’ultimo saluto del fratello Gennaro a Maria Immacolata Marrazzo, l’avvocato di 42 anni morta nel Pollino, dove si trovava in escursione insieme al resto della famiglia (il marito e due figli minori). «Ai miei genitori e a Giovanni (Sarnataro, il marito) – ha aggiunto Gennaro Marrazzo – chiedo di trovare tutta la forza possibile per sostenere i bambini».
Ha ricordato invece la passione di Imma (come la donna era conosciuta da tutti) il presidente dell’Ordine degli avvocati di Torre Annunziata, Gennaro Torrese, che ha sottolineato come «Imma avesse a cuore la famiglia e al diritto alla famiglia si fosse dedicata» aggiungendo che «se si fossero rispettate le regole, con un’allerta meteo in vigore, impedendo l’accesso degli escursionisti nelle gole del Pollino, noi oggi non saremmo stati qui. Bisogna accertare le responsabilità affinché non si pianga più in futuro per tragedie simili». Il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, ha scritto alla famiglia: «Non bisogna aspettare eventi luttuosi per affrontare questioni annose o recenti, ignorate o dimenticate, per trovare risorse finanziarie, per realizzare le cose necessarie. La prevenzione è un obbligo, un dovere civico e morale. Quando non si muore per malattia o per il consumarsi naturale dell’organismo – ha aggiunto il cardinale Sepe nella sua lettera – si muore sempre per violenza, che non è soltanto quella che si accompagna all’uso delle armi, perché è violenza anche quella dei cosiddetti colletti bianchi, quella di chi ha omesso di svolgere compiutamente e diligentemente il suo ruolo».

IL CUORE DI CARLO E VALENTINA A Roma, nella chiesa di San Marcellino e Pietro a Torpignattara, periferia est della Capitale, una folla commossa si è stretta attorno a Carlo Maurici e Valentina Venditti, la coppia romana di 35 e 34 anni morta lunedì scorso nella piena. Sul guardrail di fronte alla chiesa, lungo la via Casilina, uno striscione con i nomi delle due giovani vittime e la loro foto insieme, in un cuore. A poca distanza dal sagrato uno dei murales realizzati da Carlo, street artist; Valentina invece era una fotografa, specializzata in concerti della scena emergente rap. Ai piedi dell’altare le corone inviate dalla sindaca di Roma Virginia Raggi, oltre a quelle di amici e parenti. Il vicesindaco Luca Bergamo, seduto in prima fila in rappresentanza del Comune, ha spiegato: «Erano due artisti, diventeranno un simbolo, loro malgrado. Carlo era un artista e Valentina era una fotografa, rappresentavano la realtà e i sogni e hanno messo a disposizione di tutti un pezzo di loro stessi. Chi fa arte così è vicino alla società, non si chiude in uno spazio estraneo ma cerca di migliorare le condizioni di vita delle persone che conosce e non conosce. Esprime se stesso. Oggi loro diventano un simbolo loro malgrado insieme a tanti altri hanno cercato di migliorare lo spazio di vita delle persone nei quartieri con maggior disagio».

«HA SALVATO I FIGLI DALLA PIENA» L’arcivescovo di Taranto Filippo Santoro, invece, ricorda le vittime pugliesi: Gianfranco Fumarola di Martina Franca, Myriam Mezzolla di Torricella e Claudia Giampietro, molto amica di Myriam. «Ai loro famigliari, sgomenti per quanto accaduto, assicuro – aggiunge – la preghiera silenziosa e discreta di chi si rende prossimo nel dolore per essere nella vicinanza un segno dell’amore di Dio, che non ci abbandona mai anche in questa grave perdita, dove proviamo lo smarrimento per la violenza di una calamità naturale». «Penso commosso – osserva – a Gianfranco Fumarola, agente di polizia penitenziaria che è riuscito a mettere in salvo i suoi figli dalla piena, lo ricordo personalmente in molte delle mie visite pastorali nella casa circondariale di Taranto, sempre attento e disponibile. Voglio anche spiritualmente unirmi ai genitori di Myriam che sono stati privati all’improvviso della loro giovane figlia. Il conforto della nostra fede nel Cristo Risorto – conclude l’arcivescovo – raggiunga le persone ferite dal lutto».
Oggi a Cisternino, dove vivono la moglie e i tre figli di Fumarola, è lutto cittadino in occasione dei funerali dell’uomo.

Strage di Civita, lunedì le prime risposte sulla sicurezza

Il ministro dell’Ambiente: «Presto avrò il fascicolo del piano gestionale. Non voglio più vedere le emergenze, dobbiamo arrivare prima. Voglio vedere come i Comuni hanno declinato il piano di allerta». Il Parco del Pollino: «Atti inviati a Costa e alla Prefettura». Sopralluogo per i tecnici della Procura. E il sindaco vieta l’ingresso alle gole

«Lunedì dovrebbe arrivare il fascicolo” dalla prefettura a cui “ho chiesto l’indagine amministrativa per dire al governo come sono andate le cose, cioè per capire chi doveva fare cosa e il meccanismo gestionale». Lo ha detto il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, interpellato sulla tragedia del Pollino nella trasmissione “L’aria che tira estate” su La7. Il ministro ha spiegato che questi chiarimenti servono anche perché «altrimenti staremo sempre a ringraziare» i soccorritori mentre «dobbiamo arrivare prima, le emergenze non le voglio più vedere».
Costa ha aggiunto che per evitare incidenti e tragedie occorre il «buonsenso organizzato» cioè, «se il cittadino si trova in un luogo a rischio, deve avere il buon senso di andarci senza infradito. Poi il cittadino deve essere aiutato, io chiedo guide esperte e autorizzate che sappiano leggere i rischi e mettere in atto i meccanismi di tutela». Il ministro ha rilevato che «abbiamo una protezione civile regionale e nazionale che funzionano bene, sono il fiore all’occhiello mondiale. La Protezione civile manda l’allerta ai Comuni e ad altri enti. Al prefetto ho chiesto se i comuni si sono dotati e come hanno declinato il piano di allerta» e «le indagini amministrative ci diranno qualcosa, vediamo come è declinato questo piano».

 

LE INDAGINI DELLA PROCURA Tecnici nominati dalla procura della Repubblica di Castrovillari potrebbero, già nei prossimi giorni, compiere un sopralluogo nelle gole del Raganello dove un’onda di piena, lunedì scorso, ha provocato la morte di dieci persone. È uno dei passaggi a cui pensa il procuratore Eugenio Facciolla per cercare di fare chiarezza su eventuali responsabilità di quanto accaduto. Intanto, la procura procede nell’opera di acquisizione di atti e documenti. Tutto ciò che può servire a chiarire quali fossero le competenze e di chi, sta confluendo nel fascicolo aperto contro ignoti. L’indagine penale – ad ampio raggio, ha spiegato Facciolla – richiederà tempo. Più spedita quella amministrativa voluta dal ministro dell’Ambiente Sergio Costa.

IL PARCO: ATTI AL MINISTRO Intanto «il Parco nazionale del Pollino, come richiesto nel corso della riunione del 21 agosto, ha trasmesso in data odierna al Ministro dell’Ambiente una dettagliata relazione sui compiti e sulle attività dell’Ente», secondo quanto riferito in una nota dell’Ufficio comunicazione dell’Ente Parco. «La relazione – è detto ancoora nella nota – partendo dalla finalità principale per cui è stato istituito il Parco ovvero, quella della tutela della biodiversità, oltre a descrivere il quadro normativo di riferimento, contiene un dettaglio sulle attività di tutela e conservazione che sono state effettuate nel sito stesso e chiarisce quello che è stata l’attività dell’Ente nel “Progetto Gole Sicure” finalizzato, relativamente alle competenze del Parco, alla sostenibilità ambientale attraverso la mitigazione degli effetti della pressione antropica sulle Gole del Raganello».
«La stessa relazione – riporta ancora la nota – è stata inviata nell’ambito delle attività di carattere amministrativo al Prefetto di Cosenza, rimanendo a disposizione per ogni ulteriore e necessaria collaborazione».

IL SINDACO VIETA L’INGRESSO ALLE GOLE Il sindaco di Civita Alessandro Tocci, ha emesso stamani un’ordinanza contigibile e urgente con la quale ordina il divieto d’accesso «a persone e mezzi alle Gole del Raganello – tratto Ponte del Diavolo/Pietra Ponte – del comune di Civita da qualsiasi punto di ingresso». Il provvedimento è stato emesso in considerazione del «tragico evento accaduto il 20 agosto scorso presso le Gole del Raganello, nel comune di Civita», visto il decreto emesso dalla Procura della Repubblica del Tribunale Castrovillari il 22 agosto scorso e successive integrazioni «in ottemperanza del quale si è proceduto al sequestro dell’area Gole del Raganello in agro di Civita tratto Ponte del Diavolo/Pietra Ponte» e in considerazione del fatto che l’area sottoposta a sequestro è stata affidata alla custodia del sindaco di Civita, «il quale è tenuto a garantire e salvaguardare la pubblica e privata incolumità». Nell’ordinanza si specifica che «l’accesso all’interno dell’area interdetta sarà unicamente consentito al personale del corpo nazionale dei vigili del fuoco, alle forze dell’ordine, alla polizia municipale, al personale della protezione civile nazionale, regionale, provinciale e comunale, ai mezzi di soccorso e ai tecnici autorizzati». L’ordinanza è stata inviata, tra gli altri, a Prefetto e Questore di Cosenza, alla centrale operativa del 118 di Cosenza, al commissariato della Polizia di Stato di Castrovillari, al comando dei Vigili del Fuoco di Cosenza e di Castrovillari e alla Protezione civile regionale. Il sindaco Tocci ha disposto che l’ordinanza venga resa nota al pubblico mediante l’installazione della segnaletica prescritta e pubblicizzata all’Albo pretorio del comune.

 

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