5 Dicembre 2020

Una donna e il giovane figlio sono stati arrestati nel pomeriggio di venerdì dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Soverato durante un controllo, eseguito ad un posto di blocco, ma che è degenerato in un violento accanimento contro i militari costato anche il ricovero in prognosi riservata per uno dei militari.

 

Il tutto ha avuto inizio quanto una pattuglia, ferma al confine tra i comuni di Soverato e Satriano, in località Russomanno, ha bloccato un 27enne del posto, Adriano Larry Rizzo, già gravato da precedenti di polizia.

Il giovane si è subito mostrato nervoso e i militari hanno deciso di proseguire gli accertamenti estendendoli alla perquisizione del veicolo.

Sul posto sono arrivati, nell’immediatezza, ed a bordo di un altro veicolo, la madre ed il fratello del ragazzo, Concetta Battaglia e Giulio Moreno, di 50 e 26 anni, anch’essi gravati da precedenti di polizia, che si sono scagliati violentemente contro la pattuglia.

In particolare, mentre la Battaglia avrebbe tentato di mettersi all’interno della macchina fermata, per evitarne il controllo, il figlio 26enne avrebbe invece iniziato a tirare calci e pugni, uno dei quali particolarmente violento che ha colpito al volto uno dei carabinieri, che si è accasciato a terra privo di sensi ed è stato poi portato nell’ospedale di Soverato.

Dopo l’aggressione, lo stesso giovane ha preso dai sedili posteriori dell’auto un involucro e si è lanciato giù per un dirupo, riuscendo a far perdere le sue tracce.

Nel frattempo, altre pattuglie di servizio sono giunte sul posto ed hanno bloccato e accompagnato la Battaglia e il figlio Adriano negli uffici del Comando della Compagnia Carabinieri.

A quel punto l’auto è stata perquisita ed all’interno è stato rinvenuto un tirapugni in metallo cromato, nascosto all’interno del cassetto portaoggetti anteriore.

Altri militari sono scesi invece giù per il dirupo, con l’aiuto dei Vigili del Fuoco del distaccamento di Soverato, e in seguito ad un accurato controllo hanno ritrovato l’involucro che al suo interno conteneva oltre mezzo chilo di marijuana.

Per mamma e figlio sono così scattate le manette con l’accusa di violenza e resistenza al pubblico ufficiale e detenzione di stupefacente ai fini di spaccio, in concorso.

Il Pubblico Ministero, in attesa dell’udienza di convalida, ha disposto la detenzione nelle camere di sicurezza per il 27enne e i domiciliari per la madre.

Nella mattinata di ieri i due sono poi comparsi davanti al Gip del Tribunale di Catanzaro che ha convalidato gli arresti ed ha disposto per entrambi la misura l’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria.

Il giovane 26enne, resosi irreperibile da venerdì, è stato deferito alla Procura della Repubblica per gli stessi reati imputati ai familiari.

La donna ed i due figli, non sarebbero nuovi a simili condotte. Infatti, nel 2008 la madre insieme ai ragazzi ancora minorenni, furono arrestati per aver minacciato con un coltello alcuni minorenni della zona.

Nel 2017, poi, sarebbero stati tra i protagonisti di una rissa in un parcheggio di Soverato. In quella circostanza i giovani, in concorso con altri coetanei del posto, vennero arrestati in flagranza per rissa e porto di armi od oggetti atti ad offendere, utilizzati per aggredire dei cittadini extracomunitari.

Per questi precedenti che secondo gli investigatori evidenzierebbero una loro pericolosità sociale, su proposta dei Carabinieri di Soverato, madre e figli sono stati raggiunti da un avviso orale.

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