Gio. Mag 13th, 2021

Mario Oliverio ha tratto il dado: scenderà per la seconda volta nell’agone elettorale, tentando di vincere le regionali del 2019, questa volta a capo di un civismo calabrese un po’ lontano dai partiti tradizionali. Almeno quelli del centro-sinistra.
Gli faccio gli auguri più sinceri. Ma perché non sorgano equivoci con i miei amici (con i nemici ce ne saranno sempre, vista la loro smania di crearli) ecco la mia posizione nei confronti dell’uomo e della sua nuova tendenza.
Cinque anni or sono, Oliverio si mise in pellegrinaggio riproponendo (il cammino di Santiago) e ripercorrendo i luoghi della sua infanzia politica ed esplorando i mondi della Calabria che non conosceva. Tra questi, la Locride, anche se di questa ne aveva sentito parlare e gliene avevano parlato alcuni suoi “amici” politici, cercando il giusto dosaggio tra Pathos e Humour.
Sembrava, Oliverio, un uomo carico di calore umano e ottimismo, aveva detto che la locride sarebbe stata una opportunità ed una risorsa da valorizzare per l’intera Calabria –cfr. incontro Centro Commerciale “GRU” di Siderno-.
Debbo riconoscere che dopo cinque anni, l’uomo ha valorizzato opportunità ed esaltato risorse, non certo però quelle che gli elettori del PD in particolare, e quelli del centro sinistra in generale, si aspettavano. Il politico, Oliverio, ha però disatteso totalmente le aspettative dei cittadini.
LA SS 106 DA STRADA DELLA MORTE, E’ DIVENTATA STRADA DI EUTANASIA E MORTE; LA TRATTA FERRIOVIARIA JONICA HA BENEFICIATO DI QUALCHE ROBOANTE SLOGAN E DI UNA SUGGESTIVA ILLUSIONE OTTICA; L’OSPEDALE DI LOCRI E’ POCO PIU’ DI UN LEBBROSARIO SOCIALE; ASSISTENZA AD ANZIANI, DISABILI E NEUROLESI DELEGATA TOTALMENTE ALLE FAMIGLIE; LA SICUREZZA DELLE SCUOLE DI OGNI ORDINE E GRADO E LE TUTELE AMBIENTALI AFFIDATE ALLE SPERANZE METEO; TUTTE LE QUESTIONI AFFIDATE AL FENOMENO MIGRATORIO TOTALEMENTE, PULTUALMENTE E SCIENTIFICAMENTE RIMOSSE DA OGNI IMPEGNO POLITICO-REGIONALE, SONO STATE CONSEGNATE AGLI UMORI DI SALVINI E DEI VARI CAPORALI.
Forse gli ha fatto comodo, al Presidente, non approfondire troppo tali emergenze in un momento di gravi difficoltà psicologiche degli abitanti della locride e, nel modo più infame e brutale, ha rimosso un’assessora sostituendola con un’altra, precostituendosi così un alibi morale nei confronti del popolo locrideo.
Si è fidato dei Laganà-Fortugno e di Seby Romeo per distruggere il PD, servendosi di ascari privi di scrupoli e soprattutto di idee per riscattare la Jonica. Oggi il primo gruppo –LF- candida un consanguineo nel centro destra con buona pace del renzismo e dello scilipotismo riscoprendo l’amore per il comodo e sempiterno principio di alternanza di maggioranza.
Il capogruppo è sempre più capo, senza gruppo e senza voti.
Il partito democratico nella jonica si è estinto prima ancora della dichiarazione di Calenda.
Rimangono i Sindaci –senza maglietta- alcuni li conosco e li apprezzo, altri solamente li conosco. Mi viene difficile individuare in entrambi i casi, chi tra loro avrà il coraggio di rivolgersi ai propri concittadini –rimasti in mutande- per chiedere il voto per Oliverio che, come dicono a Napoli, “chiagne e fotte”… e da noi non ha mai pianto; il resto si prepara a ri farlo, o, almeno vorrebbe, per i prossimi cinque anni. Questo però senza il mio voto.
Pino Mammoliti

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