Gio. Gen 21st, 2021

Il deputato del Pd invoca una risposta ufficiale dalla commissione. La serie è pronta da tempo ma non è mai stata messa in onda. Per motivi mai chiariti

Che fine ha fatto la fiction su Riace? Perché e da chi è stata bloccata? Sulle questioni che il ministro dell’Interno Matteo Salvini dribbla o liquida da tempo con battute e allusioni, il deputato dem Antonio Viscomi ha deciso di chiedere una formale risposta alla commissione di vigilanza Rai, con un’interrogazione presentata oggi e firmata insieme a Carla Cantone. Le domande sono precise, specifiche e mirate a chiarire una questione al momento affidata solo a indiscrezioni fatte filtrare sui giornali, allusioni e sottintesi.

 
Antonio Viscomi

CHE FINE HA FATTO “TUTTO IL MONDO È PAESE”? La fiction c’è, è stata girata e montata. La Rai ne ha sostenuto i costi di produzione e post-produzione. Si conosce il titolo “Tutto il mondo è paese”. Si conosce da tempo anche il nome del protagonista, Beppe Fiorello, che entusiasta ha più volte dichiarato: « A tutti quelli che dicono cose senza aver mai messo un piede a Riace, dico andate a conoscere di persona quest’uomo e capirete», alludendo al sindaco Mimmo Lucano. Ma a quanto pare, nessuno sa che fine abbia fatto. O non lo dice.

QUANTO PESA IL PREGIUDIZIO IDEOLOGICO? Viscomi e Cantone pretendono di saperlo, ma soprattutto di sapere se e in che misura a imporre uno stop sia stato solo ed esclusivamente un pregiudizio ideologico «e al timore che “questa politica filo immigrazione demagogica, che anche il servizio pubblico rischia di alimentare, può portare a gravi errori”». Così, oltre un anno fa, aveva commentato al riguardo il senatore Maurizio Gasparri. Da allora sulla fiction su Riace è calato il silenzio, rotto solo – ciclicamente – da indiscrezioni giornalistiche, secondo cui – scrive Viscomi – «la mancata trasmissione è formalmente da addebitare a presunte irregolarità nella gestione dei progetti di integrazione, imputate al sindaco Lucano, il cui esame da parte delle autorità competenti non ha ancora portato all’assunzione di provvedimenti con carattere finale».

FUORI I NOMI Ma al contrario, afferma il deputato dem, «è indubbio il valore esemplare delle esperienze di integrazione guidata e controllata delle comunità di rifugiati nei piccoli centri, non solo per finalità di carattere etico, quanto piuttosto per la chiara consapevolezza che la coesione sociale è elemento necessaria ed essenziale delle condizioni di sicurezza sul territorio, nell’interesse degli stessi cittadini residenti».
Per questo, adesso, Viscomi e Cantone pretendono risposte e nomi. Dalla commissione vogliono sapere quali siano le ragioni che impediscono la messa in onda della produzione televisiva dal titolo “Tutto il mondo è paese”, se la mancata messa in onda della predetta produzione sia stata formalmente deliberata, quando e da chi, e con quali poteri, ma soprattutto cosa abbia intenzione di fare al riguardo. In sintesi, la fiction andrà o non andrà in onda?

AL FIANCO DI RIACE Da sempre schierato al fianco dell’esperienza di Riace e del suo sindaco, Mimmo Lucano, Viscomi già in passato ha presentato puntuali interrogazioni per avere lumi sul destino del borgo dell’Alta Locride. Insieme ai deputati Siani e Annibali, ha di recente chiesto al ministero dell’Interno lumi sul blocco dei fondi, che mette a rischio la presenza di 165 profughi, 50 bambini e 80 operatori e la stessa sopravvivenza del modello Riace.

«IL MINISTERO RISPONDA» A Salvini, i tre deputati hanno chiesto «se il ministro dell’Interno sia a conoscenza della situazione descritta e dell’esistenza di un modello di accoglienza ed integrazione attiva di comunità di rifugiati, internazionalmente riconosciuta come buona pratica; se poi corrisponda al vero la notizia dei predetti ritardi nella erogazione dei saldi e delle anticipazioni di risorse finanziarie connesse ai progetti operativi di cui in premessa; ed infine quali iniziative, lo stesso ministro, intenda mettere in atto affinché, in presenza di verificata rendicontazione, siano tempestivamente erogate le risorse dovute».

MURO DI GOMMA Ma Salvini non ha mai risposto. Su Riace si è sempre limitato a battute, allusioni o irridenti affermazioni. «Per me il sindaco di Riace vale zero» ha mandato a dire a Lucano via web. Ma schierarsi con gli zero della terra – gli ha risposto il primo cittadino del borgo dell’Alta Locride – fra gli ultimi, fra i nuovi proletari è una scelta consapevole e chiara.

IL GIALLO DEI FONDI Da parte del Viminale invece, su Riace e sui fondi che le sono dovuti per i progetti già realizzati, chiarezza non ce n’è mai stata. Non più tardi una settimana fa, il sindaco Lucano ha annunciato che, secondo quanto comunicatogli informalmente dal ministero, grazie alla presentazione di precise controdeduzioni in grado di chiarire tutte le criticità segnalate, a breve sarebbero stati sbloccati i fondi arretrati, inclusi quelli del 2017. Meno di 24 ore dopo, la doccia fredda. L’esame delle controdeduzioni è solo un passaggio tecnico, niente è deciso, ha fatto filtrare il Viminale.
Voci, indiscrezioni e sussurri apparsi sulle colonne di ben precisi giornali. Ma Viscomi e altri deputati dem pretendono chiarezza. Ma al riguardo, alle loro formali richieste nessuno si è degnato di rispondere.

Alessia Candito

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