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Reggio Calabria in festa per la Madonna della Consolazione: Il monito del vescovo di Reggio: «La xenofobia non è cristiana»

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Grande commozione questa mattina per la processione che ha portato la Sacra Effige della Madonna della Consolazione dall’Eremo al Duomo. Migliaia di fedeli hanno partecipato alla Veglia notturna e al corteo delle 08:00. Scrosci di applausi quando la Vara è giunta in Piazza e poi all’interno della Cattedrale. Una processione lunga, in cui la fatica è tanta ma a nessuno importa: la Fede nei confronti della protettrice della Città è fortissima.

Le parole di monsignor Fiorini Morosini durante la processione della Madonna della Consolazione: «Senza accoglienza sarà barbarie. Non lasciamoci ingannare da chi vuol giustificare questa vergognosa caccia allo straniero come impegno a salvaguardare i nostri valori»

 «Senza accoglienza, senza solidarietà, senza prossimità, senza apertura al diverso, senza il coraggio dell’ascolto, senza la tutela della dignità di tutti, noi condanneremo i giovani a vivere in una cultura disumana e barbara che nulla ha da spartire con i grandi valori del progresso e della tradizione culturale e cristiana». Lo ha detto l’Arcivescovo di Reggio Calabria, mons. Giuseppe Fiorini Morosini, nel suo intervento durante la processione della Sacra Effigie della Madonna della Consolazione (foto) dall’Eremo in cui è custodita fino alla Cattedrale, dove resterà fino all’ultima domenica di novembre. Una tradizione che si tramanda da quattro secoli. Il rito religioso si è svolto alla presenza delle massime autorità cittadine, con in testa il sindaco, Giuseppe Falcomatà. «La xenofobia – ha aggiunto mons. Fiorini Morosini – non è né ragionevole né cristiana. Supplico la Vergine consolatrice di non far giungere, anche tra noi, come sta accadendo in altre parti d’Italia e d’Europa, il vento della xenofobia: terribile parola che significa odio contro lo straniero e il diverso. La paura degli stranieri, degli immigrati ed il conseguente odio nei loro confronti, è una condizione che non ci appartiene, né come italiani, né come calabresi. Noi, per tradizione e cultura, abbiamo sempre trattato con rispetto e amore chi è “diverso da noi”, con tutto l’aiuto di cui siamo capaci. L’impegno legittimo a correggere tutti gli errori, le storture e gli inganni del fenomeno migratorio degli anni passati, se mai esistiti, non può giustificare l’ondata di xenofobia che sta invadendo l’animo di tanti italiani ed europei». «Miei cari, non lasciamoci suggestionare – ha concluso il presule – da subdoli ragionamenti semplicistici. Non lasciamoci prendere da eccessive paure. Usiamo di più la ragione, la fede e la morale cristiana. Non lasciamoci ingannare da chi vuol giustificare questa vergognosa caccia allo straniero come impegno a salvaguardare i valori cristiani. Davanti alla Madonna vi dico, con la forza della fede: questa è una menzogna diabolica».

 
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