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REGIONALI: BERLUSCONI “PRENDE” LA CALABRIA, MA A DECIDERE SARÀ TAJANI

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Il vertice tra l’ex premier, Salvini e Meloni determina le ripartizioni tra i partiti del centrodestra. Qui ci sarà un candidato governatore di Fi. Alla Lega la Sardegna e le “rosse” Emilia e Toscana. Il dossier nelle mani del vicepresidente. Che apre a Gentile e rinvia tutte le decisioni a febbraio

Non sarà Salvini a scegliere il prossimo candidato governatore del centrodestra. I sondaggi, il crescente radicamento in Calabria di Lega e Fratelli d’Italia, avevano spinto molti analisti a ipotizzare un possibile ridimensionamento di Forza Italia e un contestuale minor peso di Berlusconi nelle scelte relative a questa regione. Non andrà così, a quanto pare.
Il pranzo di ieri a Palazzo Grazioli, che ha visto l’ex premier attovagliato con Salvini e Meloni, oltre a rilanciare la coalizione del centrodestra e a “istituzionalizzare” il “doppio forno”, ha prodotto anche un foglietto scritto a mano con dentro tutte le ripartizioni per le prossime elezioni regionali. E le assegnazioni prevedono molte sorprese.
In base agli accordi – presi davanti ad arrosto e parmigiana di melanzane –, il candidato governatore calabrese sarà scelto da Forza Italia, a cui toccherà indicare anche quelli di Piemonte e Basilicata. L’Abruzzo sarà appannaggio di FdI, mentre Salvini avrà la Sardegna e due regioni tradizionalmente “rosse” come la Toscana e l’Emilia.

 

IL PATTO L’accordo sembra aver soddisfatto tutte le parti, con Berlusconi che – malgrado i sondaggi diano gli azzurri in forte calo rispetto alla Lega – porta a casa tre regioni e Salvini che potrà finalmente testare sul campo il suo progetto di “Lega nazionale” grazie alle prove elettorali offerte dall’isola meridionale e dalle regioni roccaforte della sinistra.

IL DOSSIER CALABRIA Berlusconi, tuttavia, non si occuperà di persona del dossier Calabria, che è stato affidato al vicepresidente Antonio Tajani. Il presidente del Parlamento europeo ha da poco aperto un fascicolo di approfondimenti sulla regione, nel tentativo di ricompattare un partito che, negli ultimi mesi, è stato lacerato da contrapposizioni interne molto forti.
L’approccio di Tajani, da quel che trapela, sarà di tipo inclusivo, per cui pare più che probabile un graduale riavvicinamento dell’area che fa capo a Tonino Gentile e Piero Aiello. Sembrano dunque destinati a essere smentiti i rumors secondo i quali l’ex sottosegretario e il già senatore potrebbero allontanarsi – o essere allontanati – dal progetto azzurro.
Tajani, in ogni caso, ha deciso di studiare a fondo il caso Calabria e per questo ha già in programma una lunga serie di incontri con i principali rappresentanti di Fi, inclusi Gentile e Aiello. Le decisioni finali sono state rinviate a febbraio, quando il dossier sarà definitivamente chiuso.
Nel frattempo, a molti osservatori non sono sfuggiti alcuni particolari che potrebbero significare qualcosa per gli attuali assetti del partito calabrese. Inizia oggi a Fiuggi “L’Italia e l’Europa che vogliamo”, la tre giorni organizzata da Tajani, arrivata alla sua settima edizione. La kermesse è ormai da anni una sorta di congresso di Forza Italia, durante il quale si discute di linea del partito, alleanze e rapporti con il governo. L’unico calabrese che prenderà la parola sarà il senatore Marco Siclari, il principale referente di Tajani a sud del Pollino. Non è dunque previsto l’intervento della coordinatrice regionale, Jole Santelli. Solo un caso? Secondo alcune interpretazioni, no. Anzi, sembra che Tajani, in diverse occasioni, abbia espresso il suo disappunto sul modo in cui negli ultimi tempi è stato gestito il partito. Se ne saprà di più a febbraio.

corrieredellacalabria

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