“San Vito” impraticabile, Cosenza-Hellas non si gioca

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Esordio da dimenticare (in casa) per il ritorno in B dei rossoblu. I giudici di gara non fanno disputare il match con l’Hellas Verona per le cattive condizioni del manto erboso. Nonostante gli annunci. Ed è caos anche per gli abbonamenti

Non si gioca la prima gara casalinga al San Vito Marulla del Cosenza contro l’Hellas Verona. Un ritorno nella serie cadetta da dimenticare per la squadra del presidente Guarascio, che paga a caro prezzo la corsa contro il tempo con cui sono stati realizzati i lavori al manto erboso dello stadio. Quattro giorni di lavoro no-stop giorno e notte, per garantire ai tifosi un match che in riva al Crati e nella città di Romeo e Giulietta non è mai stato banale e che con il precedente di oggi si arricchisce di una statistica che per la società rossoblu non è certo una medaglia al merito.

 

I LAVORI Il cronoprogramma dei lavori, tra strette di mano e impegni presi tra il comune e la società del patron Guarascio, è partito ai primi giorni di luglio, subito dopo la lista di cose da sistemare stilata dai commissari inviati dalla Lega B per verificare le condizioni generali dello stadio. E proprio il rettangolo di gioco è stato la priorità di Occhiuto che a bando ha messo 1 milione di euro. Espletata la gara i lavori sono ufficialmente partiti, ma come ribadito più volte anche dalla stessa amministrazione sono tutt’altro che finiti. Una mano di vernice alle due tribune, poi i lavori all’interno dello spogliatoio, infine il manto erboso. Ma fatta la rizollatura, la sabbiatura e una prima irrigazione per compattare il nuovo manto, è stato necessario passare sulla superficie con un rullo. Ergo, le condizioni non sono ottimali, per avere il verde “biliardo” ci vogliono almeno 20 giorni e una nuova semina.

COSENZA NEL PALLONE Ma non c’è solo il fattore campo a far mugugnare i tifosi. Ad aspettarsi un salto di qualità non solo per la squadra ma anche per la società ci sono stati oltre mille tifosi che con l’abbonamento sottoscritto si sono ritrovati a fare file di oltre due ore ai botteghini.
La società, infatti, ai nastri di partenza si è fatta trovare sprovvista della card sottoscritta dai tifosi “fedelissimi” e per il primo incontro ha fornito un biglietto sostitutivo il tutto però senza nessuna comunicazione e senza nessun tipo di prelazione per gli abbonati che si sono ritrovati nel caos. E oltre alla partita di oggi restano anche altri dettagli tecnici, tipo l’aver sottoscritto un abbonamento per 22 gare mentre ad oggi gli incontri sono 19.

Caos a Cosenza per l’esordio (mancato) in serie B

Migliaia di tifosi imbufaliti e traffico in tilt dopo che la prima partita in casa dei rossoblu è saltata perché il campo non è stato ritenuto praticabile. Occhiuto ipotizza «manovre fosche» e si difende: «Le condizioni del terreno di gioco non erano così ostative»

Della sfida contro l’Hellas Verona a Cosenza rimane solo il caos di oltre 8mila persone rimaste fuori dai cancelli del San Vito Marulla. L’esordio casalingo del Cosenza, in B dopo 15 anni contro una delle sue rivali storiche, si conclude con un nulla di fatto che alimenta gli animi già esagitati di tifosi che nelle ultime ore hanno avuto anche problemi con il ritiro degli abbonamenti. La corsa contro il tempo per un rettangolo di gioco che doveva essere perfetto come un prato verde da biliardo è esplosa come una bolla di sapone. Il parere del direttore di gara Piscopo dopo una lunga riunione con i vertici delle due società è ben diverso da quello del «miglior terreno di gioco della serie B», frase pronunciata dal primo cittadino e che lo stesso Mario Occhiuto difende con convinzione anche al termine della partita: «La partita Cosenza-Hellas Verona per decisione dell’arbitro, proprio a ridosso del fischio di inizio, non è stata inspiegabilmente disputata nonostante il fatto che gli ispettori della Lega, i tecnici e i giornalisti presenti avessero appurato che le condizioni del terreno di gioco non fossero così ostative e, anzi, di gran lunga migliori rispetto al campo di Ascoli dove il Cosenza ha esordito la settimana scorsa nel campionato di serie B. Noi come amministrazione comunale ce l’abbiamo messa tutta, i rappresentanti della Lega del resto – prosegue Occhiuto – ce ne hanno dato atto con decine di ispezioni durante tutta la fase dei recenti interventi realizzati, affermando che si stava procedendo nel migliore dei modi. Per non parlare poi del parere favorevole della Commissione provinciale di vigilanza. Sono davvero amareggiato, mi dispiace molto per i cosentini e mi rammarico – conclude il sindaco – di dover conoscere insieme ai miei cittadini questo aspetto del calcio che purtroppo non onora i principi dello sport ma rimanda a manovre fosche che non ci appartengono. Certamente chiederemo conto di quanto accaduto nelle sedi opportune perché la città di Cosenza merita rispetto».

 

COSENZA NEL CAOS Non si gioisce né dentro né fuori lo stadio. Ad un’ora dal fischio d’inizio i tifosi iniziavano ad ammassarsi ai cancelli rimasti chiusi per tutto il pomeriggio. Comunicazioni ufficiali non ne sono state diramate fino alle 18,30. I calciatori hanno iniziato un riscaldamento mai portato a termine, mentre i minuti scorrevano e le ipotesi di un cambio di orario sembravano essere il solo motivo a cui si aggrappavano migliaia di persone. E nel frattempo, viale Magna Grecia rimaneva chiuso al transito delle persone e delle auto e su via degli Stadi, indicata come strada da percorrere per chi dovesse arrivare a Castrolibero, si creava un imbuto umano otturato proprio ai cancelli di ingresso della curva sud. Autobus fermi per oltre mezz’ora, auto in divieto di sosta, Cosenza per un paio d’ore è diventata un far west per auto strombettanti e sirene delle forze dell’ordine. La famigerata “macchina organizzativa” ha insomma fatto flop.

I LAVORI ALLO STADIO Cosenza-Verona è un precedente negativo unico nella lega cadetta. Al termine della scorsa stagione, società e amministrazione comunale hanno avviato le procedure dei lavori dopo i sopralluoghi dei commissari della Lega. Un milione di euro da spendere per “tirare a lucido” il Marulla e con la direzione dei lavori affidata agli ingegneri Pietro Filice, Antonio Reda e Manuel Miceli coordinati dal dirigente Converso in collaborazione con l’assessore Carmine Vizza. Giorno e notte tecnici e operai di Al.ti. srl, Esaro srl, Sd sport Dielle impianti srl, Costruzioni Spadafora sas, Coop Semper, hanno provato a rendere lo stadio praticabile tentando un’impresa rimasta però vana. Adesso è caccia alle responsabilità, con il Comune e il Cosenza Calcio a passarsi di mano una patata bollente ed un entusiasmo da coltivare. Oltre al prato, ma per quello sono già al lavoro.

LE SCUSE DELLA SOCIETÀ La Società Cosenza Calcio si dice «amareggiata, unitamente ai propri tifosi, agli addetti ai lavori e a tutti coloro che si erano adoperati per la riuscita di un evento che dove essere storico per la città e per tutta la Provincia». Il Cosenza sostiene di aver «ricevuto ampie assicurazioni dai tecnici inviati dalla Lega sulla tenuta del terreno di gioco che, a detta degli esperti, era idoneo allo svolgimento della gara». «In ogni caso – conclude la società – ci sentiamo in dovere di chiedere scusa ai nostri tifosi per i disagi subiti».

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