Sab. Gen 23rd, 2021

In occasione della recente Festa organizzata dai circoli del Pd della Locride, l’ On. Maria Grazia Laganà, chiamata a Roma nel gennaio scorso a far parte dello staff del Direttore Generale del Ministero della salute Andrea Urbani, ha tracciato un eloquente quadro della situazione sanitaria nazionale non mancando di evidenziare che, a fronte di un sistema sanitario italiano che è considerato un modello di eccellenza esistono, purtroppo, “criticità, ritardi e incompiute in ragione della strutturazione e organizzazione a livello territoriale” alla luce dei diversi percorsi che il sistema è riuscito a sviluppare nel corso degli anni in ogni singola regione”. Resta ovvio il fatto che il nostro territorio in maniera certamente predominante fa parte di queste regioni. Ma quale può essere il rimedio ? Secondo Maria Grazia Laganà la sfida è ardua e “deve guardare, soprattutto, alla rimodulazione dei propri assetti organizzativi senza tuttavia dimenticare di coniugare i grandi progressi del sapere medico ad una assistenza di elevata qualità e sicurezza che ponga al centro il paziente e la tutela costituzionalmente garantita della tutela alla salute”. Altri nodi cruciali con i quali la sanità oggi è obbligata a fare i conti – secondo la Laganà – sono strettamente connessi ai mutamenti radicali che stanno interessando la società moderna e, in particolare alla drastica riduzione delle nascite, al contemporaneo invecchiamento della popolazione e all’intensificarsi dei fenomeni dell’emigrazione”. Fatta una disanima di questi aspetti, ovviamente di carattere generale, Maria Grazia Laganà , si è soffermata sulla necessità “non solo di una necessaria riorganizzazione della rete ospedaliera in base a standard di dotazioni strutturale tecnologia ( da noi certamente carente) ma anche alla necessità dell’implementazione del governo clinico e alla sicurezza delle cure, alla ricerca e alla innovazione”. Da qui la necessità di realizzare un nuovo e piu’ funzionale equilibrio dei ruoli tra ospedale e territorio, auspicio che, per la verità da anni la Locride reclama e che certamente è condizione essenziale per far cessare i cosiddetti ” viaggi della speranza” che, anche sul piano economico, pesano parecchio sul bilancio della sanità calabrese. Una considerazione che la stessa Maria Grazia Laganà ha evidenziato nella sua relazione precisando che ” l’innovazione in sanità ha indubbiamente costi elevati ma, nonostante ciò, quando efficace, offre notevoli benefici alla popolazione e al sistema sanitario per cui,anche nei momenti di crisi economica e di contrazione della spesa, non è mai opportuno rinunciarvi con interruzione di investimenti e risorse “. Fatte altre disanime di carattere generale, Maria Grazia Laganà, che volutamente, a causa anche del suo attuale ruolo presso il Ministero della sanità, non ha inteso soffermarsi sul caso specifico dell’ Ospedale di Locri ha comunque precisato che ” il riposizionamento della sanità al centro di una visione strategica, competitiva e sostenibile deve costituire una priorità nell’agenda politica locale e nazionale ” e che “occorre guardare con attenzione ai processi sociali in atto e alle istanze espresse da ogni singolo territorio, in particolare delle aree piu’ periferiche laddove cioè le fasce piu’ vulnerabili ed esposte della popolazione rischiano di vedere restringersi in modo allarmante l’accesso alle cure, alimentando quella che è stata tristemente definita povertà sanitaria”. Locride docet !

ARISTIDE BAVA

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