Mar. Ago 16th, 2022

“Che ne sarà di me e dei miei figli?”, dice donna camerunense

Anche se pochi cittadini sono disposti a parlare, a Riace, nella cittadina dell’accoglienza, si respira un’area surreale. L’arresto del sindaco della cittadina collinare dell’Alto Ionio reggino, Domenico Lucano, ha creato tanto stupore ed incredulità tra la gente del posto. Ma anche tanta paura e preoccupazione tra i tanti migranti, rifugiati e richiedenti asilo che ormai da uno, due o tre anni si sono stabiliti a Riace. “L’arresto di Lucano – dice Rosy, una donna del Camerun di 43 anni scappata dalle violenze, dai soprusi e dalla guerra insieme ai suoi due figli piccoli e stabilitasi da tre anni a Riace – è una vera e propria ingiustizia. Ora che ne sarà di me, dei miei figli e di tutti i migranti che ormai si sono stabiliti qui? Questa vicenda – aggiunge – rischia di far crollare tutto il sistema di accoglienza che con sacrifici e senza alcun interesse proprio il sindaco Lucano era riuscito a creare. Io e altre donne e mamme di colore cosa daremo, senza aiuti da mangiare ai nostri figli? Dove andremo a stare? Quello che da circa due anni si sta verificando a Riace contro il sistema di accoglienza creato e voluto dal Sindaco è un’ingiustizia”. A Riace, oggi, è arrivato anche anche Rosario Rocca, presidente del Comitato dei sindaci della Locride e primo cittadino di Benestare, insieme ad altri amministratori ed ex amministratori della zona. “Conosco molto bene Mimmo Lucano – dice – e conosco la sua onestà e la sua attitudine a dare una possibilità di vita migliore ai più deboli. Ecco perché il suo arresto mi ha profondamente turbato. Sono venuto qui a Riace per solidarietà nei confronti del sindaco e dell’amico Lucano e per difendere la democrazia. Oggi, con sommo dispiacere, ho appreso che esiste il reato di solidarietà. Questo significa – conclude Rocca – che si sta vivendo nel Paese un periodo davvero brutto, buio”.

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