Lun. Mag 16th, 2022

La deputata di Leu: «Dovrebbe garantire legalità e proteggere i cittadini». Il Pd: «Il ministro sa di aver lanciato il video del prestanome di un boss?»

«Salvini in un post ha attaccato Mimmo Lucano e me, che avevo partecipato alla manifestazione a Riace per dimostrargli vicinanza. Nel testo aveva addirittura chiamato in causa il Presidente della Repubblica e l’Associazione nazionale magistrati. E lo ha fatto dando voce sui suoi profili social ad un personaggio che, secondo quanto riportano oggi alcuni giornali, sarebbe legato alla ‘ndrangheta. Il ministro dell’Interno che dovrebbe garantire legalità e proteggere i cittadini dalla criminalità organizzata, per fare propaganda politica utilizza le parole di un uomo che risulterebbe pregiudicato per reati molto gravi. È troppo. Se ha un minimo di dignità personale e di rispetto per le istituzioni rassegni immediatamente le dimissioni». Lo afferma Laura Boldrini, deputato di Leu.

 

IL PD: «PUBBLICA “FAKE NEWS”» «Il ministro dell’Interno Matteo Salvini, senatore eletto in Calabria, ha rilanciato il video di Pietro Zucco, ex vicesindaco di Riace. Sappiamo finalmente chi ha ispirato la norma per la vendita all’asta dei beni confiscati inserita nel decreto sicurezza: lo stesso Pietro Zucco che piace così tanto al ministro (ed ai suoi collaboratori). Zucco è coinvolto in più di un’inchiesta come prestanome di boss mafiosi. In particolare, la Procura di Reggio Calabria e la Guardia di Finanza lo accusano di aver consentito ad un boss di continuare a gestire la sua azienda confiscata tramite un banale meccanismo di affitto e scritture private e di essere stato il volto dietro cui si è nascosto il boss Cosimo Leuzzi, ora al 41 bis, per gestire alcune attività di ristorazione. Un vero modello da seguire e far conoscere a tutti i fan del ministro dell’Interno. Chissà cosa ne pensano dalle parti del Movimento 5 Stelle delle “fake news” del loro compagno di governo». Lo dichiara Laura Garavini, senatrice Pd, vicepresidente della commissione Difesa. Anche il segretario dem interviene sulla vicenda: «Il ministro dell’Interno posta l’intervista di un prestanome della Ndrangheta a sostegno delle sue tesi. Vergogna. Se ha il senso del ruolo che ricopre la tolga e si scusi», scrive su Facebook.
«Il ministro degli Interni per screditare Mimmo Lucano si avvale della “testimonianza” di un arrestato tal Zucco che secondo la Direzione distrettuale antimafia sarebbe il prestanome di un boss della ‘ndrangheta. Salvini sapeva?», chiede su Twitter Alessia Morani, della presidenza del gruppo Pd alla Camera.
«Luca Morisi ma ‘sta cosa che hai fatto postare a Matteo Salvini, che incidentalmente è anche ministro dell’Interno, un video di uno dei capetti della ‘ndrangheta di Riace come la spieghi? Non lo sapevate? La “bestia” è distratta? Spero di sì altrimenti sarebbe un brutto segnale». Così su Twitter la deputata Pd modenese Giuditta Pini, si rivolge al responsabile social di Salvini.

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