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CHE FINE HA FATTO IL PICCOLO NICCOLÒ? IPOTESI AGGHIACCIANTE: “FORSE TRASCINATO FINO AL MARE”

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Proseguono senza sosta le ricerche del bimbo di due anni travolto dal fango giovedì sera mentre si trovava insieme alla mamma e al fratellino

Si scava nel fango, si setacciano zone invase da erbacce ed arbusti, si controllano le zone colme d’acqua. Non si sono mai fermate le ricerche di Niccolò, il bimbo di 2 anni che si trovava, giovedì sera, con la madre, Stefania Signore, 30 anni, e il fratellino di 7 anni, entrambi morti per la piena di un torrente a San Pietro Lametino, in provincia di Catanzaro. È qui, sotto due alberi, all’interno di un uliveto, che sono stati trovati Stefania e il figlio Cristian. Un nastro ora delimita la zona rossa dove i vigili del fuoco stanno cercando il fratellino Niccolò che era in braccio alla mamma prima che la violenza dell’acqua lo portasse via “forse fino al mare”. Questa è una delle ipotesi al vaglio dei vigili del fuoco che da giovedì notte non si sono fermati un attimo.

Nella zona di campagna è stato allestito un posto di comando avanzato, presieduto da un funzionario del Comando provinciale di Catanzaro e due operatori dei vigili del fuoco specializzati in topografia applicata al soccorso per coordinare tutte le operazioni di ricerca gestite anche con squadre di esperti. Le ricerche sono effettuate da dieci unità dei vigili del fuoco, affiancate da due unità specializzate in movimento terra e una squadra Saf fluviale. L’area è costantemente perlustrata dall’elicottero del Reparto Volo di Catania, temporaneamente dislocato presso nucleo elicotteri di Lamezia Terme. Alle ricerche partecipano anche il Soccorso Alpino, la guardia di finanza, la polizia di Stato ed i volontari della Protezione civile.

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