DELITTO PANTANO, IN MANETTE MANDANTI E KILLER DEL CLAN GIAMPÀ

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La vittima, uccisa il 20 luglio del 2005 a Martirano Lombardo, era legata alla cosca Iannazzo-Cannizzaro-Daponte. Arrestati i fratelli Gino e Pino Strangis e Vincenzo Arcieri

Sono considerati i mandanti e gli esecutori materiali dell’omicidio di Filippo Pantano, ucciso a colpi d’arma da fuoco a Martirano Lombardo il 20 luglio del 2005. Nella mattinata di lunedì i poliziotti della Squadra Mobile di Catanzaro e del Commissariato di Lamezia Terme, con il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip distrettuale su richiesta del sostituto procuratore Elio Romano, nei confronti di Gino Strangis (cl. 69), Pino Strangis (cl. 75) e di Vincenzo Arcieri (cl. 60), già detenuto per altra causa nella casa circondariale di Caltanissetta. Gli inquirenti li ritengono responsabili dell’omicidio Pantano con i seguenti ruoli: Gino Strangis quale ideatore, organizzatore ed esecutore del fatto di sangue, il fratello Pino quale partecipe e Vincenzo Arcieri quale coautore della decisione omicidiaria unitamente ai vertici della cosca Giampà.

L’agguato fu compiuto nottetempo quando Filippo Pantano, che si trovava vicino alla propria abitazione alla guida di una Land Rover, venne attinto da numerosi colpi d’arma da fuoco, di cui alcuni di fucile calibro 12 e uno di pistola calibro 9×21. Le nuove risultanze investigative della Squadra Mobile si inquadrano in un più ampio quadro consistente in un’attività di acquisizione, esame e riscontro delle dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia. Tali dichiarazioni hanno consentito agli investigatori di riscontrare quegli indizi che già all’epoca dei fatti indicavano la cosca Giampà, ed in particolare i fratelli Strangis, quali responsabili dell’omicidio. L’episodio suscitò particolare allarme in quanto, in relazione alla caratura delinquenziale della vittima, poteva costituire l’inizio di una faida nei territori interessati al tempo da lavori pubblici di notevole importanza, come la costruzione di un metanodotto sui cui gravitavano interessi criminali da parte delle famiglie mafiose che controllavano la zona.
Le attività investigative condotte dalla Squadra Mobile di Catanzaro hanno permesso, in particolare, di far emergere il movente dell’omicidio, riconducibile ai contrasti tra le famiglie Arcieri-Cappello a cui gli Strangis erano legati e la cui ‘ndrina costituiva una promanazione della cosca Giampà nell’area premontana di Lamezia Terme e Filippo Pantano, che rappresentava gli interessi della contrapposta consorteria dei Iannazzo-Cannizzaro-Daponte.
In particolare i fratelli Strangis, incaricati di fatto del controllo della zona montana di Lamezia Terme, al fine di riappropriarsi della gestione delle estorsioni alle imprese e ditte operanti in quell’area avevano deciso di uccidere Filippo Pantano. Tale decisione era stata adottata d’intesa con i vertici delle famiglie Giampà e Cappello-Arcieri, nell’ambito delle quali Vincenzo Arcieri vantava un ruolo primario. È emerso inoltre che la decisione di compiere il delitto è stata presa con il consenso di Giuseppe Giampà, capo della cosca – figlio del “professore” Francesco Giampà (cl. 48) – successivamente divenuto collaboratore di giustizia.
I fratelli Strangis, ultimate le formalità di rito, sono stati condotti nella casa circondariale di Catanzaro, mentre la notifica a Vincenzo Arcieri è stata effettuata nella casa circondariale di Caltanissetta.

 

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