DI MAIO CONTRO LUCANO: «SE LUI È MODELLO, GLI ALTRI SONO FESSI»

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Ancora prima della conclusione delle indagini, il vicepremier “condanna” il primo cittadino sospeso di Riace e si dice “preoccupato” per la sua partecipazione a “Che tempo che fa”. Magorno: «Il ministro dimostra solo la sua subalternità politica alla Lega»

«Su Riace, fermo restando che bisogna aiutare le persone e sono contento che non ci sia alcuna deportazione, ricordo che c’è un inchiesta e che sono state violate molte leggi». Dimenticando il garbo istituzionale che imporrebbe di attendere quanto meno il processo prima di pronunciarsi, il vicepremier Luigi Di Maio “condanna” il sindaco, oggi sospeso di Riace, Mimmo Lucano. «A chi dice che è un modello, vuol dire che gli altri sindaci sono fessi», commenta Di Maio, a “Mezz’ora in più”, su Rai 3, commentando la partecipazione di Lucano a “Che tempo che fa”. «Fazio – aggiunge il capo politico del Movimento Cinque Stelle – porta avanti la sua linea editoriale. Ma mi preoccupa il messaggio agli altri sindaci che è quello di violare le regole. Avremmo 8000 sindaci arrestati».

 

MAGORNO: «DI MAIO HA TOCCATO IL FONDO» Gli risponde a stretto giro il deputato dem Ernesto Magorno, che sottolinea. «Con la sua ultima dichiarazione su Lucano, il ministro Di Maio ha toccato il fondo della sua subalternità politica, dimostrando di essere asservito alla Lega. Senza mai essere stato a Riace, senza avere cognizione alcuna di ciò di cui si sta parlando, Di Maio si avventura in prese di posizione contro un modello di integrazione e accoglienza conosciuto in tutto il mondo. Per di più, dopo aver piazzato alla guida della Rai un noto divulgatore di fake news, esprime giudizi sulle trasmissioni del servizio pubblico. La misura è colma». Per questo, annuncia Magorno «il 24 insieme ai ragazzi dei Giovani democratici saremo davanti Montecitorio per manifestare civilmente il nostro dissenso contro questo Governo».

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