GIORNATA DI GRAZIA AL SANTUARIO NOSTRA SIGNORA DELLO SCOGLIO, INDULGENZA PLENARIA E MIGLIAIA DI PERSONE ALLE CONFESSIONI

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Si sono registrate file interminabili presso i confessionali, il sei ottobre scorso, a Santa Domenica di Placanica, presso il Santuario Nostra Signora dello Scoglio, fondato dal mistico Fratel Cosimo Fragomeni, oltre mezzo secolo fa. Il rettore, padre Vaccaro, con il vice padre Tarantino e don Finocchiaro, i confessori che hanno accolto la fiumana di devoti mariani. Una giornata di grazia speciale, come sempre ricca di intense funzioni liturgiche, alla quale hanno preso parte oltre cinquemila persone, molte delle quali provenienti da varie Regioni Italiane e, alcuni gruppi, anche dall’Austria e dalla Germania. Non sono mancati all’importante appuntamento, il comandante del Gruppo Carabinieri di Locri, il t.colonnello De Pascalis e il comandante della Compagnia Carabinieri di Roccella Jonica, il capitano Beringheli. Presenti anche i sindaci di Placanica e Caulonia, Condemi e Belcastro.

 

Il banco delle Autorità

La preghiera di intercessione di Fratel Cosimo dinnanzi al santissimo Sacramento esposto all’adorazione dell’imponente assemblea

Il colonnello De Pascalis, il capitano Beringheli e il maresciallo Traina

Fratel Cosimo con i due Carabinieri in servizio in grande uniforme

L’evangelizzazione di Fratel Cosimo

I Carabinieri in grande uniforme al lato dell’altare

La solenne concelebrazione eucaristica

 

Di seguito, l’omelia del Vescovo della Diocesi di Locri – Gerace, che ha presieduto tutte le sacre funzioni, e l’evangelizzazione di Fratel Cosimo.

OMELIA DEL VESCOVO OLIVA

Una giornata diocesana dedicata alla conversione dei mafiosi e alla riconciliazione con la casa comune, con l’ambiente ed il creato. L’iniziativa nasce da un desiderio di purificazione e di liberazione dalle forze negative che condizionano gravemente la nostra vita e la società. Mi riferisco all’affermazione di una mentalità che non ha il senso del bene comune, ove si radica la malavita organizzata, la mafia e la ‘ndrangheta. Fenomeni per i quali ciò che piùconta è il proprio interesse, la casa comune, l’ambiente, il creato sono solo da sfruttare senza alcun rispetto, il Noi, l’altro, ciò che appartiene a tutti passa in secondo piano. La mafia, la mentalità mafiosa non sono altro che l’idolatria dell’IO e la negazione del bene comune. In questo contesto non c’è via di uscita se non quella di una conversione:la conversione della vita nella direzione dell’amare, quella che libera dalle chiusure autoreferenziali ed egocentriche. Nella direzione dell’amore si coglie il senso vero della vita dell’uomo e della donna chiamati a formare unità, comunità, famiglia, per rompere lo stato di solitudine. A riguardo sono illuminanti le parole di F. Kafka che dice: “Non sono solo perché ho ricevuto una lettera d’amore, sono solo perché non ho risposto con amore”. Lo scrittore richiama la solitudine in cui si trova l’uomo, quando non si risponde all’amore. E non si risponde all’amore, quando si vive di malaffare, di illegalità e violenza, quando si adora il male e si disprezza il bene. Non risponde all’amore chi vive disprezzando il bene comune, chi non riconosce all’altro gli stessi diritti che pretende per sé, chi fa agli altri quello che personalmente non vuole per sé. La vita è un rispondere all’amore che è iscritto nel nostro essere sin dalla creazione. La vita si spiega in riferimento a questo amore , nel quale siamo costituiti dall’eternità. L’essere creati “maschio e femmina”si realizza nella reciprocità dell’amore. L’uomo da solo è imperfetto, la donna da sola non madre che genera vita e speranza. La perfezione è proprio nella diversità che s’incontra e si ama. Pertanto, non rispondere all’amore è il più grave fallimento dell’umana esistenza. Mi riferisco all’amore di sé e dell’altro, all’amore per il creato e per quanto ci sta attorno. A questa realtà coniugale e famigliare fa riferimento il Vangelodi oggi. Gesù è chiamato in causa sull’applicazione di una legge antica: la legge del divorzio o del ripudio. E’ una norma risalente a Mosè che consentiva all’uomo l’atto del ripudio di sua moglie. Per Gesù il ripudio, la divisione, la rottura del legame tra i coniugi è la dichiarazione del fallimento del progetto iniziale della creazione. Se la legge umana lo consente, è solo a motivo della “durezza del cuore”. La rottura del vincolo matrimoniale era tra quelle norme che non rientravano nel progetto di Dio: “Ma dall’inizio della creazione [Dio] li fece maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola. Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto». Dio è fonte originaria dell’amore: il suo amore assolutamente fedele ed eterno è modello dell’amore umano. Quando si risponde all’amore mediante l’offerta di tutto noi stessi sia nella verginità, nella vita sacerdotale e religiosache nel matrimonio non saremo più soli. Questa giornata diocesana è un invito alla conversione rivolto a tutti, ai mafiosi e a quanti non si curano dalla casa comune, del creato, dell’ambiente, del bene comune. Non ci sono solo i mafiosi a doversi convertire, ma siamo tutti a doverci convertire. Tutti abbiamo bisogno di conversione. E’ quello che Gesù annuncia sin dall’inizio della sua predicazione: “Convertitevi!” Sono il messaggio centrale nel Vangelo, anzi la sua essenza.Un conversione che l’uomo e la donna possono sperimentare aprendosi a Dio ed al suo progetto di vita e di amore: “… Se non vi convertirete, perirete tutti allo stesso modo” (Lc 13,5). “In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli” (Mt 18,3). Gli uomini e donne di oggi tendono a deresponsabilizzarci, riconoscendo il male sempre e solo negli altri. In tutte le cose si cerca un capro espiatorioal di fuori di se stessi. Diventa difficile riconoscere il peccato e ancora più difficile disporsi al pentimento ed al cambiamento di vita. Si dimenticache il male è una realtà diffusa che contamina tutti, che il mondo è sotto il segno di Adamo e di Eva. Che c’è una corruzione generale che tocca tutti, seppure con gradi di responsabilità diversi; che il male è dentro di noi:”Chiamata di nuovo la folla, Gesù diceva loro: «Ascoltatemi tutti e comprendete bene! Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza». Questo male dentro di noi si trasmette a macchia d’olio, nella società, nella famiglia, nella stessa Chiesa. Allora quando si aggiungono fenomeni negativi come la mafia, le famiglie che si disgregano e si vivono divisioni e guerre al loro interno, la conversione e purificazione è l’unica possibilità di vita e di salvezza per tutti, anche per il mafioso. Essa comporta la rinuncia a satana e a tutte le sue seduzioni, agli idoli del denaro, della vana gloria, dell’orgoglio, del potere, della violenza. La conversione è il passare dalla logica dell’IO a quella del NOI, dell’avere a quella dell’essere, del possedere a quella del dare. E’ una conversione che interessa la società come la chiesa, le istituzioni pubbliche come anche la famiglia. Per la famiglia convertirsi è tornare al piano originario di Dio, che sogna l’umanità a misura di famiglia.

L’Evangelizzazione di Fratel Cosimo

Pace e bene a tutti! E’ il sincero saluto e augurio che rivolgo a tutti voi convenuti in questo Santuario mariano, dove da mezzo secolo si venera la Vergine Santissima sotto il dolce e amabile titolo di Nostra Signora dello Scoglio. Sono particolarmente lieto nel vedere la vostra numerosa partecipazione in questo primo sabato del mese di ottobre. Non dimentichiamo che il mese di ottobre ci richiama al culto della Madonna, poiché è dedicato in modo specifico a Lei, e allo stesso tempo ci ricorda la pratica quotidiana della preghiera del S. Rosario. Per tutto questo mese offriamo il S. Rosario al Cuore Immacolato della Vergine Maria, per la conversione dei peccatori, e in particolare per il ravvedimento di tutte quelle persone dal cuore traviato, indurito, che per un motivo o per un altro si sono sviati, percorrendo vie traverse e si sono allontanate da Dio. Il cuore della Madonna soffre, è addolorato per quelle persone che conducono una vita corrotta, perché al suo Figlio Gesù Cristo gli costarono il sangue, ed Egli vuole che giungano alla conversione del cuore, al cambiamento di vita e siano salvati dalla sua divina misericordia. E come ebbe a dire di recente il Santo Padre vogliamo anche pregare il Santo Rosario ogni giorno per proteggere la Chiesa dal diavolo. Ora, con questi sentimenti di preghiera vogliamo tendere l’orecchio all’ascolto della Parola del Signore tratta dal Vangelo di Marco c. 10 incominciando dal v. 13 fino al v. 16. Ecco cosa ci riferiscono i versetti: “Gli presentarono a Gesù dei bambini perché li toccasse, ma i discepoli li rimproverarono. Gesù, al vedere questo, si indignò e disse loro: Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite, perché a chi è come loro appartiene il regno di Dio. In verità vi dico: Chi non accoglie il regno di Dio come un bambino, non entrerà in esso. E prendendoli fra le braccia e imponendo loro le mani li benediceva”. Cari fratelli e sorelle abbiamo appena ascoltato alcuni versi del Vangelo di Marco, i quali ci narrano la presentazione dei bambini a Gesù. Tante personepresentavano dei bambini a Gesù perché li toccasse, un segno visibile questo se vogliamo, per invocare su di loro le benedizioni di Dio per la loro vita futura. Allora vediamo cosa è successo: I discepoli sgridavano queste persone e cercavano a tutti i costi di impedire loro di avvicinarsi a Gesù. Forse i discepoli pensavano che i bambini gli facessero perdere tempo. A questo punto Gesù si irritò, si infastidì,a causa dell’intervento dei suoi discepoli. Ed ecco il comandamento forte e deciso da parte di Gesù: “Lasciate che i bambini vengano da me; non glielo vietate, smettete di impedirglielo”. Qui possiamo notare in maniera chiara quanto il Signore Gesù amasse i bambini. Gesù accoglieva i bambini perché il regno di Dio appartiene a chi assomiglia a loro, cioè a quelli che hanno la loro stessa spontaneità e semplicità. Quindi, tutti coloro che, compresi i bambini, vengono a Gesù con umiltà, carità, amore, e con pieno abbandono, sono veramente liberi di avvicinarsi a Lui. Ciascuno si domandi: sappiamo noi avvicinarci a Gesù con la fiducia, la meraviglia e l’abbandono di un bambino?  Fratelli e sorelle, prestate attenzione alle parole di Gesù, Egli fece una importante dichiarazione dicendo: “Chi non accoglie il regno di Dio come un bambino, non entrerà in esso”. Riflettiamoci bene su queste parole, e cerchiamo di sforzarci a vivere la nostra vita nell’umiltà cristiana e nella semplicità di un bambino, per essere degni un giorno di entrare nel regno dei cieli. Ascoltate bene, miei cari,questa affermazione di Dio riportata nel libro del Profeta Isaia al c. 66 v. 2: “Su chi volgerò lo sguardo? Sull’umile e su chi ha lo spirito contrito e su chi teme la mia parola”. E ancora nella lettera di S. Giacomo apostolo c. 4 v. 6. vi leggiamo: “Dio resiste ai superbi; ma dà la sua grazia agli umili”. Chi sono dunque i superbi? Coloro che si credono di essere qualcuno sulla terra, gli orgogliosi, i prepotenti, invece gli umili sono coloro i quali assomigliano a un bambino, non come statura, s’intende, ma come innocenza, umiltà e semplicità. Sempre nella lettera di Giacomo al c. 4 v. 10 sta scritto: “Umiliatevi davanti al Signore ed Egli vi esalterà”; infatti dice Gesù nel Vangelo di Luca c. 14 v. 11: “Chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia, cioè chi diventa piccolo come un bambino, sarà esaltato, cioè innalzato”. Così dunque dovremmo comportarci per essere in linea con i piccoli del Vangelo: avere piena fiducia nel Signore, credere ciecamente nella sua parola, leggerla ogni giorno e allo stesso tempo osservarla, cioè metterla in pratica nella nostra vita. Leggendo e praticando la Parola di Dio con assiduità, noi possiamo progredire sempre di più, poiché nella vita spirituale bisogna crescere sempre, e sapete perché? Perché per la grazia di Dio non c’è misura; essa è infinita. E appunto perché la grazia di Dio come ho detto è infinita, cerchiamo dunque di approfittare dell’opportunità che ci viene data oggi di usufruire ancor di più della grazia infinita di Dio attraverso l’indulgenza plenaria, che per volere del nostro vescovo, Monsignor Francesco Oliva, è stata concessa dalla Penitenzeria Apostolica del Vaticanoal nostro Santuario. Miei cari, per usufruire in sovrabbondanza di tale grazia, il cuore di ogni persona deve essere prima di tutto trasformato, ravveduto, purificato da ogni scoria di peccato attraverso il sacramento della confessione. Dice Gesù nel Vangelo di Matteo al c. 4 v. 17: “Convertitevi, perché il Regno dei cieli è vicino”. Le parole di Gesù richiamano la nostra attenzione ad un attento esame di coscienza, perché vuole salvare tutti gli uomini. Anche S. Paolo ci esorta nella sua seconda Lettera ai Corinzi c. 5 v. 21: “Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio”. Non è affatto se vogliamo, la volontà di Dio che l’uomo debba perire, ma che tutti raggiungano la pienezza della vita per mezzo della conoscenza di Gesù Cristo. E per raggiungere questa pienezza di vita occorre il ravvedimento, cioè, la conversione del cuore e la riconciliazione con Dio e anche con i fratelli. Teniamo presente quanto sta scritto nella Parola di Dio nel libro degli Atti degli Apostoli al c. 17 v. 31: “Dio ha fissato un giorno in cui giudicherà il mondo”. Fratelli e sorelle, Dio è amore, Dio è misericordia, Dio è perdono, e per questo ha voluto rivelare chiaramente se stesso in Gesù Cristo e la sua Parola. Nessuno d’ora in poi potrà giustificarsi dicendo di non essere informato, nessuno potrà sentirsi autorizzato a continuare nella propria incredulità, nel proprio errore e nella propria dissolutezza. Siamo chiamati tutti dunque a convertirci, a lasciarci alle spalle i nostri idoli, i comportamenti sbagliati, le trasgressioni e i peccati. Ricordiamoci che Dio è sempre pronto a perdonare e a dimenticare tutto il passato di chi si converte. Tutti siamo responsabili personalmente davanti a Dio di ciò che abbiamo fatto nella nostra vita, e di come abbiamo risposto all’annuncio del messaggio evangelico di Gesù Cristo. Un giorno, che è già fissato, come abbiamo udito dalla Parola di Dio, dovremo presentarci davanti a Lui per rispondere delle scelte che abbiamo fatto durante il percorso della vita trascorsa in questo mondo.  La Vergine Santissima, Nostra Signora dello Scoglio, Madre della conversione e umile serva del Signore, guidi i nostri passi sulla via del bene, affinché accomunati sulla terra da un unico spirito di fraternità cristiana, un giorno possiamo essere accolti nella casa del Padre, nel Regno dei cieli. Dio vi benedica e sia lodato Gesù Cristo!

 

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