Ven. Apr 19th, 2024

Messaggio di monsignor Oliva in occasione del sit-in promosso dai sindaci per difendere l’ospedale. «Non si può sacrificare la sanità pubblica a interessi privati»

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«Salviamo la sanità. La sanità è il settore della vita pubblica che tocca la vita di ognuno di noi e farla funzionare bene è interesse di tutti. Sono con voi in questa lotta per la salvaguardia del nostro presidio ospedaliero, soprattutto se è mossa non da interessi politici quanto dal desiderio di tutelare la nostra gente, per lo più povera, e incapace di sostenere spese enormi per la tutela della sua salute». È quanto afferma il vescovo di Locri-Gerace, Francesco Oliva, in un messaggio di adesione «con piena convinzione» al sit-in dei sindaci dell’area a difesa dell’ospedale di Locri e della sanità territoriale. «La sanità deve essere salvaguardata – aggiunge Oliva – perché tocca la vita delle persone, la qualità della vita. Tutti guardiamo con preoccupazione gli sprechi in campo sanitario. Lo spreco nella spesa sanitaria pubblica ed i costi eccessivi di quella privata sono intollerabili per la coscienza civile. E immorali, e per chi crede, sono peccato grave: ledono il diritto alla salute del cittadino. Ed in questo contesto a soffrirne maggiormente sarà la nostra area geograficamente più depressa. A mio avviso, l’ingovernabilità della sanità segna un arretramento pericoloso del nostro livello di progresso e di civiltà. Occorre un’inversione di tendenza. Sulla sanità non si specula».
«So che avete a cuore le problematiche della sanità – aggiunge il presule rivolgendosi ai sindaci della zona – e siete pronti ad affrontare una battaglia a tutela del diritto alla salute. Lasciate però che vi chieda un’attenzione a questo problema che non sia determinato da interessi di partito. Colgo la richiesta di aiuto di tanti malati che sognano una struttura ospedaliera funzionale, un personale medico e ospedaliero ricco di umanità, come anche la preoccupazione che un presidio come questo di Locri, strategico in un’area periferica, possa essere progressivamente depotenziato, per mancanza di medici, apparecchiature sanitarie moderne e funzionali, perdendo la sua indole di ospedale spoke. Avverto segnali molto preoccupanti: le lunghe attese in pronto soccorso spesso aggravate da gesti e riprovevoli aggressioni ai danni del personale medico ed infermieristico; i Lea non rispondenti agli standard previsti; l’esodo di molti malati al di fuori dei confini regionali per avere un’assistenza sanitaria adeguata; la spesa sanitaria sempre crescente tendente ad un disavanzo realisticamente incontrollabile che va oltre i 105 milioni di euro, secondo stime preventive, maggiore rispetto alla capacità di copertura determinata dalle aliquote fiscali del corrente periodo di imposta». «Tanti sono gli elementi di preoccupazione – sostiene ancora Oliva – per un presidio ospedaliero all’interno di un’Asp, come quella di Reggio Calabria, per la quale la conclusione della procedura di regolamentazione delle poste debitorie non si è ancora concretizzata. Nel contesto regionale di una sanità che continua ad indebitarsi con le banche, ed a mostrare carenze nell’assistenza ai pazienti, specie nell’adesione agli screening, nell’assistenza ai disabili e nella qualità dell’assistenza, con ritardi cronici nell’implementazione delle reti assistenziali specialistiche. Mi auguro che la sanità pubblica non continui ad essere sacrificata da interessi privatistici ed individuali. Ogni cittadino avverte come urgente una maggiore sinergia e positiva correlazione tra il pubblico ed il privato. Lo esige l’interesse comune e la tutela del sacrosanto diritto alla salute. Il Signore illumini tutti Voi e quanti operano nel mondo della sanità aiutando a capire che il bene della salute è primo e fondamentale diritto di tutti e di ciascuno e su di esso non è giusto cercare illeciti guadagni».

 
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